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lunedì 7 febbraio 2011

24 gennaio 2009 - Il Papa: 'Tutelare i cristiani iracheni'

Ricevendo i Vescovi Caldei in Visita ad Limina il Papa ha assicurato la sua preghiera per gli iracheni ‘desiderosi di pace in questa amata regione uniscano le loro forze per far cessare la violenza e permettere così a tutti di vivere nella sicurezza e nella concordia reciproca!’. ‘I cristiani, che da sempre abitano in Iraq – ha voluto precisare Benedetto XVI - sono suoi cittadini a pieno titolo, con i diritti e i doveri di tutti, senza distinzione di religione’. I cristiani costretti ad abbandonare l’Iraq aumentano , ha osservato il Pontefice che ha ringraziato ‘tutti coloro che, in diversi paesi, partecipano all'accoglienza fraterna delle persone che, per un periodo di tempo, hanno dovuto purtroppo lasciare l'Iraq’.

martedì 1 febbraio 2011

25 luglio 2008 - Il Papa riceve il Primo Ministro iracheno

Benedetto XVI ha incontrato oggi a Castel Gandolfo il Primo Ministro iracheno Nouri Al Maliki. ‘I colloqui, svoltisi in un clima di cordialità – ha comunicato la Sala Stampa Vaticana - hanno permesso di esaminare alcuni aspetti fondamentali della situazione irachena, prendendo in considerazione anche il contesto regionale. Particolare attenzione è stata rivolta al tema dei numerosi rifugiati iracheni, dentro e fuori del Paese, che hanno bisogno di assistenza, anche in vista di un auspicato ritorno. E’ stata rinnovata la condanna della violenza che quasi ogni giorno continua a colpire le diverse parti del Paese, senza risparmiare le comunità cristiane, che sentono fortemente il bisogno di una maggiore sicurezza’. ‘E’ stato espresso l’auspicio – prosegue la nota vaticana - che l’Iraq possa trovare decisamente la strada della pace e dello sviluppo attraverso il dialogo e la collaborazione di tutti i gruppi etnici e religiosi, incluse le minoranze, che nel rispetto delle rispettive identità, e con spirito di riconciliazione e di ricerca del bene comune, provvedano insieme alla ricostruzione morale e civile del Paese. Al riguardo è stata ribadita l’importanza del dialogo interreligioso, come via alla comprensione religiosa ed alla civile convivenza. Il Primo Ministro ha rivolto al Santo Padre un invito a visitare l’Iraq’.

mercoledì 26 gennaio 2011

17 marzo 2008 - Il Papa: 'Mons. Rahho testimone della verità'

Il Papa ha celebrato stamane una messa in suffragio dell’Arcivescovo dei Caldei, Mons. Paulos Faraj Rahho, rapito e ucciso in Iraq. Egli – ha ricordato Benedetto XVI – ‘ha preso la sua croce e ha seguito il Signore Gesù, e così ha contribuito a portare il diritto nel suo martoriato Paese e nel mondo intero, rendendo testimonianza alla verità. Egli è stato un uomo di pace e di dialogo’. L’esempio del presule – ha osservato il Pontefice – possa ‘sostenere tutti gli iracheni di buona volontà, cristiani e musulmani, a costruire una convivenza pacifica, fondata sulla fratellanza umana e sul rispetto reciproco’. Dall’estremo sacrificio di Mons. Rahho i suoi fedeli – ha concluso Papa Benedetto – ‘sappiano perseverare nell’impegno della costruzione di una società pacifica e solidale sulla via del progresso e della pace’.

martedì 25 gennaio 2011

16 marzo 2008 - Il Papa si appella agli iracheni

Con la celebrazione della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, Benedetto XVI ha aperto i riti della Settimana Santa. 'Per riconoscere Dio - ha spiegato il Papa - dobbiamo abbandonare la superbia che ci abbaglia, che vuole spingerci lontani da Dio, come se Dio fosse nostro concorrente. Per incontrare Dio bisogna divenire capaci di vedere col cuore di bambini, con un cuore. Dobbiamo imparare a vedere con un cuore giovane che non è ostacolato da pregiudizi e non è abbagliato da interessi. Così, nei piccoli che con un simile cuore libero ed aperto riconoscono Lui, la Chiesa ha visto l’immagine dei credenti di tutti i tempi, la propria immagine'. Nel corso dell'Angelus Papa Benedetto XVI ha voluto ricordare Mons. Rahho, Arcivescovo di Mosul, ucciso nei giorni scorsi in Iraq. 'La sua bella testimonianza di fedeltà a Cristo, alla Chiesa e alla sua gente, che nonostante numerose minacce non aveva voluto abbandonare, mi spinge - ha detto il Pontefice - ad alzare un forte e accorato grido: basta con le stragi, basta con le violenze, basta con l’odio in Iraq!'. Il Papa si è poi rivolto direttamente agli Iracheni che vivono da 5 anni 'le conseguenze di una guerra che ha provocato lo scompaginamento della vita civile e sociale: amato Popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale! Siano la riconciliazione, il perdono, la giustizia e il rispetto della convivenza civile tra tribù, etnie, gruppi religiosi, la solidale via alla pace nel nome di Dio!'.

lunedì 24 gennaio 2011

2 marzo 2008 - Il Papa prega per Iraq e Medio Oriente

Nel corso dell’Angelus il Papa ha lanciato un appello per la liberazione dell’Arcivescovo di Mosul, Mons. Paulos Faraj Rahho. ‘Sia prontamente liberato’ – ha chiesto Benedetto XVI che ha poi aggiunto: ‘Elevo, in pari tempo, la mia preghiera di suffragio per le anime dei tre giovani uccisi, che erano con lui al momento del rapimento. Esprimo, inoltre, la mia vicinanza a tutta la Chiesa in Iraq ed in particolare alla Chiesa caldea, ancora una volta duramente colpite, mentre incoraggio i Pastori e i fedeli tutti ad essere forti e saldi nella speranza. Si moltiplichino gli sforzi di quanti reggono le sorti del caro popolo iracheno, affinché grazie all’impegno e alla saggezza di tutti ritrovi pace e sicurezza, e non venga ad esso negato il futuro a cui ha diritto’. Il Pontefice ha poi espresso preoccupazione per la tensione tra Israele e la Striscia di Gaza. ‘Rinnovo il mio pressante invito alle Autorità, sia israeliane che palestinesi – ha esortato Papa Ratzinger - perché si fermi questa spirale di violenza, unilateralmente, senza condizioni: solo mostrando un rispetto assoluto per la vita umana, fosse anche quella del nemico, si potrà sperare di dare un futuro di pace e di convivenza alle giovani generazioni di quei popoli che, entrambi, hanno le loro radici nella Terra Santa. Invito tutta la Chiesa a elevare suppliche all’Onnipotente per la pace nella terra di Gesù e a mostrare solidarietà attenta e fattiva ad entrambe le popolazioni, israeliana e palestinese’. Infine un ricordo per i due fratellini di Gravina di Puglia, ritrovati cadaveri dopo una ricerca durata mesi. ‘Vorrei cogliere l'occasione – ha detto concludendo Benedetto XVI - per lanciare un grido a favore dell'infanzia: prendiamoci cura dei piccoli! Bisogna amarli e aiutarli a crescere. Lo dico ai genitori, ma anche alle istituzioni. Nel lanciare questo appello, il mio pensiero va all’infanzia di ogni parte del mondo, particolarmente a quella più indifesa, sfruttata e abusata. Affido ogni bambino al cuore di Cristo’.

domenica 23 gennaio 2011

3 febbraio 2008 - Il Papa: 'Tutti servano la vita'

In occasione della Giornata per la Vita, Benedetto XVI ha lanciato un appello ai fedeli, nel corso dell’Angelus, affinchè ‘ognuno, secondo le proprie possibilità, professionalità e competenze, si senta sempre spinto ad amare e servire la vita, dal suo inizio al suo naturale tramonto. E’ infatti impegno di tutti accogliere la vita umana come dono da rispettare, tutelare e promuovere, ancor più quando essa è fragile e bisognosa di attenzioni e di cure, sia prima della nascita che nella sua fase terminale’. Il Papa ha poi rivolto un pensiero al Kenya sconvolto da un’ondata di violenza. Il Pontefice che ha pregato per la pace e la riconciliazione nel Paese ha poi auspicato che ‘gli sforzi di mediazione attualmente in atto possano avere successo e condurre, grazie alla buona volontà e alla collaborazione di tutti, ad una rapida soluzione del conflitto, che ha già provocato troppe vittime’. Infine anche un appello per l’Iraq. ‘La malvagità, con il suo carico di dolore – ha detto Papa Benedetto - sembra non conoscere limiti nell’Iraq, come ci dicono le tristissime notizie di questi giorni. Elevo di nuovo la mia voce in favore di quella popolazione duramente provata e per essa invoco la pace di Dio’.

venerdì 21 gennaio 2011

7 gennaio 2008 - Il Papa denuncia gli attacchi a vita e famiglia

L’udienza di inizio anno ai Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede offre al Papa l’occasione di fornire una panoramica sulla situazione del mondo. In primis il Medio Oriente. ‘Faccio appello, ancora una volta, ad Israeliani e Palestinesi – ha detto Benedetto XVI - affinché concentrino le proprie energie per l'applicazione degli impegni presi in quella occasione e non fermino il processo felicemente rimesso in moto. Invito inoltre la comunità internazionale a sostenere questi due popoli con convinzione e comprensione per le sofferenze e i timori di entrambi’. Un pensiero poi al Libano e all’Iraq dove ‘la riconciliazione è una urgenza! Attualmente gli attentati terroristici, le minacce e le violenze continuano, in particolare contro la comunità cristiana’. Per quanto riguarda l’Africa il Pontefice ha assicurato che ‘la Chiesa cattolica non è indifferente ai gemiti di dolore che si innalzano da queste regioni. Ella fa proprie le richieste di aiuto dei rifugiati e degli sfollati, e si impegna per favorire la riconciliazione, la giustizia e la pace’. Quanto alla ‘costruzione della casa Europa’, Papa Benedetto ha osservato che questa ‘sarà per tutti gradevolmente abitabile solo se verrà costruita su un solido fondamento culturale e morale di valori comuni che traiamo dalla nostra storia e dalle nostre tradizioni e se essa non rinnegherà le proprie radici cristiane’. Il Papa ha poi affrontato le questioni di carattere generale. ‘il diritto – ha rilevato - può essere una forza di pace efficace solo se i suoi fondamenti sono solidamente ancorati nel diritto naturale, dato dal Creatore. È anche per tale ragione che non si può mai escludere Dio dall'orizzonte dell'uomo e della storia. Il nome di Dio è un nome di giustizia; esso rappresenta un appello pressante alla pace’. Confermata la condanna della Chiesa per gli ‘attacchi continui perpetrati in tutti i Continenti contro la vita umana. Vorrei richiamare, insieme con tanti ricercatori e scienziati, che le nuove frontiere della bioetica non impongono una scelta fra la scienza e la morale, ma che esigono piuttosto un uso morale della scienza’. Rammarico infine per gli ‘attacchi all'integrità della famiglia, fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna. I responsabili della politica di qualsiasi parte essi siano dovrebbero difendere questa istituzione, cellula base della società’.

martedì 18 gennaio 2011

24 novembre 2007 - Il Papa crea 23 nuovi Cardinali

Benedetto XVI ha presieduto il secondo Concistoro del suo Pontificato creando 23 nuovi Cardinali. Questa celebrazione – ha spiegato il Papa – è ‘una provvidenziale occasione per offrire urbi et orbi, alla città di Roma e al mondo intero, la testimonianza di quella singolare unità che stringe i Cardinali attorno al Papa, Vescovo di Roma’. La diversità della composizione del Sacro Collegio – ha aggiunto il Pontefice – ‘evidenzia le mutate esigenze pastorali a cui il Papa deve rispondere. L’universalità, la cattolicità della Chiesa ben si riflette pertanto nella composizione del Collegio dei Cardinali: moltissimi sono Pastori di comunità diocesane, altri sono al diretto servizio della Sede Apostolica, altri ancora hanno reso benemeriti servizi in specifici settori pastorali’. Benedetto XVI ha poi salutato le comunità di fedeli affidate ai vari neoporporati dedicando un pensiero speciale ai cattolici iracheni. ‘Come non volgere lo sguardo con apprensione ed affetto – ha osservato il Pontefice – in questo momento di gioia, alle care comunità cristiane che si trovano in Iraq? Questi nostri fratelli e sorelle nella fede sperimentano nella propria carne le conseguenze drammatiche di un perdurante conflitto e vivono al presente in una quanto mai fragile e delicata situazione politica. Chiamando ad entrare nel Collegio dei Cardinali il Patriarca della Chiesa Caldea ho inteso esprimere in modo concreto la mia vicinanza spirituale e il mio affetto per quelle popolazioni’. Riaffermiamo così – ha detto ancora Papa Ratzinger – ‘la solidarietà della Chiesa intera verso i cristiani di quella amata terra e invitare ad invocare da Dio misericordioso, per tutti i popoli coinvolti, l’avvento dell’auspicata riconciliazione e della pace’. Papa Benedetto ha infine ricordato ai Cardinali la richiesta della ‘dedizione massima ed incondizionata, usque ad sanguinis effusionem, come recita la formula per l’imposizione della berretta e come mostra il colore rosso degli abiti che indossate’.

4 novembre 2007 - Dal Papa appello per il Kurdistan iracheno

Il Papa, nel corso dell'Angelus, ha espresso la sua preoccupazione per la situazione al confine tra Iraq e Turchia. 'Desidero incoraggiare - ha detto Benedetto XVI - ogni sforzo per il raggiungimento di una soluzione pacifica dei problemi che sono recentemente emersi tra la Turchia e il Kurdistan iracheno'. 'Non posso dimenticare - ha aggiunto il Pontefice - che in quella regione numerose popolazioni hanno trovato rifugio per sfuggire all’insicurezza ed al terrorismo che hanno reso difficile la vita nell’Iraq in questi anni. Proprio in considerazione del bene di quelle popolazioni, che comprendono anche numerosi cristiani, auspico fortemente che tutte le parti si adoperino per favorire soluzioni di pace'. 'Chi è preposto alla sicurezza e all’accoglienza - ha concluso il Pontefice - sappia far uso dei mezzi atti a garantire i diritti e i doveri che sono alla base di ogni vera convivenza e incontro tra i popoli'.

lunedì 17 gennaio 2011

14 ottobre 2007 - Il Papa: 'Solo Dio guarisce l'umanità'

La fede salva l’uomo. E’ quanto ha detto il Papa, in occasione della recita dell’Angelus, che prendendo spunto dal Vangelo domenicale ha sottolineato che ‘la lebbra che realmente deturpa l’uomo e la società è il peccato; sono l’orgoglio e l’egoismo che generano nell’animo umano indifferenza, odio e violenza. Questa lebbra dello spirito, che sfigura il volto dell’umanità, nessuno può guarirla se non Dio, che è Amore. Aprendo il cuore a Dio, la persona che si converte viene sanata interiormente dal male’. Al termine dell’Angelus il pensiero del Papa si è rivolto ancora una volta all’Iraq. Benedetto XVI ha espresso vicinanza a due sacerdoti rapiti e ha fatto ‘appello ai rapitori perché rilascino prontamente i due religiosi e, nel ribadire ancora una volta che la violenza non risolve le tensioni, elevo al Signore un’accorata preghiera per la loro liberazione, per quanti soffrono violenza e per la pace’.

sabato 15 gennaio 2011

21 giugno 2007 - Medio Oriente, nuovo appello del Papa

In Medio Oriente ‘la pace, tanto implorata e attesa, è purtroppo ancora largamente offesa. La debolezza della pace si acuisce ulteriormente a motivo di ingiustizie antiche e nuove. Così essa si spegne, lasciando spazio alla violenza, che spesso degenera in guerra più o meno dichiarata fino a costituire, come ai nostri giorni, un assillante problema internazionale’. E’ la preoccupazione del Papa espressa nel corso dell’udienza ai partecipanti all’Assemblea della Riunione delle Opere per l’Aiuto alle Chiese Orientali. ‘Assicuro ancora una volta – ha ribadito Benedetto XVI - che la Terra Santa, l’Iraq e il Libano sono presenti, con l’urgenza e la costanza che meritano, nella preghiera e nell’azione della Sede Apostolica e di tutta la Chiesa’. Il Papa ha poi ribadito ‘affetto e ammirazione’ per ‘tutti i suoi figli e le sue figlie’ che devono sostenere ‘l’autentico martirio per il nome di Cristo’. Infine un nuovo e rinnovato appello ecumenico. ‘Imploriamo il Signore – ha auspicato il Pontefice - perché affretti il giorno della piena unità tra i cristiani e quello, pure molto atteso, di una serena convivenza interreligiosa animata da rispettosa reciprocità’.

giovedì 6 gennaio 2011

25 dicembre 2006 - Urbi et Orbi, il Papa prega per la pace

'Con viva apprensione penso, in questo giorno di festa, alla regione del Medio Oriente segnata da innumerevoli e gravi crisi e conflitti, ed auspico che si apra a prospettive di pace giusta e duratura, nel rispetto degli inalienabili diritti dei popoli che la compongono'. E' un Papa preoccupato quello che si è rivolto al mondo stamane dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro in occasione del tradizionale messaggio natalizio. Benedetto XVI ha poi passato in rassegna le tante crisi all'ordine del giorno sullo scacchiere internazionale. 'Confido - ha auspicato Papa Benedetto - che, dopo tante vittime, distruzioni e incertezze, sopravviva e progredisca un Libano democratico, aperto agli altri, in dialogo con le culture e le religioni. Faccio appello a quanti hanno in mano i destini dell'Iraq, perché cessi l'efferata violenza che insanguina il Paese e sia assicurata ad ogni suo abitante un'esistenza normale'. Dal Pontefice un appello per la pace anche per Sri Lanka, Darfur e tutta l'Africa.

mercoledì 5 gennaio 2011

17 dicembre 2006 - Natale, il Papa ricorda le persone in difficoltà

L’approssimarsi del Natale è occasione per Benedetto XVI di ricordare nel corso dell’Angelus quanti ancora non vivono con gioia questo periodo di tempo. ‘Pensiamo – ha detto il Papa - ai nostri fratelli e sorelle che, specialmente in Medio Oriente, in alcune zone dell’Africa ed in altre parti del mondo vivono il dramma della guerra: quale gioia possono vivere? Come sarà il loro Natale? Pensiamo a tanti ammalati e persone sole. Ma pensiamo anche a coloro – specialmente ai giovani – che hanno smarrito il senso della vera gioia, e la cercano invano là dove è impossibile trovarla: nell’esasperata corsa verso l’autoaffermazione e il successo, nei falsi divertimenti, nel consumismo, nei momenti di ebbrezza, nei paradisi artificiali della droga e di ogni forma di alienazione’. Al termine dell’Angelus il Pontefice ha poi rivolto un pensiero ai profughi iracheni rifugiatisi in Siria. ‘Mi rivolgo alla sensibilità dei privati, delle Organizzazioni internazionali e dei Governi – è stato l’appello di Papa Benedetto - perché si facciano ulteriori sforzi per venire incontro ai loro più urgenti bisogni’.

domenica 12 settembre 2010

22 ottobre 2006 - Il Papa denuncia lo strazio dell'Iraq

‘La missione è un cantiere nel quale c’è posto per tutti: per chi si impegna a realizzare nella propria famiglia il Regno di Dio; per chi vive con spirito cristiano il lavoro professionale; per chi si consacra totalmente al Signore; per chi segue Gesù Buon Pastore nel ministero ordinato al Popolo di Dio; per chi, in modo specifico, parte per annunciare Cristo a quanti ancora non lo conoscono’. Lo ha detto il Papa stamane recitando l’Angelus in occasione della ottantesima Giornata Missionaria Mondiale. Al termine della preghiera Benedetto XVI ha rivolto i suoi auguri ai musulmani per la fine del mese di Ramadan. Poi, però, il pensiero di Papa Benedetto si è spostato sull’Iraq dove permane una ‘gravissima situazione di insicurezza’ per le ‘efferate violenze a cui sono esposti moltissimi innocenti solo perché sciiti, sunniti o cristiani’. E, specialmente verso i cristiani iracheni, il Papa ha assicurato la sua vicinanza. Ai fedeli l’invito alla preghiera affinchè Dio ‘doni la fede e il coraggio necessari ai responsabili religiosi e ai leaders politici, locali e del mondo intero, per sostenere quel popolo sulla strada della ricostruzione della Patria, nella ricerca di equilibri condivisi, nel rispetto reciproco, nella consapevolezza che la molteplicità delle sue componenti è parte integrante della sua ricchezza’.

lunedì 30 agosto 2010

1 ottobre 2006 - Il Papa: 'La Chiesa è missionaria'

'La Chiesa è per sua natura missionaria. La missione della Chiesa è il prolungamento di quella di Cristo: recare a tutti l'amore di Dio, annunciandolo con le parole e con la concreta testimonianza della carità'. Lo ha detto Benedetto XVI stamane nel corso dell'Angelus recitato dalla residenza di Castel Gamdolfo. All'indomani dell'incontro con il Patriarca di Babilonia dei Caldei Emmanuel III Delly, il Papa ha auspicata una rinnovata fraternità tra cristiani e musulmani iracheni. 'Invito tutti - ha aggiunto - ad unirsi a me nel chiedere a Dio Onnipotente il dono della pace e della concordia per quel martoriato Paese'. Il Pontefice, concludendo l'Angelus, si è congendato da Castel Gandolfo. Previsto per oggi il rientro in Vaticano. 'La prossima domenica ci vediamo a Roma!', ha scherzato Papa Benedetto.

lunedì 26 luglio 2010

15 agosto 2006 - Il Papa: 'Credere è una forma di vivere'

Come da tradizione per la solennità dell'Assunzione, il Papa ha presieduto stamane la Messa nella Parrocchia Pontificia di San Tommaso da Villanova, a Castel Gandolfo. Nella sua omelia prendendo spunto dalla figura della Madonna, Benedetto XVI ha ricordato che 'credere costituisce l’orientamento fondamentale della nostra vita. E credere non è solo un tipo di pensiero, un’idea; è un agire, è una forma di vivere. Credere vuol dire seguire la traccia indicataci dalla Parola di Dio'. 'Maria - ha successivamente aggiunto il Pontefice all'Angelus - è esempio e sostegno per tutti i credenti: ci incoraggia a non perderci di fiducia dinanzi alle difficoltà e agli inevitabili problemi di tutti i giorni'. Infine dopo aver ancora una volta ricordato il Libano, Papa Benedetto ha rivolto il suo pensiero 'alla cara Nazione dello Sri Lanka, minacciata dal deterioramento del conflitto etnico e all’Iraq, dove la spaventosa e quotidiana scia di sangue allontana la prospettiva della riconciliazione e della ricostruzione'.

sabato 17 luglio 2010

2 luglio 2006 - Iraq e Terra Santa, il Papa invoca la pace

In vista del V Incontro Mondiale delle Famiglie che si svolgerà il prossimo fine settimana a Valencia e che vedrà la sua partecipazione, il Papa ha chiesto di pregare per 'tutte le famiglie del mondo, affinché siano autentiche comunità di amore e di vita, nelle quali la fiamma della fede si tramandi di generazione in generazione'. Ma è l'attualità internazionale a preoccupare Benedetto XVI. 'Seguo con crescente preoccupazione – ha detto il Pontefice - gli avvenimenti in Iraq e Terra Santa. Di fronte, da una parte, alla cieca violenza che fa stragi atroci e, dall'altra, alla minaccia dell'aggravamento della crisi fattasi da qualche giorno ancor più drammatica c'è bisogno di giustizia, di serio e credibile impegno di pace: che, purtroppo, non si vedono. Per questo invito tutti a unirsi in una preghiera fiduciosa e perseverante: il Signore illumini i cuori e nessuno si sottragga al dovere di costruire una convivenza pacifica, nel riconoscimento che ogni uomo, a qualsiasi popolo appartenga, è fratello'. Infine un accenno al Summit dei Leader religiosi, organizzato dal Consiglio Interreligioso della Russia. 'Auspico che grazie al sincero impegno di tutti – ha osservato Papa Ratzinger - si possano trovare ambiti di effettiva collaborazione, nel rispetto e nella comprensione reciproca, per far fronte alle sfide attuali. Per i cristiani, si tratta di imparare a conoscersi sempre più profondamente e a stimarsi a vicenda, alla luce della dignità dell'uomo e del suo eterno destino'.

sabato 10 luglio 2010

9 giugno 2006 - Italiano ucciso in Iraq, cordoglio del Papa

Appresa la notizia dell’ennesimo attentato subito dal contingente militare italiano in Iraq costato la vita ad un giovane sottufficiale, Benedetto XVI ha inviato un telegramma di cordoglio all’Ordinario Militare per l’Italia mons. Angelo Bagnasco. ‘Il Sommo Pontefice – si legge nel telegramma – esprime paterna vicinanza spirituale ai familiari della vittima, ai feriti e all’intera Nazione che ancora una volta piange un figlio caduto nel compimento generoso del proprio dovere al servizio dell’ordine, della giustizia e della ripresa pacifica delle popolazioni irachene’.

domenica 23 maggio 2010

27 aprile 2006 - Attentato a Nassirya, il Papa: 'Ferma riprovazione'

Appresa la notizia della morte di tre militari italiani in un attentato in Iraq, Benedetto XVI ha inviato un telegramma di cordoglio all'Ordinario Militare per l'Italia mons. Angelo Bagnasco. Nel messaggio il Papa esprime 'ferma riprovazione per il nuovo atto di violenza che aggiungendosi ad altre efferate azioni perpetrate in Iraq costituisce un ulteriore ostacolo sulla via della concordia e della ripresa in quel tormentato Paese'. Il Papa assicura la vicinanza alle famiglie delle vittime e alle Forze Armate Italiane e la preghiera per 'le giovani vite stroncate'. Un pensiero poi ai feriti e a quanti si prodigano per portare sollievo alla popolazione irachena.

domenica 25 aprile 2010

16 aprile 2006 - Pasqua, il Papa prega per la pace

Benedetto XVI - che festeggia nel giorno di Pasqua 79 anni - si è affacciato dalla Loggia delle Benedizioni della Basilica Vaticana per rivolgere il tradizionale messaggio ai popoli e alle nazioni e per impartire la solenne benedizione Urbi et Orbi. Il Papa ha invocato la pace per il mondo, soprattutto per quelle zone ancora sconvolte da guerre e violenze. 'Lo Spirito del Risorto - ha detto il Pontefice - porti, in particolare, sollievo e sicurezza in Africa alle popolazioni del Darfur, che versano in una drammatica situazione umanitaria non più sostenibile; a quelle della regione dei Grandi Laghi, dove molte piaghe sono ancora non rimarginate; ai vari popoli dell’Africa che aspirano alla riconciliazione, alla giustizia e allo sviluppo'. Il pensiero di Papa Benedetto XVI si è poi rivolto ad Iraq e Terra Santa. 'In Iraq sulla tragica violenza, che senza pietà continua a mietere vittime, prevalga finalmente la pace. Pace auspico vivamente anche per coloro che sono coinvolti nel conflitto in Terra Santa, invitando tutti ad un dialogo paziente e perseverante che rimuova gli ostacoli antichi e nuovi, evitando le tentazioni della rappresaglia ed educando le nuove generazioni ad un rispetto reciproco. La comunità internazionale, che riafferma il giusto diritto di Israele di esistere in pace, aiuti il popolo palestinese a superare le precarie condizioni in cui vive e a costruire il suo futuro, andando verso la costituzione di un vero e proprio Stato'. Infine Benedetto XVI non ha dimenticato l'America Latina. 'Lo Spirito del Risorto - ha auspicato il Papa - susciti un rinnovato dinamismo nell’impegno dei Paesi dell’America Latina, perché siano migliorate le condizioni di vita di milioni di cittadini, estirpata l’esecranda piaga dei sequestri di persona e consolidate le istituzioni democratiche, in spirito di concordia e di fattiva solidarietà'. E concludendo il messaggio Papa Ratzinger ha pregato affinchè 'il Signore risorto faccia sentire ovunque la sua forza di vita, di pace e di libertà. A tutti oggi sono rivolte le parole con le quali nel mattino di Pasqua l’angelo rassicurò i cuori intimoriti delle donne: Non abbiate paura! … Non è qui. È risuscitato'.