
L’approssimarsi del Natale è occasione per Benedetto XVI di ricordare nel corso dell’Angelus quanti ancora non vivono con gioia questo periodo di tempo. ‘Pensiamo – ha detto il Papa - ai nostri fratelli e sorelle che, specialmente in Medio Oriente, in alcune zone dell’Africa ed in altre parti del mondo vivono il dramma della guerra: quale gioia possono vivere? Come sarà il loro Natale? Pensiamo a tanti ammalati e persone sole. Ma pensiamo anche a coloro – specialmente ai giovani – che hanno smarrito il senso della vera gioia, e la cercano invano là dove è impossibile trovarla: nell’esasperata corsa verso l’autoaffermazione e il successo, nei falsi divertimenti, nel consumismo, nei momenti di ebbrezza, nei paradisi artificiali della droga e di ogni forma di alienazione’. Al termine dell’Angelus il Pontefice ha poi rivolto un pensiero ai profughi iracheni rifugiatisi in Siria. ‘Mi rivolgo alla sensibilità dei privati, delle Organizzazioni internazionali e dei Governi – è stato l’appello di Papa Benedetto - perché si facciano ulteriori sforzi per venire incontro ai loro più urgenti bisogni’.
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