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venerdì 11 febbraio 2011

1 aprile 2009 - Il Papa: 'L'Africa costruisca un avvenire di pace'

Il Viaggio Apostolico in Africa è stato l’argomento centrale dell’odierna Udienza Generale. ‘In mezzo ai conflitti purtroppo numerosi e drammatici che ancora affliggono diverse regioni africane la Chiesa – ha detto il Papa - sa di dover essere segno e strumento di unità e di riconciliazione, perché tutta l’Africa possa costruire insieme un avvenire di giustizia, di solidarietà e di pace, attuando gli insegnamenti del Vangelo’. Ricordando la storia recente dell’Angola Benedetto XVI ha ribadito che ‘tutto è perduto con la guerra, tutto può rinascere con la pace. Ma per ricostruire una nazione ci vogliono grandi energie morali. E qui, ancora una volta, risulta importante il ruolo della Chiesa, chiamata a svolgere una funzione educativa, lavorando in profondità per rinnovare e formare le coscienze’.

lunedì 7 febbraio 2011

8 gennaio 2009 - Il Papa: 'La violenza va sempre condannata'

Ricevendo in udienza il Corpo Diplomatico per gli auguri di inizio anno il Papa ha potuto parlare dei temi di più stretta attualità internazionale. ‘Per costruire la pace, occorre ridare speranza ai poveri. È d’ora innanzi urgente – ha suggerito Benedetto XVI - adottare una strategia efficace per combattere la fame e facilitare lo sviluppo agricolo locale, soprattutto perché la percentuale di persone povere nei Paesi ricchi aumenta’. Dopo aver ricordato che ‘il cristianesimo è una religione di libertà e di pace’ il Pontefice ha assicurato vicinanza ai cristiani ‘vittime della violenza’ chiedendo ‘alle autorità civili e politiche di adoperarsi con energia per mettere fine all’intolleranza e alle vessazioni contro i cristiani e di incoraggiare con ogni mezzo il giusto rispetto per tutte le religioni, mettendo al bando ogni forma di odio e di disprezzo’. Nessuna discriminazione verso i cristiani – ha proseguito - deve essere espressa anche in Occidente solo perché ‘su certe questioni, la loro voce dissente’. Esaminando le tante crisi internazionali, Papa Benedetto si è soffermato sul conflitto israelo-palestinese ripetendo ‘che l’opzione militare non è una soluzione e che la violenza, da qualunque parte essa provenga e qualsiasi forma assuma, va condannata fermamente. Auspico che, con l’impegno determinante della comunità internazionale, la tregua nella striscia di Gaza sia rimessa in vigore – ciò che è indispensabile per ridare condizioni di vita accettabili alla popolazione – e che siano rilanciati i negoziati di pace rinunciando all’odio, alle provocazioni e all’uso delle armi’. Sul fronte iraniano il Papa ha chiesto di non ‘rinunciare a ricercare una soluzione negoziata alla controversia sul programma nucleare, attraverso un dispositivo che permetta di soddisfare le legittime esigenze del Paese e della comunità internazionale. Un simile risultato favorirebbe grandemente la distensione regionale e mondiale’.

4 gennaio 2009 - Il Papa: 'Porre fine alla guerra a Gaza'

Nel corso dell’Angelus Benedetto XVI ha lanciato un nuovo appello per la fine del conflitto nella Striscia di Gaza. Preghiamo – ha chiesto il Papa per ‘le vittime, i feriti, quanti hanno il cuore spezzato, chi vive nell'angoscia e nel timore, perché Dio li benedica con la consolazione, la pazienza e la pace che vengono da Lui’. Quando si rifiuta il dialogo – ha osservato il Pontefice – si verificano ‘situazioni che gravano indicibilmente sulle popolazioni ancora una volta vittime dell’odio e della guerra’. ‘La guerra e l’odio – ha concluso il Papa - non sono la soluzione dei problemi. Lo conferma anche la storia più recente. Preghiamo, dunque, affinché il Bambino nella mangiatoia ispiri le autorità e i responsabili di entrambi i fronti, israeliano e palestinese, a un’azione immediata per porre fine all’attuale tragica situazione’.

venerdì 21 gennaio 2011

6 gennaio 2008 - Il Papa: 'Adottare uno stile di vita sobrio'

Il disegno divino ‘è stato pienamente rivelato e realizzato in Cristo, ma chiede di essere accolto dalla storia umana, che rimane sempre storia di fedeltà da parte di Dio e purtroppo anche di infedeltà da parte di noi uomini’. Lo ha detto il Papa celebrando la Messa nella solennità dell’Epifania. Di fronte alle guerre del nostro tempo secondo Benedetto XVI ‘c’è bisogno di una speranza più grande, che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla miseria di molti. Questa grande speranza può essere solo Dio … non un qualsiasi dio, ma quel Dio che possiede un volto umano’. Solo ‘adottando uno stile di vita sobrio, accompagnato dal serio impegno per un’equa distribuzione delle ricchezze – ha concluso Papa Ratzinger - sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e sostenibile. Per questo c’è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e possiedano perciò molto coraggio’.

domenica 16 gennaio 2011

22 luglio 2007 - Il Papa: 'La guerra è contro Dio'

E’ un Angelus "pacifista" quello recitato stamane dal Papa. Benedetto XVI ha osservato che ‘la guerra, con il suo strascico di lutti e di distruzioni, è da sempre giustamente considerata una calamità che contrasta con il progetto di Dio, il quale ha creato tutto per l’esistenza e, in particolare, vuole fare del genere umano una famiglia’. Dalle montagne venete definite un ‘luogo di pace, in cui anche più vivamente si avvertono come inaccettabili gli orrori delle inutili stragi’, il Papa ha voluto rinnovare ‘l’appello a perseguire con tenacia la via del diritto, a rifiutare con determinazione la corsa agli armamenti, a respingere più in generale la tentazione di affrontare nuove situazioni con vecchi sistemi’.

giovedì 6 gennaio 2011

1 gennaio 2007 - Il Papa: 'Tutti operino per la pace'

‘Sono profondamente convinto che rispettando la persona si promuove la pace, e costruendo la pace si pongono le premesse per un autentico umanesimo integrale. È un impegno questo che compete in modo peculiare al cristiano, chiamato ad essere infaticabile operatore di pace e strenuo difensore della dignità della persona umana e dei suoi inalienabili diritti’. Così il Papa nell’omelia pronunciata in occasione della Messa per la 40/ma Giornata Mondiale della Pace. Benedetto XVI ha poi invitato tutti ad ‘operare insieme per la pace’ per contrastare le ‘situazioni di ingiustizia e di violenza, che continuano a persistere in diverse regioni della terra, i conflitti armati, spesso dimenticati dalla vasta opinione pubblica, e il terrorismo che turba la serenità dei popoli’. Riferendosi poi al Medio Oriente il Pontefice ha ricordato che ‘un accordo di pace, per essere durevole, deve poggiare sul rispetto della dignità e dei diritti di ogni persona’. Al termine del rito Papa Benedetto è tornato a parlare di pace all’Angelus ricordando che Gesù è ‘ la nostra pace, venuto ad abbattere il muro di separazione che divide gli uomini e i popoli, cioè l’inimicizia’. Infine un accenno ai diritti umani che – ha specificato Benedetto XVI – ‘hanno bisogno di un fondamento stabile, non relativo, non opinabile. E questo non può che essere la dignità della persona. Il rispetto per questa dignità comincia dal riconoscimento e dalla tutela del suo diritto a vivere e a professare liberamente la propria religione’.

mercoledì 5 gennaio 2011

17 dicembre 2006 - Natale, il Papa ricorda le persone in difficoltà

L’approssimarsi del Natale è occasione per Benedetto XVI di ricordare nel corso dell’Angelus quanti ancora non vivono con gioia questo periodo di tempo. ‘Pensiamo – ha detto il Papa - ai nostri fratelli e sorelle che, specialmente in Medio Oriente, in alcune zone dell’Africa ed in altre parti del mondo vivono il dramma della guerra: quale gioia possono vivere? Come sarà il loro Natale? Pensiamo a tanti ammalati e persone sole. Ma pensiamo anche a coloro – specialmente ai giovani – che hanno smarrito il senso della vera gioia, e la cercano invano là dove è impossibile trovarla: nell’esasperata corsa verso l’autoaffermazione e il successo, nei falsi divertimenti, nel consumismo, nei momenti di ebbrezza, nei paradisi artificiali della droga e di ogni forma di alienazione’. Al termine dell’Angelus il Pontefice ha poi rivolto un pensiero ai profughi iracheni rifugiatisi in Siria. ‘Mi rivolgo alla sensibilità dei privati, delle Organizzazioni internazionali e dei Governi – è stato l’appello di Papa Benedetto - perché si facciano ulteriori sforzi per venire incontro ai loro più urgenti bisogni’.

venerdì 23 luglio 2010

5 agosto 2006 - Il Papa: 'Abbiamo bisogno della pace'

'Vogliamo appellarci ai cristiani e a tutti coloro che si sentono in qualche modo interpellati dalla parola della Santa Sede, affinché vengano mobilitate tutte le forze che riconoscono che la guerra è la peggiore soluzione per tutti. Non porta nulla di buono per nessuno, neppure per gli apparenti vincitori. Noi lo sappiamo molto bene in Europa, in seguito alle due Guerre Mondiali'. Lo ha detto il Papa nel corso di una intervista concessa alle testate televisive Bayerischer Rundfunk, ZDF, Deutsche Welle e alla Radio Vaticana. Benedetto XVI - riferendosi anche alla guerra in Libano - ha rivolto un appello a coloro i quali rivestono responsabilità politiche. 'Ciò di cui tutti hanno bisogno è la pace. Vi sono forze morali - ha sottolineato - che sono pronte per far comprendere che l’unica soluzione è che dobbiamo vivere insieme. Queste forze noi vogliamo mobilitare: i politici devono trovare le strade affinché questo possa avvenire il più rapidamente possibile e soprattutto in modo durevole'.

giovedì 22 luglio 2010

2 agosto 2006 - Libano, il Papa: 'Non spargere sangue innocente'

Al termine dell'Udienza Generale di oggi in piazza San Pietro, Benedetto XVI è tornato per l'ennesima volta sulla guerra tra Israele e Libano. Ai fedeli il Papa ha chiesto di continuare a pregare per la pace. 'I nostri occhi - ha detto il Papa sempre più preoccupato - sono pieni delle agghiaccianti immagini dei corpi straziati di tante persone, soprattutto di bambini – penso, in particolare a Cana, in Libano. Desidero ripetere che nulla può giustificare lo spargimento di sangue innocente, da qualunque parte esso venga!'. 'Con il cuore colmo di afflizione - ha concluso il Pontefice - rinnovo ancora una volta un pressante appello all’immediata cessazione di tutte le ostilità e di tutte le violenze, mentre esorto la comunità internazionale e quanti sono coinvolti più direttamente in questa tragedia a porre al più presto le condizioni per una definitiva soluzione politica della crisi, capace di consegnare un avvenire più sereno e sicuro alle generazioni che verranno'.

20 luglio 2006 - Libano, il Papa indice una giornata di preghiera

La guerra che sta insanguinando Israele e Libano è sempre più nei pensieri del Papa. Secondo quanto comunicato dalla Sala Stampa Vaticana 'il Santo Padre segue con grande preoccupazione le sorti di tutte le popolazioni interessate ed indice per domenica prossima, 23 luglio, una speciale giornata di preghiera e di penitenza, invitando i Pastori ed i fedeli di tutte le Chiese particolari come tutti i credenti del mondo ad implorare da Dio il dono prezioso della pace'. 'Il Sommo Pontefice - si legge nella nota - auspica che la preghiera si elevi al Signore, perché cessi immediatamente il fuoco tra le Parti, si instaurino subito corridoi umanitari per poter portare aiuto alle popolazioni sofferenti e si inizino poi negoziati ragionevoli e responsabili, per porre fine ad oggettive situazioni di ingiustizia esistenti in quella regione, come già indicato da Papa Benedetto XVI nell’Angelus di domenica scorsa, 16 corrente mese'. Benedetto XVI - spiega ancora il comunicato - difende il diritto dei Libanesi a veder rispettata 'l’integrità e la sovranità del loro Paese'. Israele invece ha il diritto 'a vivere in pace nel loro Stato ed i Palestinesi ad avere una loro Patria libera e sovrana'. Infine l'appello alle organizzazioni internazionali 'perché aiutino tutte le popolazioni colpite da questo spietato conflitto'.

martedì 20 luglio 2010

14 luglio 2006 - Libano, il Papa è preoccupato

Le notizie sul conflitto tra Israele e Libano preoccupano il Papa. Lo ha comunicato stamane il Segretario di Stato Vaticano uscente, il Cardinale Angelo Sodano. 'Come in passato - ha spiegato il porporato - anche la Santa Sede condanna sia gli attacchi terroristici degli uni sia le rappresaglie militari degli altri. Infatti, il diritto alla difesa da parte di uno Stato non esime dal rispetto delle norme del diritto internazionale, soprattutto per ciò che riguarda la salvaguardia delle popolazioni civili'. 'In particolare - ha concluso il Cardinale Sodano - la Santa Sede deplora ora l’attacco al Libano, una Nazione libera e sovrana, ed assicura la sua vicinanza a quelle popolazioni, che già tanto hanno sofferto per la difesa della propria indipendenza'.