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domenica 6 febbraio 2011

30 novembre 2008 - Il Papa: 'La violenza non risolve i problemi'

Ricordando la festa di Sant’Andrea, patrono del Patriarcato di Costantinopoli il Papa ha innanzi tutto inviato un saluto e un augurio al Patriarca Ecumenico Bartolomeo I. L’attenzione di Benedetto XVI si è poi spostata sui recenti attentati di Mumbai e sugli scontri di Jos. ‘Diverse – ha detto il Pontefice - sono le cause e le circostanze di quei tragici avvenimenti, ma comuni devono essere l’orrore e la deplorazione per l’esplosione di tanta crudele e insensata violenza. Chiediamo al Signore di toccare il cuore di coloro che si illudono che questa sia la via per risolvere i problemi locali o internazionali e sentiamoci tutti spronati a dare esempio di mitezza e di amore per costruire una società degna di Dio e dell’uomo’.

sabato 29 gennaio 2011

20 aprile 2008 - Il Papa saluta gli Stati Uniti

Congedandosi dagli Stati Uniti Benedetto XVI ha ringraziato ancora una volta l’ONU ‘per tutto ciò che è riuscito a compiere per difendere e promuovere i diritti fondamentali di ogni uomo, donna e bambino in ogni parte del mondo, ed incoraggio tutti gli uomini di buona volontà a continuare ad adoperarsi senza stancarsi per promuovere la giusta e pacifica coesistenza tra i popoli e le nazioni’. Prima di lasciare il suolo americano il Papa ha ricordato la visita a Ground Zero. ‘Continuerò a pregare – ha assicurato - per coloro che perirono e per tutti coloro che soffrono per le conseguenze della tragedia che vi ebbe luogo nel 2001. Prego per tutti negli Stati Uniti, e in verità in tutto il mondo, affinché il futuro porti maggiore fraternità e solidarietà, un accresciuto reciproco rispetto e una rinnovata fiducia e confidenza il Dio, nostro Padre che è nei cieli’.

20 aprile 2008 - Il Papa prega a Ground Zero

Benedetto XVI ha compiuto una visita storica raggiungendo Ground Zero, il luogo dove l’11 settembre 2001 si consumò il tragico attentato contro le Torri Gemelle. Il Papa ha pregato intensamente davanti al memoriale consegnando un’intenzione veramente intensa. ‘Dio della pace, porta la Tua pace nel nostro mondo violento – ha scritto il Pontefice - pace nei cuori di tutti gli uomini e le donne e pace tra le Nazioni della terra. Volgi verso il Tuo cammino di amore coloro che hanno il cuore e la mente consumati dall’odio. Confortaci e consolaci, rafforzaci nella speranza e concedici la saggezza e il coraggio di lavorare instancabilmente per un mondo in cui pace e amore autentici regnino tra le Nazioni e nei cuori di tutti’.

lunedì 24 gennaio 2011

29 febbraio 2008 - Il Papa: 'Il futuro non è un compromesso politico'

Ricevendo in udienza il nuovo Ambasciatore degli Stati Uniti d’America presso la Santa Sede il Papa ha potuto ribadire che 'il futuro dell'umanità non può dipendere dal mero compromesso politico. Piuttosto, deve essere il frutto di un consenso più profondo, basato sul riconoscimento di verità universali, radicate nella riflessione ponderata dei postulati della nostra umanità comune'. Secondo Benedetto XVI 'il progresso della famiglia umana è messo a repentaglio non solo dalla piaga del terrorismo internazionale, ma anche da alcune minacce alla pace quali il ritmo crescente della corsa agli armamenti e il perdurare delle tensioni in Medio Oriente'. Il Pontefice ha espresso poi l'auspicio che 'negoziati pazienti e trasparenti portino alla riduzione e all'eliminazione delle armi nucleari e che la recente Conferenza di Annapolis sia solo la prima di una serie di iniziative volte a una pace duratura nella regione'.

martedì 18 gennaio 2011

12 novembre 2007 - Il Papa: 'Il terrorismo disprezza la vita'

Il Papa ha ribadito la condanna del terrorismo internazionale che disprezza 'la vita e la libertà umane e mina il fondamento stesso della società'. Lo ha detto il Papa ricevendo in udienza il nuovo Ambasciatore di Indonesia presso la Santa Sede. 'Ciò - ha aggiunto Benedetto XVI - è particolarmente vero quando si invoca il nome di Dio come giustificazione per tali atti. La Chiesa a ogni livello condanna in modo inequivocabile la manipolazione della religione a fini politici, esortando l'applicazione del diritto internazionale umanitario in ogni aspetto della lotta al terrorismo'. Il Pontefice ha poi sottolineato come 'il dialogo, il rispetto per le convinzioni degli altri, e la collaborazione al servizio della pace' siano 'gli strumenti più sicuri per garantire la concordia sociale'.

lunedì 17 gennaio 2011

21 settembre 2007 - Il Papa: 'Preoccupato per la famiglia'

'Quando i diritti umani sono violati, è la stessa dignità della persona ad essere ferita; se la giustizia vacilla, la pace è in pericolo. D’altra parte, la giustizia può dirsi veramente umana, solo se la visione etica e morale sulla quale si fonda è centrata sulla persona e sulla sua inalienabile dignità'. Lo ha ribadito il Papa ai partecipanti all’Incontro promosso dall’Internazionale Democratica di Centro e Democratico Cristiana, ricevuti a Castel Gandolfo. Benedetto XVI ha ancora una volta espresso la sua preoccupazione per la 'crisi in cui versa la famiglia, cellula fondamentale della società fondata sul matrimonio indissolubile di un uomo e di una donna. L’esperienza dimostra che quando la verità dell’uomo è oltraggiata, quando la famiglia è minata nelle sue fondamenta, la pace stessa è minacciata, il diritto rischia di essere compromesso e, come logica conseguenza, si va incontro a ingiustizie e violenze'. Il Papa condanna poi l'ondata di laicismo che vuole 'escludere Dio dall’orizzonte dell’uomo e della storia!'. 'Va accolto - ha aggiunto invece il Pontefice - il desiderio comune a tutte le tradizioni autenticamente religiose di mostrare pubblicamente la propria identità, senza essere costretti a nasconderla o mimetizzarla'. Infine parole nette anche contro il terrorismo che 'rappresenta un fenomeno gravissimo, che spesso arriva a strumentalizzare Dio e disprezza in maniera ingiustificabile la vita umana. La società ha certo il diritto di difendersi, ma questo diritto, come ogni altro, va sempre esercitato nel pieno rispetto delle regole morali e giuridiche anche per quanto concerne la scelta degli obiettivi e dei mezzi. Nei sistemi democratici l'uso della forza non giustifica mai la rinuncia ai principi dello stato di diritto'.

martedì 11 gennaio 2011

8 aprile 2007 - Il Papa: 'Troppo dolore nel mondo!'

Nonostante la Pasqua sia la festa della gioia Benedetto XVI, nel consueto messaggio alle nazioni, non ha mancato di evidenziare il dolore presente in tutto il mondo. Il Papa ha parlato delle ‘calamità naturali’ e delle ‘tragedie umane che provocano innumerevoli vittime e ingenti danni materiali’. ‘Penso - ha ricordato - al flagello della fame, alle malattie incurabili, al terrorismo e ai sequestri di persona, ai mille volti della violenza - talora giustificata in nome della religione - al disprezzo della vita e alla violazione dei diritti umani, allo sfruttamento della persona’. Il Pontefice si è detto preoccupato per la situazione dell’Africa e per ‘l’inquietudine e l’instabilità’ dell’Afghanistan. Se qualche segnale positivo sembra arrivare dal ‘dialogo fra Israele e l’Autorità palestinese, nulla di positivo purtroppo – ha ammesso Papa Benedetto - viene dall’Iraq, insanguinato da continue stragi, mentre fuggono le popolazioni civili; in Libano lo stallo delle istituzioni politiche minaccia il ruolo che il Paese è chiamato a svolgere nell’area mediorientale e ne ipoteca gravemente il futuro’. Il Papa ha poi voluto ricordare ‘le difficoltà che le comunità cristiane affrontano quotidianamente e l’esodo dei cristiani dalla Terra benedetta che è la culla della nostra fede. A quelle popolazioni rinnovo con affetto l’espressione della mia vicinanza spirituale’.

venerdì 7 gennaio 2011

8 gennaio 2007 - Il Papa: 'La guerra non è la soluzione'

Come sempre all’inizio di ogni nuovo anno il Papa ha ricevuto il Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, occasione propizia per fare una panoramica sulla situazione del pianeta. Parlando della fame nel mondo ‘scandalo inaccettabile ‘, Benedetto XV ha invitato a ‘eliminare le cause strutturali delle disfunzioni dell’economia mondiale e di correggere i modelli di crescita che sembrano incapaci di garantire il rispetto dell’ambiente e uno sviluppo umano integrale per oggi e soprattutto per domani’. Il Pontefice ha poi affronta la questione delle migrazioni che non ‘potranno essere bloccati o controllati semplicemente attraverso la forza. Le migrazioni e i problemi che esse creano devono essere affrontati con umanità, giustizia e compassione’. Altro tema caro al cuore del Papa è la vita umana. ‘Come non preoccuparsi – si è chiesto - dei continui attentati portati alla vita, dal concepimento fino alla morte naturale? Non risparmiano tali attentati anche quelle regioni dove la cultura del rispetto della vita è tradizionale’. E oltre quelle alla vita preoccupano Benedetto XVI le ‘minacce contro la struttura naturale della famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, e tentativi di relativizzarla conferendole lo stesso statuto di forme di unione radicalmente diverse. Tutto ciò costituisce una offesa alla famiglia e contribuisce a destabilizzarla’. Dopo aver ricordato il dramma del Darfur, le aperture di Cuba e la recrudescenza del terrorismo in Afghanistan Papa Ratzinger è tornato a parlare del Medio Oriente. ‘Rinnovo il mio pressante appello a tutte le parti in causa con la speranza che si consolidino i segni positivi tra Israeliani e Palestinesi registrati nel corso delle ultime settimane. La Santa Sede – ha incalzato il Papa - non smetterà di ripetere che le soluzioni militari non conducono a nulla, come si è potuto vedere in Libano l’estate scorsa’. ‘I Libanesi – ha concluso hanno diritto a vedere rispettata l’integrità e la sovranità del loro paese; gli Israeliani hanno il diritto di vivere in pace nel loro Stato, i Palestinesi hanno il diritto ad una patria libera e sovrana’.

giovedì 6 gennaio 2011

1 gennaio 2007 - Il Papa: 'Tutti operino per la pace'

‘Sono profondamente convinto che rispettando la persona si promuove la pace, e costruendo la pace si pongono le premesse per un autentico umanesimo integrale. È un impegno questo che compete in modo peculiare al cristiano, chiamato ad essere infaticabile operatore di pace e strenuo difensore della dignità della persona umana e dei suoi inalienabili diritti’. Così il Papa nell’omelia pronunciata in occasione della Messa per la 40/ma Giornata Mondiale della Pace. Benedetto XVI ha poi invitato tutti ad ‘operare insieme per la pace’ per contrastare le ‘situazioni di ingiustizia e di violenza, che continuano a persistere in diverse regioni della terra, i conflitti armati, spesso dimenticati dalla vasta opinione pubblica, e il terrorismo che turba la serenità dei popoli’. Riferendosi poi al Medio Oriente il Pontefice ha ricordato che ‘un accordo di pace, per essere durevole, deve poggiare sul rispetto della dignità e dei diritti di ogni persona’. Al termine del rito Papa Benedetto è tornato a parlare di pace all’Angelus ricordando che Gesù è ‘ la nostra pace, venuto ad abbattere il muro di separazione che divide gli uomini e i popoli, cioè l’inimicizia’. Infine un accenno ai diritti umani che – ha specificato Benedetto XVI – ‘hanno bisogno di un fondamento stabile, non relativo, non opinabile. E questo non può che essere la dignità della persona. Il rispetto per questa dignità comincia dal riconoscimento e dalla tutela del suo diritto a vivere e a professare liberamente la propria religione’.

martedì 4 gennaio 2011

30 novembre 2006 - Fronte comune tra Cattolici ed Ortodossi

Nel giorno della Festa di Sant’Andrea Apostolo, Patrono della Chiesa di Costantinopoli, Benedetto XVI e Bartolomeo I hanno firmato una importante Dichiarazione Congiunta. Nel testo si esprime innanzi tutto la volontà comune di ‘un rinnovato e potente annuncio del Vangelo, adatto alle culture del nostro tempo. Le nostre tradizioni rappresentano per noi un patrimonio che deve essere continuamente condiviso, proposto e attualizzato. Per questo motivo, dobbiamo rafforzare le collaborazioni e la nostra testimonianza comune davanti a tutte le nazioni’. Cattolici ed Ortodossi sono uniti nel volere ‘preservare le radici, le tradizioni ed i valori cristiani, per assicurare il rispetto della storia, come pure per contribuire alla cultura dell’Europa futura’. Ribadita poi la condanna del terrorismo. ‘Vogliamo affermare – si legge nel testo - che l’uccisione di innocenti nel nome di Dio è un’offesa a Lui e alla dignità umana’. Particolare attenzione viene riservata al Medio Oriente dove ci si augura ‘che la pace sia ristabilita su quella terra, che si rafforzi la coesistenza cordiale tra le sue diverse popolazioni, tra le Chiese e le diverse religioni che vi si trovano. A questo fine, incoraggiamo a stabilire rapporti più stretti tra i cristiani e un dialogo interreligioso autentico e leale, per combattere ogni forma di violenza e di discriminazione’. Infine un appello in difesa dell’ambiente. Il Papa ed il Patriarca sono preoccupati ‘per le conseguenze negative che possono derivare per l’umanità e per tutta la creazione da un progresso economico e tecnologico che non riconosce i propri limiti’.

martedì 20 luglio 2010

14 luglio 2006 - Libano, il Papa è preoccupato

Le notizie sul conflitto tra Israele e Libano preoccupano il Papa. Lo ha comunicato stamane il Segretario di Stato Vaticano uscente, il Cardinale Angelo Sodano. 'Come in passato - ha spiegato il porporato - anche la Santa Sede condanna sia gli attacchi terroristici degli uni sia le rappresaglie militari degli altri. Infatti, il diritto alla difesa da parte di uno Stato non esime dal rispetto delle norme del diritto internazionale, soprattutto per ciò che riguarda la salvaguardia delle popolazioni civili'. 'In particolare - ha concluso il Cardinale Sodano - la Santa Sede deplora ora l’attacco al Libano, una Nazione libera e sovrana, ed assicura la sua vicinanza a quelle popolazioni, che già tanto hanno sofferto per la difesa della propria indipendenza'.

sabato 10 luglio 2010

9 giugno 2006 - Italiano ucciso in Iraq, cordoglio del Papa

Appresa la notizia dell’ennesimo attentato subito dal contingente militare italiano in Iraq costato la vita ad un giovane sottufficiale, Benedetto XVI ha inviato un telegramma di cordoglio all’Ordinario Militare per l’Italia mons. Angelo Bagnasco. ‘Il Sommo Pontefice – si legge nel telegramma – esprime paterna vicinanza spirituale ai familiari della vittima, ai feriti e all’intera Nazione che ancora una volta piange un figlio caduto nel compimento generoso del proprio dovere al servizio dell’ordine, della giustizia e della ripresa pacifica delle popolazioni irachene’.

sabato 29 maggio 2010

9 maggio 2006 - Afghanistan, il Papa: 'Attentato ignobile'

Appresa la notizia dell'attentato in cui sono rimasti uccisi due alpini italiani in Afghanistan, il Papa ha espresso il suo cordoglio in un telegramma inviato all'Arcivescovo Ordinario Militare, mons. Angelo Bagnasco. L'attacco - definito 'ignobile' da Benedetto XVI - 'colpisce ancora una volta l'intera Nazione Italiana e in particolare le Forze Armate impegnate a sostenere con generosa abnegazione l'azione di pace tra le popolazioni duramente provate'.

martedì 25 maggio 2010

1 maggio 2006 - Il Papa: 'C'è bisogno di conversione'

Benedetto XVI ha aperto il mese di maggio, tradizionalmente dedicato dalla Chiesa alla Vergine, con la visita al Santuario della Madonna del Divino Amore. Ricordando il voto dei romani durante la Seconda Guerra Mondiale, il Papa ha ricordato come il voto sia 'la promessa di correggere e migliorare la propria condotta morale, per renderla più conforme a quella del Signore Gesù'. 'Anche oggi - ha aggiunto Papa Benedetto - c’è bisogno di conversione a Dio, a Dio Amore, perché il mondo sia liberato dalle guerre e dal terrorismo. Ce lo ricordano purtroppo le vittime, come i militari caduti giovedì scorso a Nassiriya, in Iraq, che affidiamo alla materna intercessione di Maria, Regina della pace'.

domenica 23 maggio 2010

27 aprile 2006 - Attentato a Nassirya, il Papa: 'Ferma riprovazione'

Appresa la notizia della morte di tre militari italiani in un attentato in Iraq, Benedetto XVI ha inviato un telegramma di cordoglio all'Ordinario Militare per l'Italia mons. Angelo Bagnasco. Nel messaggio il Papa esprime 'ferma riprovazione per il nuovo atto di violenza che aggiungendosi ad altre efferate azioni perpetrate in Iraq costituisce un ulteriore ostacolo sulla via della concordia e della ripresa in quel tormentato Paese'. Il Papa assicura la vicinanza alle famiglie delle vittime e alle Forze Armate Italiane e la preghiera per 'le giovani vite stroncate'. Un pensiero poi ai feriti e a quanti si prodigano per portare sollievo alla popolazione irachena.

martedì 11 maggio 2010

19 aprile 2006 - Il Papa ricorda la sua elezione

Nell'Udienza Generale di stamane Benedetto XVI ha voluto ricordare la sua elezione al Pontificato, avvenuta esattamente un anno fa. 'Ricordo con emozione - ha detto il Papa - il primo impatto che dalla Loggia centrale della Basilica ho avuto, subito dopo la mia povera elezione, con i fedeli raccolti in questa stessa Piazza. Mi resta impresso nella mente e nel cuore quell’incontro al quale ne sono seguiti tanti altri, che mi hanno dato modo di sperimentare quanto sia vero ciò che ebbi a dire nel corso della solenne concelebrazione con la quale ho iniziato solennemente l’esercizio del ministero petrino: Sento viva la consapevolezza di non dover portare da solo ciò che in realtà non potrei mai portare da solo'. A quanti lo hanno sostenuto ecco il grazie di Papa Ratzinger. 'Grazie di vero cuore - ha aggiunto - a tutti coloro che in vario modo mi affiancano da vicino o mi seguono da lontano spiritualmente con il loro affetto e la loro preghiera. A ciascuno chiedo di continuare a sostenermi pregando Iddio perché mi conceda di essere pastore mite e fermo della sua Chiesa'. Chiudendo l'incontro con i fedeli Benedetto XVI non ha mancato di condannare l'attentato terroristico di lunedì scorso a Tel Aviv. 'Sento il dovere di esprimere - ha sottolineato il Papa - la più ferma condanna per tale atto terroristico. Non è con simili esecrabili atti che si possono tutelare i pur legittimi diritti di un popolo. Il Signore, Principe della pace, sia vicino ad israeliani e palestinesi affinché non si lascino andare ad una tragica deriva, ma riprendano i passi che li portino a vivere in pace e sicurezza, gli uni accanto agli altri, come figli dello stesso Padre che sta nei cieli'.

martedì 13 aprile 2010

6 aprile 2006 - Il Papa riceve Shimon Peres

Benedetto XVI ha ricevuto stamane in Vaticano il Premio Nobel per la Pace ed ex Primo Ministro israeliano Shimon Peres. 'Nel corso dei colloqui - ha fatto sapere il Direttore della Sala Stampa Vaticana Joaquin Navarro Valls - vi è stato uno scambio di opinioni sul problema della pace in Terra Santa, nel rispetto delle Risoluzioni delle Nazioni Unite e degli Accordi finora conclusi. In tale contesto vi è stata unanimità nel condannare ogni forma di terrorismo sotto qualsiasi pretesto si tenti di giustificarlo'. 'Si sono anche esaminati - ha aggiunto il portavoce della Santa Sede - i rapporti tra lo Stato d’Israele e la Santa Sede, alla luce degli Accordi sottoscritti nel 1993 e nel 1997, come le relazioni delle Autorità israeliane con le Comunità cristiane esistenti nel Paese'. Peres ha infine invitato il Papa in Israele.

lunedì 1 marzo 2010

9 gennaio 2006 - Il Papa incontra gli Ambasciatori

Un discorso globale quello che il Papa ha rivolto stamane al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Benedetto XVI ha invitato popoli e governi a rifiutare quella che viene comunemente chiamata la legge del piu' forte. 'Chi è impegnato per la verità - ha osservato il Pontefice - non può non rifiutare la legge del più forte, che vive di menzogna e che – a livello nazionale ed internazionale – ha tante volte segnato di tragedie la storia dell’uomo. La menzogna si ammanta spesso di un’apparenza di verità, ma in realtà è sempre selettiva e tendenziosa, egoisticamente rivolta a strumentalizzare l’uomo e, in definitiva a sopraffarlo. Sistemi politici del passato, ma non solo del passato, ne sono un’amara esemplificazione'. Il Papa, ripercorrendo le tante crisi internazionali, ha auspicato ancora una volta la pace per il Medio Oriente. 'Lo Stato d’Israele - ha auspicato Papa Ratzinger - deve poter sussistere pacificamente in conformità alle norme del diritto internazionale; in essa, parimenti, il Popolo palestinese deve poter sviluppare serenamente le proprie istituzioni democratiche per un avvenire libero e prospero'. E dopo aver ammonito sul fatto che il terrorismo internazionale possa portare ad un vero e proprio scontro di civiltà, Benedetto XVI ha infine invocato il diritto alla piena libertà religiosa. 'Purtroppo in alcuni Stati, anche tra quelli che pure possono vantare tradizioni culturali plurisecolari - ha osservato il Papa - essa, lungi dall’essere garantita, è anzi gravemente violata, in particolare nei confronti delle minoranze. La Santa Sede, nel chiedere per la Chiesa Cattolica, ovunque, condizioni di vera libertà, le chiede parimenti per tutti!'.

domenica 7 febbraio 2010

1 gennaio 2006 - Pace, il Papa chiede uno sforzo congiunto

'Di fronte al permanere di situazioni di ingiustizia e di violenza che continuano ad opprimere diverse zone della terra, davanti a quelle che si presentano come le nuove e più insidiose minacce alla pace - il terrorismo, il nichilismo ed il fondamentalismo fanatico - diventa più che mai necessario operare insieme per la pace!'. Lo ha detto il Papa presiedendo stamane nella Basilica Vaticana la messa per la Giornata mondiale della Pace. 'E’ necessario - l'invito di Benedetto XVI - un sussulto di coraggio e di fiducia in Dio e nell’uomo per scegliere di percorrere il cammino della pace'. Si tratta di un compito universale - ha osservato il Pontefice - a cui, dunque, sono chiamati tutti gli uomini del pianeta. 'In particolare - ha detto Papa Ratzinger - ho voluto richiamare l’Organizzazione delle Nazioni Unite a prendere rinnovata coscienza delle sue responsabilità nella promozione dei valori della giustizia, della solidarietà e della pace, in un mondo sempre più segnato dal vasto fenomeno della globalizzazione. Se la pace è aspirazione di ogni persona di buona volontà, per i discepoli di Cristo essa è mandato permanente che impegna tutti; è missione esigente che li spinge ad annunciare e testimoniare il Vangelo della Pace'.

sabato 6 febbraio 2010

25 dicembre 2005 - Urbi et Orbi, il Papa invoca la pace

Un inno di speranza e un'invocazione alla pace. E' il senso del messaggio natalizio Urbi et Orbi pronunciato stamane dal Papa, affacciatosi dalla Loggia delle Benedizioni della Basilica di San Pietro. Benedetto XVI si rivolge direttamente all'uomo di oggi invitandolo a non aver paura del Bambino di Betlemme. 'Uomo moderno, adulto eppure talora debole nel pensiero e nella volontà - ha esortato Papa Benedetto - lasciati prender per mano dal Bambino di Betlemme; non temere, fidati di Lui! La forza vivificante della sua luce ti incoraggia ad impegnarti nell’edificazione di un nuovo ordine mondiale, fondato su giusti rapporti etici ed economici. Il suo amore guidi i popoli e ne rischiari la comune coscienza di essere "famiglia" chiamata a costruire rapporti di fiducia e di vicendevole sostegno. L’umanità unita potrà affrontare i tanti e preoccupanti problemi del momento presente: dalla minaccia terroristica alle condizioni di umiliante povertà in cui vivono milioni di esseri umani, dalla proliferazione delle armi alle pandemie e al degrado ambientale che pone a rischio il futuro del pianeta'. Il Natale è sinonimo di pace, ed il Pontefice la invoca per tutto il mondo. Ma il suo pensiero va alle zone piu' martoriate del pianeta. 'Dio che si è fatto uomo per amore dell’uomo - ha detto Papa Ratzinger - sostenga quanti operano in Africa a favore della pace e dello sviluppo integrale, opponendosi alle lotte fratricide, perché si consolidino le attuali transizioni politiche ancora fragili, e siano salvaguardati i più elementari diritti di quanti versano in tragiche situazioni umanitarie, come nel Darfur ed in altre regioni dell’Africa centrale. Induca i popoli latino-americani a vivere in pace e concordia. Infonda coraggio agli uomini di buona volontà, che operano in Terra Santa, in Iraq, in Libano, dove i segni di speranza, che pure non mancano, attendono di essere confermati da comportamenti ispirati a lealtà e saggezza; favorisca i processi di dialogo nella Penisola coreana e altrove nei Paesi asiatici, perché, superate pericolose divergenze, si giunga, in spirito amichevole, a coerenti conclusioni di pace, tanto attese da quelle popolazioni'