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mercoledì 2 febbraio 2011

24 agosto 2008 - Il Papa: 'Ripudiare la violenza'

Le tante crisi internazionali sono state al centro dell’Angelus recitato dal Papa. Nonostante ciò – è stato l’invito di Benedetto XVI – ‘non bisogna cedere al pessimismo! Occorre piuttosto impegnarsi attivamente affinché venga respinta la tentazione di affrontare nuove situazioni con vecchi sistemi’. ‘La violenza – ha tuonato il Pontefice - va ripudiata! La forza morale del diritto, trattative eque e trasparenti per dirimere le controversie, a partire da quelle legate al rapporto tra integrità territoriale e autodeterminazione dei popoli, fedeltà alla parola data, ricerca del bene comune: ecco alcune delle principali strade da percorrere, con tenacia e creatività, per costruire relazioni feconde e sincere e per assicurare alle presenti e alle future generazioni tempi di concordia e di progresso morale e civile!’. La Comunità Internazionale – ha concluso Papa Benedetto – operi ‘con generosità per ripristinare le superiori ragioni della pace e della giustizia’.

domenica 30 gennaio 2011

29 maggio 2008 - Dal Papa monito ai Paesi ricchi

Ricevendo in udienza i nuovi Ambasciatori presso la Santa Sede il Papa ha ricordato che ‘la misura principale in materia politica è la ricerca della giustizia, affinché vengano sempre rispettati la dignità e i diritti di ogni essere umano e tutti gli abitanti di un Paese possano prendere parte alla ricchezza nazionale’. Benedetto XVI poi lanciato un monito ai Paesi ricchi che ‘non possono appropriarsi, solo per loro, di ciò che proviene da altre terre. È un dovere di giustizia e di solidarietà che la comunità internazionale sia vigile sulla distribuzione delle risorse, con un'attenzione per le condizioni propizie allo sviluppo dei Paesi che ne hanno più bisogno’.

martedì 25 gennaio 2011

16 marzo 2008 - Il Papa si appella agli iracheni

Con la celebrazione della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, Benedetto XVI ha aperto i riti della Settimana Santa. 'Per riconoscere Dio - ha spiegato il Papa - dobbiamo abbandonare la superbia che ci abbaglia, che vuole spingerci lontani da Dio, come se Dio fosse nostro concorrente. Per incontrare Dio bisogna divenire capaci di vedere col cuore di bambini, con un cuore. Dobbiamo imparare a vedere con un cuore giovane che non è ostacolato da pregiudizi e non è abbagliato da interessi. Così, nei piccoli che con un simile cuore libero ed aperto riconoscono Lui, la Chiesa ha visto l’immagine dei credenti di tutti i tempi, la propria immagine'. Nel corso dell'Angelus Papa Benedetto XVI ha voluto ricordare Mons. Rahho, Arcivescovo di Mosul, ucciso nei giorni scorsi in Iraq. 'La sua bella testimonianza di fedeltà a Cristo, alla Chiesa e alla sua gente, che nonostante numerose minacce non aveva voluto abbandonare, mi spinge - ha detto il Pontefice - ad alzare un forte e accorato grido: basta con le stragi, basta con le violenze, basta con l’odio in Iraq!'. Il Papa si è poi rivolto direttamente agli Iracheni che vivono da 5 anni 'le conseguenze di una guerra che ha provocato lo scompaginamento della vita civile e sociale: amato Popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale! Siano la riconciliazione, il perdono, la giustizia e il rispetto della convivenza civile tra tribù, etnie, gruppi religiosi, la solidale via alla pace nel nome di Dio!'.

giovedì 20 gennaio 2011

19 dicembre 2007 - Il Papa: 'Realizzare la giustizia nella vita'

Il Papa ha proposto alcune considerazioni sul senso dell’Avvento e sull’imminenza del Natale nell’odierna Udienza Generale. Benedetto XVI ha spiegato ai fedeli che ‘aspettare giustizia nel senso cristiano indica soprattutto che noi stessi cominciamo a vivere sotto gli occhi del Giudice, secondo i criteri del Giudice; che cominciamo a vivere in presenza sua, realizzando la giustizia nella nostra vita. E questo è il senso dell’Avvento, della vigilanza. Vigilanza dell’Avvento vuol dire vivere sotto gli occhi del Giudice e preparare così noi stessi e il mondo alla giustizia. In questo modo, quindi, vivendo sotto gli occhi del Dio-Giudice, possiamo aprire il mondo alla venuta del suo Figlio, predisporre il cuore ad accogliere il Signore che viene’. Il Papa si è poi chiesto quale senso abbia festeggiare Natale ‘se non si riconosce che Dio si è fatto uomo’. ‘La celebrazione – ha osservato - diventa vuota. Dobbiamo innanzitutto noi cristiani riaffermare con convinzione profonda e sentita la verità del Natale di Cristo, per testimoniare di fronte a tutti la consapevolezza di un dono inaudito che è ricchezza non solo per noi, ma per tutti. Scaturisce di qui il dovere dell’evangelizzazione che è proprio la comunicazione di questa buona notizia’. In vista del Natale la Chiesa – ha concluso Papa Ratzinger – prega ancora di più perché ‘si realizzino le speranze di pace, di salvezza, di giustizia di cui ancora oggi il mondo ha urgentemente bisogno. Chiediamo a Dio che la violenza sia vinta dalla forza dell'amore, le contrapposizioni cedano il posto alla riconciliazione, la volontà di sopraffazione si trasformi in desiderio di perdono, di giustizia e di pace’.

lunedì 17 gennaio 2011

21 settembre 2007 - Il Papa: 'Preoccupato per la famiglia'

'Quando i diritti umani sono violati, è la stessa dignità della persona ad essere ferita; se la giustizia vacilla, la pace è in pericolo. D’altra parte, la giustizia può dirsi veramente umana, solo se la visione etica e morale sulla quale si fonda è centrata sulla persona e sulla sua inalienabile dignità'. Lo ha ribadito il Papa ai partecipanti all’Incontro promosso dall’Internazionale Democratica di Centro e Democratico Cristiana, ricevuti a Castel Gandolfo. Benedetto XVI ha ancora una volta espresso la sua preoccupazione per la 'crisi in cui versa la famiglia, cellula fondamentale della società fondata sul matrimonio indissolubile di un uomo e di una donna. L’esperienza dimostra che quando la verità dell’uomo è oltraggiata, quando la famiglia è minata nelle sue fondamenta, la pace stessa è minacciata, il diritto rischia di essere compromesso e, come logica conseguenza, si va incontro a ingiustizie e violenze'. Il Papa condanna poi l'ondata di laicismo che vuole 'escludere Dio dall’orizzonte dell’uomo e della storia!'. 'Va accolto - ha aggiunto invece il Pontefice - il desiderio comune a tutte le tradizioni autenticamente religiose di mostrare pubblicamente la propria identità, senza essere costretti a nasconderla o mimetizzarla'. Infine parole nette anche contro il terrorismo che 'rappresenta un fenomeno gravissimo, che spesso arriva a strumentalizzare Dio e disprezza in maniera ingiustificabile la vita umana. La società ha certo il diritto di difendersi, ma questo diritto, come ogni altro, va sempre esercitato nel pieno rispetto delle regole morali e giuridiche anche per quanto concerne la scelta degli obiettivi e dei mezzi. Nei sistemi democratici l'uso della forza non giustifica mai la rinuncia ai principi dello stato di diritto'.

giovedì 13 gennaio 2011

8 giugno 2007 - Il Papa: 'La Chiesa s'impegna per la giustizia sociale'

‘L'amore di Dio è offerto a tutti, quindi lo scopo della carità della Chiesa è anche universale, e include, in tal modo, un impegno alla giustizia sociale. Tuttavia, cambiare le strutture sociali ingiuste non è sufficiente per garantire la felicità della persona umana’. Lo ha spiegato il Papa ricevendo i partecipanti alla 18/ma Assemblea Generale della Caritas Internationalis. Per affrontare sfide quali ‘la globalizzazione, gli abusi dei diritti umani, strutture sociali ingiuste’ è necessario – ha sostenuto il Pontefice - concentrare l'attenzione sulle necessità più profonde della persona umana: la promozione della dignità umana, il benessere e, in definitiva, la salvezza eterna’.

domenica 9 gennaio 2011

1 febbraio 2007 - Il Papa: 'I credenti diano testimonianza comune'

‘Siamo chiamati, Ebrei, Cristiani e Musulmani, a riconoscere e a sviluppare i vincoli che ci uniscono’. Con queste parole il Papa si è rivolto stamane alla Delegazione della Foundation for Interreligious and Intercultural Research and Dialogue ricevuta in udienza in Vaticano. Gli uomini di fede – ha osservato Benedetto XVI – hanno il dovere di offrire ‘un messaggio di concordia e di serenità, e la manifestazione concreta della volontà comune’ di aiutare tutti gli uomini ‘a realizzare la loro legittima aspirazione a vivere nella giustizia e nella pace’. I credenti – ha concluso Papa Ratzinger – devono ‘rifiutare meglio tutto ciò che è usurpazione del nome di Dio e snaturalizzazione dell'umanità dell'uomo. Le nostre rispettive tradizioni religiose insistono tutte sul carattere sacro della vita e sulla dignità della persona umana’.

mercoledì 5 gennaio 2011

2 dicembre 2006 - Il Papa: 'Dio viene a salvarci'

'Svegliati! Ricordati che Dio viene! Non ieri, non domani, ma oggi, adesso!'. E' questo il messaggio che arriva dall'Avvento secondo Benedetto XVI in occasione della celebrazione dei Primi Vespri della I Domenica di Avvento. Il venire di Dio - ha spiegato il Papa - 'è spinto dalla volontà di liberarci dal male e dalla morte, da tutto ciò che impedisce la nostra vera felicità. Dio viene a salvarci'. Il tempo di Avvento - ha ancora aggiunto il Pontefice - 'è più che mai adatto ad essere vissuto in comunione con tutti coloro che sperano in un mondo più giusto e più fraterno. In questo impegno per la giustizia possono in qualche misura ritrovarsi insieme uomini di ogni nazionalità e cultura, credenti e non credenti. Tutti infatti sono animati da un anelito comune, seppure diverso nelle motivazioni, verso un futuro di giustizia e di pace'.

martedì 4 gennaio 2011

28 novembre 2006 - Il Papa in Turchia: 'La pace necessita della giustizia'

‘Abbiamo imparato che la vera pace ha bisogno della giustizia. Lo sviluppo recente del terrorismo e l'evoluzione di certi conflitti regionali hanno posto in evidenza la necessità di rispettare le decisioni delle Istituzioni internazionali ed anzi di sostenerle, dotandole in particolare di mezzi efficaci per prevenire i conflitti e per mantenere, grazie a forze di interposizione, zone di neutralità fra i belligeranti’. E’ la posizione della Santa Sede espressa dal Papa che ad Ankara ha incontrato alcune delegazioni del Corpo Diplomatico. Riferendosi alla situazione in Medio Oriente, Benedetto XVI ha chiesto alla comunità internazionale di non sottrarsi ‘alle sue responsabilità e dispieghi tutti gli sforzi necessari per promuovere, tra tutte le parti in causa, il dialogo, che solo permette di assicurare il rispetto verso gli altri, pur salvaguardando gli interessi legittimi e rifiutando il ricorso alla violenza’ Infine un passaggio del discorso Papa Benedetto lo ha dedicato alla libertà religiosa, riconosciuta dalla Turchia. ‘È compito delle Autorità civili in ogni Paese democratico – ha ribadito - garantire la libertà effettiva di tutti i credenti e permettere loro di organizzare liberamente la vita della propria comunità religiosa. Ovviamente, mi auguro che i credenti, a qualsiasi comunità religiosa appartengano, continuino a beneficiare di tali diritti, nella certezza che la libertà religiosa è una espressione fondamentale della libertà umana’.

domenica 13 giugno 2010

19 maggio 2006 - Il Papa: 'Necessarie istituzioni credibili'

Ricevendo in udienza i membri della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice, Benedetto XVI è tornato a parlare di democrazia e giustizia sociale. 'Occorrono in primo luogo - ha osservato il Papa - istituzioni appropriate, credibili, autorevoli, non finalizzate a una mera gestione del potere pubblico, ma capaci di promuovere livelli articolati di partecipazione popolare, nel rispetto delle tradizioni di ciascuna nazione, e nella costante preoccupazione di custodirne l'identità'. 'Altrettanto urgente - ha aggiunto il Pontefice - è uno sforzo tenace, durevole e condiviso per la promozione della giustizia sociale. La democrazia raggiungerà la sua piena attuazione solo quando ogni persona ed ogni popolo sarà in grado di accedere ai beni primari attraverso un ordinamento delle relazioni interne e internazionali che assicuri a ciascuno la possibilità di parteciparvi. Non si potrà dare, peraltro, vera giustizia sociale se non in un'ottica di genuina solidarietà'.

sabato 6 febbraio 2010

13 dicembre 2005 - Il Papa: 'Difendere la pace'

Presentato stamane in Vaticano il Messaggio del Papa - il primo di Benedetto XVI - in occasione della Giornata Mondiale della Pace, il prossimo primo gennaio. Nel testo, il Pontefice invita a non ridurre la pace alla semplice assenza di conflitti ma a comprenderla 'come il frutto dell'ordine impresso nella società umana dal suo divino Fondatore, un ordine che deve essere attuato dagli uomini assetati di una giustizia sempre più perfetta'. 'Quando viene a mancare l'adesione all'ordine trascendente delle cose - ha aggiunto il Pontefice - come pure il rispetto di quella « grammatica » del dialogo che è la legge morale universale, scritta nel cuore dell'uomo, quando viene ostacolato e impedito lo sviluppo integrale della persona e la tutela dei suoi diritti fondamentali, quando tanti popoli sono costretti a subire ingiustizie e disuguaglianze intollerabili, come si può sperare nella realizzazione del bene della pace?'. Seguendo questa linea, Benedetto XVI invita a far riferimento a quanto successo anche nel recente passato 'quando aberranti sistemi ideologici e politici hanno mistificato in modo programmato la verità ed hanno condotto allo sfruttamento ed alla soppressione di un numero impressionante di uomini e di donne, sterminando addirittura intere famiglie e comunità. Come non restare seriamente preoccupati, dopo tali esperienze, di fronte alle menzogne del nostro tempo, che fanno da cornice a minacciosi scenari di morte in non poche regioni del mondo? L'autentica ricerca della pace deve partire dalla consapevolezza che il problema della verità e della menzogna riguarda ogni uomo e ogni donna, e risulta essere decisivo per un futuro pacifico del nostro pianeta'. Il Papa ringrazia, poi, quanti lavorano in difesa e per il mantenimento della pace. Su tutti le Organizzazioni internazionali e i soldati impegnati nelle missioni di peace-keeping. Nel messaggio, Benedetto XVI affronta anche le tematiche legate al terrorismo ed al fondamentalismo religioso. 'Al giorno d'oggi - osserva il Pontefice - la verità della pace continua ad essere compromessa e negata, in modo drammatico, dal terrorismo che, con le sue minacce ed i suoi atti criminali, è in grado di tenere il mondo in stato di ansia e di insicurezza'. 'Anche il fanatismo religioso oggi spesso denominato fondamentalismo - aggiunge Papa Ratzinger - può ispirare e alimentare propositi e gesti terroristici'. Se da un lato Benedetto XVI guarda con piacere 'al calo numerico dei conflitti armati', dall'altro invita a non lasciarsi 'indurre ad un ingenuo ottimismo'. 'Non si può infatti dimenticare che purtroppo - argomenta Papa Ratzinger - proseguono ancora sanguinosi conflitti fratricidi e guerre devastanti che seminano in vaste zone della terra lacrime e morte. Ci sono situazioni in cui il conflitto, che cova come fuoco sotto la cenere, può nuovamente divampare causando distruzioni di imprevedibile vastità. Le autorità che, invece di porre in atto quanto è in loro potere per promuovere efficacemente la pace, fomentano nei cittadini sentimenti di ostilità verso altre nazioni, si caricano di una gravissima responsabilità: mettono a repentaglio, in regioni particolarmente a rischio, i delicati equilibri raggiunti a prezzo di faticosi negoziati, contribuendo a rendere così più insicuro e nebuloso il futuro dell'umanità. Che dire poi dei governi che contano sulle armi nucleari per garantire la sicurezza dei loro Paesi? Insieme ad innumerevoli persone di buona volontà, si può affermare che tale prospettiva, oltre che essere funesta, è del tutto fallace. In una guerra nucleare non vi sarebbero, infatti, dei vincitori, ma solo delle vittime'. Un altro capitolo che allarma Benedetto XVi è quello relativo all'aumento delle spese militari. 'Non si possono non registrare con rammarico i dati di un aumento preoccupante delle spese militari e del sempre prospero commercio delle armi, mentre ristagna nella palude di una quasi generale indifferenza il processo politico e giuridico messo in atto dalla Comunità Internazionale per rinsaldare il cammino del disarmo. Quale avvenire di pace sarà mai possibile, se si continua a investire nella produzione di armi e nella ricerca applicata a svilupparne di nuove?'. 'I primi a trarre vantaggio da una decisa scelta per il disarmo - rammenta il Pontefice concludendo il Messaggio - saranno i Paesi poveri, che reclamano giustamente, dopo tante promesse, l'attuazione concreta del diritto allo sviluppo'.

lunedì 25 gennaio 2010

22 giugno 2005 - Il Papa: 'Dio tutela il giusto'

E' il Salmo 123 il filo conduttore dell'Udienza Generale tenuta quest'oggi dal Papa. Commentando il salmo Benedetto XVI osserva come l'esistenza umana sia 'circondata dall’agguato dei malvagi che non solo attentano alla sua esistenza ma vogliono distruggere anche tutti i valori umani. Vediamo come questi pericoli esistano anche adesso'. Ma, spiega il Papa, c'è un'ancora di salvezza. 'Il Signore si erge, però, ne possiamo essere sicuri anche oggi, a tutela del giusto e lo salva. Il Signore - sottolinea il Pontefice - veramente ci vuole bene: questa è la nostra certezza e il motivo della nostra grande fiducia'.