
Nel corso dell’Angelus il Papa ha lanciato un appello per la liberazione dell’Arcivescovo di Mosul, Mons. Paulos Faraj Rahho. ‘Sia prontamente liberato’ – ha chiesto Benedetto XVI che ha poi aggiunto: ‘Elevo, in pari tempo, la mia preghiera di suffragio per le anime dei tre giovani uccisi, che erano con lui al momento del rapimento. Esprimo, inoltre, la mia vicinanza a tutta la Chiesa in Iraq ed in particolare alla Chiesa caldea, ancora una volta duramente colpite, mentre incoraggio i Pastori e i fedeli tutti ad essere forti e saldi nella speranza. Si moltiplichino gli sforzi di quanti reggono le sorti del caro popolo iracheno, affinché grazie all’impegno e alla saggezza di tutti ritrovi pace e sicurezza, e non venga ad esso negato il futuro a cui ha diritto’. Il Pontefice ha poi espresso preoccupazione per la tensione tra Israele e la Striscia di Gaza. ‘Rinnovo il mio pressante invito alle Autorità, sia israeliane che palestinesi – ha esortato Papa Ratzinger - perché si fermi questa spirale di violenza, unilateralmente, senza condizioni: solo mostrando un rispetto assoluto per la vita umana, fosse anche quella del nemico, si potrà sperare di dare un futuro di pace e di convivenza alle giovani generazioni di quei popoli che, entrambi, hanno le loro radici nella Terra Santa. Invito tutta la Chiesa a elevare suppliche all’Onnipotente per la pace nella terra di Gesù e a mostrare solidarietà attenta e fattiva ad entrambe le popolazioni, israeliana e palestinese’. Infine un ricordo per i due fratellini di Gravina di Puglia, ritrovati cadaveri dopo una ricerca durata mesi. ‘Vorrei cogliere l'occasione – ha detto concludendo Benedetto XVI - per lanciare un grido a favore dell'infanzia: prendiamoci cura dei piccoli! Bisogna amarli e aiutarli a crescere. Lo dico ai genitori, ma anche alle istituzioni. Nel lanciare questo appello, il mio pensiero va all’infanzia di ogni parte del mondo, particolarmente a quella più indifesa, sfruttata e abusata. Affido ogni bambino al cuore di Cristo’.
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