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venerdì 11 febbraio 2011

12 maggio 2009 - Il Papa al Muro del Pianto

Dopo aver visitato il Muro del Pianto il Papa è stato ricevuto al Gran Rabbinato di Gerusalemme. Benedetto XVI ha osservato che ‘Ebrei e Cristiani sono ugualmente interessati ad assicurare rispetto per la sacralità della vita umana, la centralità della famiglia, una valida educazione dei giovani, la libertà di religione e di coscienza per una società sana’. Tutto ciò – ha aggiunto – è ‘la fase iniziale di ciò che noi speriamo sarà un solido, progressivo cammino verso una migliorata reciproca comprensione. Una indicazione del potenziale di questa serie di incontri si è subito vista nella nostra condivisa preoccupazione di fronte al relativismo morale e alle offese che esso genera contro la dignità della persona umana’.

martedì 8 febbraio 2011

12 febbraio 2009 - Il Papa condanna il negazionismo

A pochi giorni dalla remissione della scomunica ai Vescovi lefebrviani il Papa ha ricevuto una delegazione della Conference of Presidents of Major American. Jewish Organizations. Benedetto XVI ha ribadito come la Chiesa sia ‘profondamente e irrevocabilmente impegnata a rifiutare ogni forma di antisemitismo e a continuare a costruire relazioni buone e durature fra le nostre due comunità’. ‘Intollerabile e inaccettabile’ – ha aggiunto il Pontefice – ogni ‘negazione o minimizzazione’ della Shoah che ‘deve essere un monito contro l'oblio, contro la negazione o il riduzionismo, perché la violenza fatta contro un solo essere umano è violenza contro tutti’. ‘Il ricordo – ha concluso Papa Ratzinger - è un ammonimento a noi per il futuro e un monito a lottare per la riconciliazione. Ricordare significa fare tutto il possibile per prevenire qualsiasi recrudescenza di questa catastrofe nella famiglia umana, edificando ponti di amicizia duratura’.

domenica 6 febbraio 2011

30 ottobre 2008 - Il Papa: 'Il dialogo è serio se riconosce le differenze'

La Parola di Dio ‘ci sprona a recare una testimonianza comune dell'amore, della misericordia e della verità di Dio. Questo è un servizio vitale nel nostro tempo, minacciato dalla perdita dei valori spirituali e morali che garantiscono dignità umana, solidarietà, giustizia e pace’. Così Benedetto XVI si è rivolto ad una Delegazione dell’ International Jewish Committee on Interreligious Consultations. Secondo il Papa ‘il dialogo è serio e onesto soltanto quando rispetta le differenze e riconosce gli altri proprio nella loro alterità. Un dialogo sincero ha bisogno di apertura e di un forte senso di identità da entrambe le parti, affinché ognuno venga arricchito dai doni dell'altro’.

sabato 5 febbraio 2011

9 ottobre 2008 - Il Papa: 'Pio XII salvò un gran numero di ebrei'

Benedetto XVI ha presieduto la messa in occasione del 50° anniversario della morte di Pio XII. Per Papa Pacelli –ha sostenuto il suo successore – ‘la Parola di Dio diventava luce al suo cammino, un cammino nel quale ebbe a consolare sfollati e perseguitati, dovette asciugare lacrime di dolore e piangere le innumerevoli vittime della guerra’. Pio XII era cosciente del fatto che ‘soltanto Cristo è vera speranza dell’uomo; solo fidando in Lui il cuore umano può aprirsi all’amore che vince l’odio. Questa consapevolezza accompagnò Pio XII nel suo ministero di Successore di Pietro, ministero iniziato proprio quando si addensavano sull’Europa e sul resto del mondo le nubi minacciose di un nuovo conflitto mondiale, che egli cercò di evitare in tutti i modi: Imminente è il pericolo, ma è ancora tempo. Nulla è perduto con la pace. Tutto può esserlo con la guerra, aveva gridato nel suo radiomessaggio del 24 agosto 1939’. Benedetto XVI ha ancora una volta ribadito che Pio XII salvò migliaia di ebrei dalla persecuzione nazista. Egli – ha ricordato Papa Ratzinger – ‘deplorò la situazione delle centinaia di migliaia di persone, le quali, senza veruna colpa propria, talora solo per ragione di nazionalità o di stirpe, sono destinate alla morte o ad un progressivo deperimento, con un chiaro riferimento alla deportazione e allo sterminio perpetrato contro gli ebrei. Agì spesso in modo segreto e silenzioso proprio perché, alla luce delle concrete situazioni di quel complesso momento storico, egli intuiva che solo in questo modo si poteva evitare il peggio e salvare il più gran numero possibile di ebrei’. Pio XII fu ringraziato – ha ancora aggiunto Benedetto XVI – ‘dalle più alte autorità del mondo ebraico, come ad esempio, dal Ministro degli Esteri d’Israele Golda Meir, che così scrisse: Quando il martirio più spaventoso ha colpito il nostro popolo, durante i dieci anni del terrore nazista, la voce del Pontefice si è levata a favore delle vittime, concludendo con commozione: Noi piangiamo la perdita di un grande servitore della pace’. ‘Preghiamo – ha concluso il Papa - perché prosegua felicemente la causa di beatificazione del Servo di Dio Pio XII’.

18 settembre 2008 - Il Papa esalta Pio XII

Ricevendo i partecipanti al Simposio promosso dalla "Pave the Way Foundation" Benedetto XVI ha ricordato la figura di Pio XII. Subito il Papa ha parlato degli interventi del suo predecessore ‘ a favore degli ebrei che in quegli anni venivano colpiti ovunque in Europa, in ossequio al disegno criminoso di chi voleva eliminarli dalla faccia della terra’. Papa Pacelli – ha aggiunto il Pontefice – ‘non risparmiò sforzi, ovunque fosse possibile, per intervenire direttamente oppure attraverso istruzioni impartite a singoli o ad istituzioni della Chiesa cattolica in loro favore’. Pio XII – ha spiegato Papa Ratzinger – intervenne ‘in modo segreto e silenzioso proprio perché, tenendo conto delle concrete situazioni di quel complesso momento storico, solo in tale maniera era possibile evitare il peggio e salvare il più gran numero possibile di ebrei’. La sua opera – ha ancora sottolineato Benedetto XVI – è stata ‘riconosciuta ed apprezzata durante e dopo il tremendo conflitto mondiale da comunità e personalità ebraiche che non mancarono di manifestare la loro gratitudine per quanto il Papa aveva fatto per loro’.

venerdì 4 febbraio 2011

12 settembre 2008 - Il Papa in Francia: 'Antisemitismo è anticristiano'

La giornata parigina di Benedetto XVI è proseguita con l'incontro con alcuni rappresentanti della comunità ebraica. 'La Chiesa - ha ribadito il Papa - si oppone ad ogni forma di antisemitismo, di cui non v’è alcuna giustificazione teologica accettabile. Essere antisemiti significa anche essere anticristiani'. Il Pontefice ha poi incontrato il mondo della cultura al Collège des Bernardins. 'Per molti - ha ammesso Papa Benedetto - Dio è diventato veramente il grande Sconosciuto'. Ma anche oggi - ha proseguito - cresce la domanda di Dio. 'Cercare Dio - ha esortato Papa Ratzinger - e lasciarsi trovare da Lui: questo oggi non è meno necessario che in tempi passati. Una cultura meramente positivista che rimuovesse nel campo soggettivo come non scientifica la domanda circa Dio, sarebbe la capitolazione della ragione, la rinuncia alle sue possibilità più alte e quindi un tracollo dell’umanesimo, le cui conseguenze non potrebbero essere che gravi'. 'Ciò che ha fondato la cultura dell’Europa - ha concluso Benedetto XVI - la ricerca di Dio e la disponibilità ad ascoltarLo, rimane anche oggi il fondamento di ogni vera cultura'.

domenica 30 gennaio 2011

12 maggio 2008 - Il Papa: 'Trovare una soluzione al conflitto israelopalestinese'

Ricevendo il nuovo Ambasciatore israeliano il Papa ha ribadito che ‘la Santa Sede spera che giunga presto un tempo di maggiore letizia, quando una pace giusta risolverà il conflitto con i palestinesi’. Dopo aver apprezzato il dialogo tra cristiani ed ebrei, Benedetto XVI ha espresso ‘preoccupazione per l'allarmante declino della popolazione cristiana nei Paesi del Medio Oriente, incluso Israele, a causa dell'emigrazione. Di certo, i cristiani non sono gli unici a risentire degli effetti dell'insicurezza e della violenza che sono conseguenze dei vari conflitti nella regione, ma, per molti aspetti, sono ora particolarmente vulnerabili’. Venendo poi alla questione israelo-palestinese il Pontefice ha osservato che ‘la Santa Sede riconosce la legittima necessità di sicurezza e di autodifesa di Israele e condanna fortemente tutte le forme di antisemitismo. Sostiene anche che tutti i popoli hanno il diritto di ricevere uguali opportunità di prosperare. Proprio per questo, esorto con urgenza il suo governo a compiere ogni sforzo per alleviare le difficoltà sofferte dalla comunità palestinese, permettendole la libertà necessaria per svolgere le sue legittime attività, incluso il raggiungere i luoghi di culto affinché possa godere di pace e sicurezza maggiori’.

sabato 8 gennaio 2011

17 gennaio 2007 - Il Papa: 'Preghiamo per l'unità dei cristiani'

In vista della Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani,Benedetto XVI ha dedicato l’Udienza Generale al tema dell’ecumenismo. ‘Il cammino dell’unità resta certamente lungo e non facile – ha ammesso il Papa - occorre tuttavia non scoraggiarsi e continuare a percorrerlo. Per questo è importante pregare. Più ci avviciniamo a Cristo convertendoci al suo amore, più ci avviciniamo anche gli uni agli altri’. Dal Pontefice anche un pensiero all’ebraismo. ‘Anche l’amicizia ebraico-cristiana per crescere ed essere fruttuosa – ha aggiunto - deve fondarsi sulla preghiera. Invito pertanto tutti a rivolgere quest’oggi un’insistente invocazione al Signore perché ebrei e cristiani si rispettino, si stimino e collaborino insieme per la giustizia e la pace nel mondo’.

giovedì 9 settembre 2010

12 ottobre 2006 - Il Papa: 'La Chiesa condanna l'antisemitismo'

L’udienza concessa ai rappresentanti della Anti-Defamation League è occasione propizia per il Papa di rilanciare l’impegno alla compresione reciproca tra ebrei e cattolici. ‘Dobbiamo conoscerci meglio – ha spiegato Benedetto XVI - e rafforzati da questa scoperta reciproca, instaurare rapporti non solo di tolleranza, ma anche di autentico rispetto. Infatti, ebrei, cristiani e musulmani hanno molte convinzioni comuni ed esistono numerose aree di impegno umanitario e sociale nelle quali possiamo e dobbiamo cooperare’. La Chiesa, ha aggiunto il Pontefice, ha come suo faro – nel rapporto con il popolo ebraico – la Dichiarazione del Concilio Vaticano II Nostra Aetate che ‘ci ricorda che le radici ebraiche del cristianesimo ci obbligano a superare i conflitti del passato e a creare nuovi vincoli di amicizia e di collaborazione. Afferma in particolare che la Chiesa deplora tutte le forme di odio o persecuzione contro gli Ebrei e ogni manifestazione di antisemitismo in qualsiasi tempo e da qualsiasi fonte essa provenga’.

giovedì 8 aprile 2010

16 marzo 2006 - Il Papa agli Ebrei: 'Insieme per la giustizia e la pace'

Ricevendo una delegazione dell'American Jewish Committee, Benedetto XVI ha voluto sottolineare gli stretti legami che uniscono Ebrei e Cristiani. Abbiamo - ha detto il Papa - 'un ricco patrimonio comune. In molti modi questo rende il nostro rapporto unico fra le religioni del mondo'. 'Le tre religioni monoteiste- ha inoltre rilevato Papa Benedetto - sono chiamate a cooperare per il bene comune dell'umanità, servendo la causa della giustizia e della pace nel mondo'. 'Ciò - ha concluso il Pontefice - è importante soprattutto oggi in quanto dobbiamo prestare un'attenzione particolare nell'insegnare il rispetto di Dio, delle religioni e dei loro simboli, dei luoghi santi e di quelli di culto'.

martedì 2 marzo 2010

16 gennaio 2006 - Il Papa: 'La Chiesa è amica del Popolo Ebraico'

Con il tradizionale saluto 'Shalom', Benedetto XVI ha accolto stamane in Vaticano il Rabbino Capo di Roma Riccardo Di Segni. Subito il Papa ha ribadito l'amicizia della Chiesa Cattolica verso il Popolo Ebraico, ricordando i passi compiuti dal Concilio Vaticano II ad oggi. 'Dopo il Concilio Vaticano II - ha detto il Pontefice - è andata crescendo questa stima e reciproca fiducia. Si sono sviluppati contatti sempre più fraterni e cordiali, intensificatisi lungo il pontificato del venerato mio Predecessore Giovanni Paolo II'. Benedetto XVI non ha mancato poi di ribadire la condanna della Chiesa nei confronti dell'antisemitismo. 'Abbiamo la responsabilità di cooperare al bene di tutti i popoli, nella giustizia e nella pace, nella verità e nella libertà, nella santità e nell’amore. Alla luce di questa comune missione - si è chiesto Papa Benedetto - non possiamo non denunciare e combattere con decisione l’odio e le incomprensioni, le ingiustizie e le violenze che continuano a seminare preoccupazioni nell’animo degli uomini e delle donne di buona volontà. In tale contesto, come non essere addolorati e preoccupati per le rinnovate manifestazioni di antisemitismo che talora si registrano?'.

venerdì 29 gennaio 2010

30 ottobre 2005 - Il Papa esalta il Concilio Vaticano II

A quarant'anni dalla conclusione, Benedetto XVI torna a parlare e ad esaltare il Concilio Vaticano II. E - nell'Angelus di oggi - il Papa ricorda i tanti documenti prodotti da quella importante assise. Tra questi il Pontefice pone l'accento sulla Dichiarazione Nostra Aetate sui rapporti tra Chiesa Cattolica e le altre fedi non cristiane. I Padri conciliari con questo documento - spiega Benedetto XVI - 'hanno ricordato con chiarezza lo speciale vincolo che lega i cristiani e gli ebrei), hanno ribadito la stima verso i musulmani ed i seguaci delle altre religioni ed hanno confermato lo spirito di fraternità universale che bandisce qualsiasi discriminazione o persecuzione religiosa'. Il Papa ricorda poi la funzione educativa della Chiesa. 'Anche oggi, nell’epoca della comunicazione globale, la Comunità ecclesiale - rammenta Papa Ratzinger - avverte tutta l’importanza di un sistema educativo che riconosca il primato dell’uomo come persona, aperta alla verità e al bene. Primi e principali educatori sono i genitori, aiutati, secondo il principio di sussidiarietà, dalla società civile'. 'Una speciale responsabilità educativa - conclude il Pontefice - sente di avere la Chiesa, alla quale Cristo ha affidato il compito di annunciare "la via della vita" . Essa, in diversi modi, cerca di adempiere questa missione: in famiglia, in parrocchia, attraverso associazioni, movimenti e gruppi di formazione e d’impegno evangelico e, in modo specifico, nelle scuole, negli istituti di studi superiori e nelle università'.

mercoledì 27 gennaio 2010

16 settembre 2005 - Il Papa riceve i Rabbini di Israele

Importante tappa quella odierna nel cammino dialogico tra Ebrei e Cattolici. Benedetto XVI ha ricevuto a Castel Gandolfo i Rabbini Capo di Israele Shlomo Moshe Amar e Yona Metzger. Nel quarantesimo anniversario della Dichiarazione conciliare Nostra Aetate, il Papa non ha nascosto la soddisfazione per questo 'ulteriore passo verso il processo di costruzione di relazioni religiose più profonde tra cattolici ed ebrei'. Il pensiero del Pontefice si è poi rivolto alle comunità cristiane presenti in Terra Santa. Esse sono - ha specificato Benedetto XVI 'presenza e testimonianza vivente fin dagli albori della cristianità e attraverso tutte le vicissitudini della storia. Oggi, questi fratelli e sorelle nella fede si trovano di fronte a sfide sempre nuove'.

martedì 26 gennaio 2010

19 agosto 2005 - Il Papa nella Sinagoga di Colonia

Prima volta di Benedetto XVI in una sinagoga. Il tedesco Benedetto XVI visita il Tempio di Colonia e rivolge alla Comunità Ebraica locale un discorso molto accorato alla quale assicura la sua intenzione di proseguire 'il cammino verso il miglioramento dei rapporti e dell'amicizia con il popolo ebraico'. Papa Benedetto punta poi il dito contro il nazismo, autore del 'crimine inaudito' dell'Olocausto. 'Una folle ideologia razzista, di matrice neopagana - osserva il Pontefice - fu all'origine del tentativo, progettato e sistematicamente messo in atto dal regime, di sterminare l'ebraismo europeo'. Ricordando poi il 40° anniversario della Dichiarazione Nostra Aetate, Benedetto XVI torna a condannare ogni forma di antisemitismo. 'La Chiesa - spiega il Papa - è consapevole del suo dovere di trasmettere, nella catechesi per i giovani come in ogni aspetto della sua vita, questa dottrina alle nuove generazioni che non sono state testimoni degli avvenimenti terribili accaduti prima e durante la Seconda Guerra Mondiale. È un compito di speciale importanza in quanto oggi purtroppo emergono nuovamente segni di antisemitismo e si manifestano varie forme di ostilità generalizzata verso gli stranieri. Come non vedere in ciò un motivo di preoccupazione e di vigilanza? La Chiesa cattolica si impegna - lo riaffermo anche in questa circostanza - per la tolleranza, il rispetto, l'amicizia e la pace tra tutti i popoli, le culture e le religioni'. Infine Papa Ratzinger auspica il rilancio del dialogo tra Cattolici ed Ebrei. 'Dobbiamo conoscerci a vicenda molto di più e molto meglio. Perciò - osserva - incoraggio un dialogo sincero e fiducioso tra ebrei e cristiani: solo così sarà possibile giungere ad un'interpretazione condivisa di questioni storiche ancora discusse e, soprattutto, fare passi avanti nella valutazione, dal punto di vista teologico, del rapporto tra ebraismo e cristianesimo'.

lunedì 25 gennaio 2010

9 giugno 2005 - Il Papa agli Ebrei: 'Avanti con il dialogo'

Primo incontro ufficiale per Benedetto XVI con una delegazione del mondo Ebraico. Stamane il Papa ha ricevuto in Vaticano l'International Jewish Committee on Interreligious Consultations. A loro, Papa Benedetto ha garantito il suo impegno a procedere sulla strada del dialogo. 'Negli anni successivi al Concilio - ha ricordato - i miei predecessori Papa Paolo VI e, in particolare, Papa Giovanni Paolo II hanno compiuto passi significativi per migliorare i rapporti con il popolo ebraico. È mia intenzione continuare su questa via'. 'Il ricordo del passato - ha aggiunto Benedetto XVI - resta per entrambe le comunità un imperativo morale e una fonte di purificazione nei nostri sforzi per pregare e operare per la riconciliazione, la giustizia, il rispetto per la dignità umana e per quella pace che è definitivamente il dono del Signore stesso. Per sua stessa natura questo imperativo deve includere una riflessione permanente sulle profonde questioni storiche, morali e teologiche sollevate dall'esperienza della Shoah'.