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venerdì 11 febbraio 2011

11 maggio 2009 - Il Papa in Israele: 'Onorare le vittime della Shoah'

Lasciata la Giordania, il Papa ha raggiunto Israele. A Tel Aviv Benedetto XVI ha subito ricordato che ‘il popolo ebraico ha sperimentato le terribili conseguenze di ideologie che negano la fondamentale dignità di ogni persona umana. È giusto e conveniente che, durante la mia permanenza in Israele, io abbia l’opportunità di onorare la memoria dei sei milioni di Ebrei vittime della Shoah, e di pregare affinché l’umanità non abbia mai più ad essere testimone di un crimine di simile enormità’. Il Pontefice ha poi condannato l’antisemitismo che ‘continua a sollevare la sua ripugnante testa in molte parti del mondo. Questo è totalmente inaccettabile’. Papa Benedetto ha infine auspicato che ‘tutti i pellegrini ai luoghi santi abbiano la possibilità di accedervi liberamente e senza restrizioni, di prendere parte a cerimonie religiose e di promuovere il degno mantenimento degli edifici di culto posti nei sacri spazi’.

martedì 8 febbraio 2011

12 febbraio 2009 - Il Papa condanna il negazionismo

A pochi giorni dalla remissione della scomunica ai Vescovi lefebrviani il Papa ha ricevuto una delegazione della Conference of Presidents of Major American. Jewish Organizations. Benedetto XVI ha ribadito come la Chiesa sia ‘profondamente e irrevocabilmente impegnata a rifiutare ogni forma di antisemitismo e a continuare a costruire relazioni buone e durature fra le nostre due comunità’. ‘Intollerabile e inaccettabile’ – ha aggiunto il Pontefice – ogni ‘negazione o minimizzazione’ della Shoah che ‘deve essere un monito contro l'oblio, contro la negazione o il riduzionismo, perché la violenza fatta contro un solo essere umano è violenza contro tutti’. ‘Il ricordo – ha concluso Papa Ratzinger - è un ammonimento a noi per il futuro e un monito a lottare per la riconciliazione. Ricordare significa fare tutto il possibile per prevenire qualsiasi recrudescenza di questa catastrofe nella famiglia umana, edificando ponti di amicizia duratura’.

domenica 6 febbraio 2011

9 novembre 2008 - Il Papa condanna l'antisemitismo

Nel corso dell’Angelus il ‘Papa tedesco’ ha voluto ricordare il 70° anniversario della Notte dei Cristalli ‘quando si scatenò in Germania la furia nazista contro gli ebrei. Furono attaccati e distrutti negozi, uffici, abitazioni e sinagoghe, furono anche uccise numerose persone, dando inizio alla sistematica e violenta persecuzione degli ebrei tedeschi, che si concluse nella Shoah’.’ Ancora oggi - ha ammesso Benedetto XVI -provo dolore per quanto accadde in quella tragica circostanza, la cui memoria deve servire a far sì che simili orrori non si ripetano mai più e che ci si impegni, a tutti i livelli, contro ogni forma di antisemitismo e di discriminazione, educando soprattutto le giovani generazioni al rispetto e all’accoglienza reciproca. Invito, inoltre, a pregare per le vittime di allora e ad unirvi a me nel manifestare profonda solidarietà al mondo ebraico’. Il Papa ha poi denunciato la situazione drammatica del Nord-Kivu. Ai profughi il Pontefice ha espresso ‘particolare vicinanza, mentre incoraggio e benedico quanti si stanno adoperando per alleviare le loro sofferenze, tra i quali menziono in particolare gli operatori pastorali di quella Chiesa locale. Infine, rinnovo il mio fervido appello affinché tutti collaborino al ripristino della pace in quella terra da troppo tempo martoriata, nel rispetto della legalità e soprattutto della dignità di ogni persona’.

venerdì 4 febbraio 2011

12 settembre 2008 - Il Papa in Francia: 'Antisemitismo è anticristiano'

La giornata parigina di Benedetto XVI è proseguita con l'incontro con alcuni rappresentanti della comunità ebraica. 'La Chiesa - ha ribadito il Papa - si oppone ad ogni forma di antisemitismo, di cui non v’è alcuna giustificazione teologica accettabile. Essere antisemiti significa anche essere anticristiani'. Il Pontefice ha poi incontrato il mondo della cultura al Collège des Bernardins. 'Per molti - ha ammesso Papa Benedetto - Dio è diventato veramente il grande Sconosciuto'. Ma anche oggi - ha proseguito - cresce la domanda di Dio. 'Cercare Dio - ha esortato Papa Ratzinger - e lasciarsi trovare da Lui: questo oggi non è meno necessario che in tempi passati. Una cultura meramente positivista che rimuovesse nel campo soggettivo come non scientifica la domanda circa Dio, sarebbe la capitolazione della ragione, la rinuncia alle sue possibilità più alte e quindi un tracollo dell’umanesimo, le cui conseguenze non potrebbero essere che gravi'. 'Ciò che ha fondato la cultura dell’Europa - ha concluso Benedetto XVI - la ricerca di Dio e la disponibilità ad ascoltarLo, rimane anche oggi il fondamento di ogni vera cultura'.

domenica 30 gennaio 2011

12 maggio 2008 - Il Papa: 'Trovare una soluzione al conflitto israelopalestinese'

Ricevendo il nuovo Ambasciatore israeliano il Papa ha ribadito che ‘la Santa Sede spera che giunga presto un tempo di maggiore letizia, quando una pace giusta risolverà il conflitto con i palestinesi’. Dopo aver apprezzato il dialogo tra cristiani ed ebrei, Benedetto XVI ha espresso ‘preoccupazione per l'allarmante declino della popolazione cristiana nei Paesi del Medio Oriente, incluso Israele, a causa dell'emigrazione. Di certo, i cristiani non sono gli unici a risentire degli effetti dell'insicurezza e della violenza che sono conseguenze dei vari conflitti nella regione, ma, per molti aspetti, sono ora particolarmente vulnerabili’. Venendo poi alla questione israelo-palestinese il Pontefice ha osservato che ‘la Santa Sede riconosce la legittima necessità di sicurezza e di autodifesa di Israele e condanna fortemente tutte le forme di antisemitismo. Sostiene anche che tutti i popoli hanno il diritto di ricevere uguali opportunità di prosperare. Proprio per questo, esorto con urgenza il suo governo a compiere ogni sforzo per alleviare le difficoltà sofferte dalla comunità palestinese, permettendole la libertà necessaria per svolgere le sue legittime attività, incluso il raggiungere i luoghi di culto affinché possa godere di pace e sicurezza maggiori’.

giovedì 9 settembre 2010

12 ottobre 2006 - Il Papa: 'La Chiesa condanna l'antisemitismo'

L’udienza concessa ai rappresentanti della Anti-Defamation League è occasione propizia per il Papa di rilanciare l’impegno alla compresione reciproca tra ebrei e cattolici. ‘Dobbiamo conoscerci meglio – ha spiegato Benedetto XVI - e rafforzati da questa scoperta reciproca, instaurare rapporti non solo di tolleranza, ma anche di autentico rispetto. Infatti, ebrei, cristiani e musulmani hanno molte convinzioni comuni ed esistono numerose aree di impegno umanitario e sociale nelle quali possiamo e dobbiamo cooperare’. La Chiesa, ha aggiunto il Pontefice, ha come suo faro – nel rapporto con il popolo ebraico – la Dichiarazione del Concilio Vaticano II Nostra Aetate che ‘ci ricorda che le radici ebraiche del cristianesimo ci obbligano a superare i conflitti del passato e a creare nuovi vincoli di amicizia e di collaborazione. Afferma in particolare che la Chiesa deplora tutte le forme di odio o persecuzione contro gli Ebrei e ogni manifestazione di antisemitismo in qualsiasi tempo e da qualsiasi fonte essa provenga’.

martedì 2 marzo 2010

16 gennaio 2006 - Il Papa: 'La Chiesa è amica del Popolo Ebraico'

Con il tradizionale saluto 'Shalom', Benedetto XVI ha accolto stamane in Vaticano il Rabbino Capo di Roma Riccardo Di Segni. Subito il Papa ha ribadito l'amicizia della Chiesa Cattolica verso il Popolo Ebraico, ricordando i passi compiuti dal Concilio Vaticano II ad oggi. 'Dopo il Concilio Vaticano II - ha detto il Pontefice - è andata crescendo questa stima e reciproca fiducia. Si sono sviluppati contatti sempre più fraterni e cordiali, intensificatisi lungo il pontificato del venerato mio Predecessore Giovanni Paolo II'. Benedetto XVI non ha mancato poi di ribadire la condanna della Chiesa nei confronti dell'antisemitismo. 'Abbiamo la responsabilità di cooperare al bene di tutti i popoli, nella giustizia e nella pace, nella verità e nella libertà, nella santità e nell’amore. Alla luce di questa comune missione - si è chiesto Papa Benedetto - non possiamo non denunciare e combattere con decisione l’odio e le incomprensioni, le ingiustizie e le violenze che continuano a seminare preoccupazioni nell’animo degli uomini e delle donne di buona volontà. In tale contesto, come non essere addolorati e preoccupati per le rinnovate manifestazioni di antisemitismo che talora si registrano?'.