
L'anelito della pace per il mondo è stato il filo conduttore dell'incontro odierno di Benedetto XVI con gli Ambasciatori accreditati presso la Santa Sede. Presentandosi al Corpo Diplomatico il Papa ha ricordato di appartenere ad un Paese 'dove la pace e la fraternità sono care al cuore di tutti gli abitanti, in particolare per quanti, come me, hanno conosciuto la guerra e la separazione fra fratelli appartenenti a una stessa nazione, a causa di ideologie devastanti e disumane che, sotto le mentite spoglie di sogni e d'illusione, facevano gravare sugli uomini il giogo dell'oppressione. Comprendete dunque come io sia particolarmente sensibile al dialogo fra tutti gli uomini, per superare ogni forma di conflitto e di tensione, e per fare della nostra terra una terra di pace e di fraternità'. Il nuovo Papa ribadisce inoltre la missione fondamentale della Chiesa, quella cioè di 'proclamare e di difendere i diritti umani fondamentali, purtroppo ancora violati in diverse parti della terra, e opera affinché vengano riconosciuti i diritti di ogni persona umana alla vita, alla nutrizione, a un tetto, al lavoro, all'assistenza sanitaria, alla tutela della famiglia e alla promozione dello sviluppo sociale, nel rispetto della dignità dell'uomo e della donna, creati a immagine di Dio'. Papa Ratzinger assicura poi gli Ambasciatori. 'Siate certi - ha affermato - che la Chiesa cattolica continuerà, nell'ambito e con i mezzi che le sono propri, a offrire la sua collaborazione per la salvaguardia della dignità di ogni uomo e per il servizio al bene comune'. La Chiesa non vuole status particolari nè 'chiede alcun privilegio per sé, ma solo le condizioni legittime di libertà e di azione per compiere la sua missione'.
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