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sabato 29 gennaio 2011

30 aprile 2008 - Il Papa ripercorre il viaggio negli USA

L’odierna Udienza Generale è stata dedicata dal Papa al Viaggio Apostolico negli Stati Uniti. Tra i punti salienti Benedetto XVI ha indicato lo scandalo della pedofilia. ‘Pensando alla dolorosa vicenda degli abusi sessuali su minori commessi da ministri ordinati – ha spiegato il Papa - ho voluto esprimere ai Vescovi la mia vicinanza, incoraggiandoli nell’impegno di fasciare le ferite e di rafforzare i rapporti con i loro sacerdoti’. E sulla visita all’ONU il Pontefice ha ribadito che ‘come la pace, anche il rispetto dei diritti umani è radicato nella giustizia, vale a dire in un ordine etico valido per tutti i tempi e per tutti i popoli, riassumibile nella celebre massima non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te, o, espressa in forma positiva con le parole di Gesù: Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro’. ‘Su questa base, che costituisce l’apporto tipico della Santa Sede all’Organizzazione delle Nazioni Unite – ha concluso Papa Benedetto - ho rinnovato, e anche oggi rinnovo, il fattivo impegno della Chiesa Cattolica per contribuire al rafforzamento di relazioni internazionali improntate ai principi di responsabilità e di solidarietà’.

18 aprile 2008 - Il Papa all'ONU: 'Promuovere la solidarietà'

Come Paolo VI e Giovanni Paolo II anche Benedetto XVI ha visitato a New York il Palazzo di Vetro, sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. ‘Questioni di sicurezza, obiettivi di sviluppo, riduzione delle ineguaglianze locali e globali, protezione dell’ambiente, delle risorse e del clima – ha detto il Papa - richiedono che tutti i responsabili internazionali agiscano congiuntamente e dimostrino una prontezza ad operare in buona fede, nel rispetto della legge e nella promozione della solidarietà nei confronti delle regioni più deboli del pianeta’. Il Pontefice ha poi indicato nella promozione dei diritti umani ‘la strategia più efficace per eliminare le disuguaglianze fra Paesi e gruppi sociali, come pure per un aumento della
sicurezza’. Il Pontefice ha infine invocato il rispetto della libertà di culto e di religione. ‘È inconcepibile – è stato il monito di Papa Ratzinger - che dei credenti debbano sopprimere una parte di se stessi – la loro fede – per essere cittadini attivi; non dovrebbe mai essere necessario rinnegare Dio per poter godere dei propri diritti. I diritti collegati con la religione sono quanto mai bisognosi di essere protetti se vengono considerati in conflitto con l’ideologia secolare prevalente o con posizioni di una maggioranza religiosa di natura esclusiva’.

lunedì 17 gennaio 2011

21 settembre 2007 - Il Papa: 'Preoccupato per la famiglia'

'Quando i diritti umani sono violati, è la stessa dignità della persona ad essere ferita; se la giustizia vacilla, la pace è in pericolo. D’altra parte, la giustizia può dirsi veramente umana, solo se la visione etica e morale sulla quale si fonda è centrata sulla persona e sulla sua inalienabile dignità'. Lo ha ribadito il Papa ai partecipanti all’Incontro promosso dall’Internazionale Democratica di Centro e Democratico Cristiana, ricevuti a Castel Gandolfo. Benedetto XVI ha ancora una volta espresso la sua preoccupazione per la 'crisi in cui versa la famiglia, cellula fondamentale della società fondata sul matrimonio indissolubile di un uomo e di una donna. L’esperienza dimostra che quando la verità dell’uomo è oltraggiata, quando la famiglia è minata nelle sue fondamenta, la pace stessa è minacciata, il diritto rischia di essere compromesso e, come logica conseguenza, si va incontro a ingiustizie e violenze'. Il Papa condanna poi l'ondata di laicismo che vuole 'escludere Dio dall’orizzonte dell’uomo e della storia!'. 'Va accolto - ha aggiunto invece il Pontefice - il desiderio comune a tutte le tradizioni autenticamente religiose di mostrare pubblicamente la propria identità, senza essere costretti a nasconderla o mimetizzarla'. Infine parole nette anche contro il terrorismo che 'rappresenta un fenomeno gravissimo, che spesso arriva a strumentalizzare Dio e disprezza in maniera ingiustificabile la vita umana. La società ha certo il diritto di difendersi, ma questo diritto, come ogni altro, va sempre esercitato nel pieno rispetto delle regole morali e giuridiche anche per quanto concerne la scelta degli obiettivi e dei mezzi. Nei sistemi democratici l'uso della forza non giustifica mai la rinuncia ai principi dello stato di diritto'.

7 settembre 2007 - Il Papa in Austria: 'No ad aborto ed eutanasia'

Benedetto XVI è giunto in Austria per l'850° anniversario del Santuario di Mariazell. Nel corso dell'incontro le Autorità e il Corpo Diplomatico il Papa ha parlato dell'Europa che 'sarà per tutti luogo gradevolmente abitabile solo se verrà costruita su un solido fondamento culturale e morale di valori comuni che traiamo dalla nostra storia e dalle nostre tradizioni. L’Europa non può e non deve rinnegare le sue radici cristiane. Esse sono una componente dinamica della nostra civiltà per il cammino nel terzo millennio'. Con l'Europa si collega la globalizzazione, un processo che non puo' essere bloccato 'ma - ha ammonito Benedetto XVI - è un compito urgente ed una grande responsabilità della politica quella di dare alla globalizzazione ordinamenti e limiti adatti ad evitare che essa si realizzi a spese dei Paesi più poveri e delle persone povere nei Paesi ricchi e vada a scapito delle generazioni future'. Il Pontefice ha poi affrontato le questioni etiche e bioetiche. 'Il diritto umano fondamentale - ha sottolineato Papa Ratzinger - è il diritto alla vita stessa. Ciò vale per la vita dal concepimento sino alla sua fine naturale. L’aborto, di conseguenza, non può essere un diritto umano, è il suo contrario'. Pertanto Benedetto XVI si è appellato 'ai responsabili della politica, affinché non permettano che i figli vengano considerati come casi di malattia né che la qualifica di ingiustizia attribuita dal Vostro ordinamento giuridico all’aborto venga di fatto abolita. Incoraggiate, Vi prego, i giovani, che con il matrimonio fondano nuove famiglie, a divenire madri e padri! Con ciò farete del bene a loro medesimi, ma anche all’intera società. Vi confermo anche decisamente nelle Vostre premure politiche di favorire condizioni che rendano possibile alle giovani coppie di allevare dei figli'. Infine una nuova condanna dell'eutanasia. 'C’è da temere - è la preoccupazione del Papa - che un giorno possa essere esercitata una pressione non dichiarata o anche esplicita sulle persone gravemente malate o anziane, perché chiedano la morte o se la diano da sé. La risposta giusta alla sofferenza alla fine della vita è un’attenzione amorevole, l’accompagnamento verso la morte – in particolare anche con l’aiuto della medicina palliativa – e non un attivo aiuto a morire'.

martedì 11 gennaio 2011

8 aprile 2007 - Il Papa: 'Troppo dolore nel mondo!'

Nonostante la Pasqua sia la festa della gioia Benedetto XVI, nel consueto messaggio alle nazioni, non ha mancato di evidenziare il dolore presente in tutto il mondo. Il Papa ha parlato delle ‘calamità naturali’ e delle ‘tragedie umane che provocano innumerevoli vittime e ingenti danni materiali’. ‘Penso - ha ricordato - al flagello della fame, alle malattie incurabili, al terrorismo e ai sequestri di persona, ai mille volti della violenza - talora giustificata in nome della religione - al disprezzo della vita e alla violazione dei diritti umani, allo sfruttamento della persona’. Il Pontefice si è detto preoccupato per la situazione dell’Africa e per ‘l’inquietudine e l’instabilità’ dell’Afghanistan. Se qualche segnale positivo sembra arrivare dal ‘dialogo fra Israele e l’Autorità palestinese, nulla di positivo purtroppo – ha ammesso Papa Benedetto - viene dall’Iraq, insanguinato da continue stragi, mentre fuggono le popolazioni civili; in Libano lo stallo delle istituzioni politiche minaccia il ruolo che il Paese è chiamato a svolgere nell’area mediorientale e ne ipoteca gravemente il futuro’. Il Papa ha poi voluto ricordare ‘le difficoltà che le comunità cristiane affrontano quotidianamente e l’esodo dei cristiani dalla Terra benedetta che è la culla della nostra fede. A quelle popolazioni rinnovo con affetto l’espressione della mia vicinanza spirituale’.

giovedì 6 gennaio 2011

1 gennaio 2007 - Il Papa: 'Tutti operino per la pace'

‘Sono profondamente convinto che rispettando la persona si promuove la pace, e costruendo la pace si pongono le premesse per un autentico umanesimo integrale. È un impegno questo che compete in modo peculiare al cristiano, chiamato ad essere infaticabile operatore di pace e strenuo difensore della dignità della persona umana e dei suoi inalienabili diritti’. Così il Papa nell’omelia pronunciata in occasione della Messa per la 40/ma Giornata Mondiale della Pace. Benedetto XVI ha poi invitato tutti ad ‘operare insieme per la pace’ per contrastare le ‘situazioni di ingiustizia e di violenza, che continuano a persistere in diverse regioni della terra, i conflitti armati, spesso dimenticati dalla vasta opinione pubblica, e il terrorismo che turba la serenità dei popoli’. Riferendosi poi al Medio Oriente il Pontefice ha ricordato che ‘un accordo di pace, per essere durevole, deve poggiare sul rispetto della dignità e dei diritti di ogni persona’. Al termine del rito Papa Benedetto è tornato a parlare di pace all’Angelus ricordando che Gesù è ‘ la nostra pace, venuto ad abbattere il muro di separazione che divide gli uomini e i popoli, cioè l’inimicizia’. Infine un accenno ai diritti umani che – ha specificato Benedetto XVI – ‘hanno bisogno di un fondamento stabile, non relativo, non opinabile. E questo non può che essere la dignità della persona. Il rispetto per questa dignità comincia dal riconoscimento e dalla tutela del suo diritto a vivere e a professare liberamente la propria religione’.

domenica 17 ottobre 2010

13 novembre 2006 - Il Papa: 'Garantire i diritti dei rifugiati'

Pubblicato stamane il messaggio di Benedetto XVI in occasione della 93a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Nel testo il Papa chiede che venga assicurata alla ‘famiglia immigrata una reale possibilità di inserimento e di partecipazione’ senza la quale ‘è difficile prevedere un suo sviluppo armonico’. Agli immigrati – prosegue - devono essere ‘garantiti i diritti e la dignità delle famiglie e venga assicurato ad esse un alloggio consono alle loro esigenze’. Nello stesso tempo – conclude il Pontefice – ‘ai rifugiati va chiesto di coltivare un atteggiamento aperto e positivo verso la società che li accoglie, mantenendo una disponibilità attiva alle proposte di partecipazione per costruire insieme una comunità integrata, che sia "casa comune di tutti’.

martedì 2 febbraio 2010

28 novembre 2005 - Sudan, l'appello del Papa

In Sudan la Chiesa Cattolica ha il dovere di 'contribuire in maniera significativa al processo di perdono e di ricostruzione nazionale'. E' quanto ha auspicato il Papa ricevendo in Vaticano il Cardinale Gabriel Zubeier Wako, Arcivescovo di Khartoum. Benedetto XVI ha poi lanciato un nuovo appello perchè cessino le violenze nel Darfur. 'L'orrore degli eventi del Darfur - ha detto Papa Benedetto - sottolinea la necessità di una risoluzione più fortemente internazionale volta a garantire la sicurezza e i diritti umani fondamentali'. 'Oggi ha concluso il Pontefice - aggiungo la mia voce al grido di sofferenza e vi assicuro che la Santa Sede, insieme con il Nunzio Apostolico a Khartoum, continuerà a fare tutto il possibile per porre fine al ciclo di violenza e di miseria'.

sabato 23 gennaio 2010

12 maggio 2005 - Il Papa riceve il Corpo Diplomatico

L'anelito della pace per il mondo è stato il filo conduttore dell'incontro odierno di Benedetto XVI con gli Ambasciatori accreditati presso la Santa Sede. Presentandosi al Corpo Diplomatico il Papa ha ricordato di appartenere ad un Paese 'dove la pace e la fraternità sono care al cuore di tutti gli abitanti, in particolare per quanti, come me, hanno conosciuto la guerra e la separazione fra fratelli appartenenti a una stessa nazione, a causa di ideologie devastanti e disumane che, sotto le mentite spoglie di sogni e d'illusione, facevano gravare sugli uomini il giogo dell'oppressione. Comprendete dunque come io sia particolarmente sensibile al dialogo fra tutti gli uomini, per superare ogni forma di conflitto e di tensione, e per fare della nostra terra una terra di pace e di fraternità'. Il nuovo Papa ribadisce inoltre la missione fondamentale della Chiesa, quella cioè di 'proclamare e di difendere i diritti umani fondamentali, purtroppo ancora violati in diverse parti della terra, e opera affinché vengano riconosciuti i diritti di ogni persona umana alla vita, alla nutrizione, a un tetto, al lavoro, all'assistenza sanitaria, alla tutela della famiglia e alla promozione dello sviluppo sociale, nel rispetto della dignità dell'uomo e della donna, creati a immagine di Dio'. Papa Ratzinger assicura poi gli Ambasciatori. 'Siate certi - ha affermato - che la Chiesa cattolica continuerà, nell'ambito e con i mezzi che le sono propri, a offrire la sua collaborazione per la salvaguardia della dignità di ogni uomo e per il servizio al bene comune'. La Chiesa non vuole status particolari nè 'chiede alcun privilegio per sé, ma solo le condizioni legittime di libertà e di azione per compiere la sua missione'.