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venerdì 11 febbraio 2011

15 maggio 2009 - Il Papa in Israele: 'Educare buoni cristiani'

Nel corso dell’incontro ecumenico al Patriarcato Greco-Ortodosso di Gerusalemme il Papa ha auspicato un aumento dell’impegno ‘per perfezionare la nostra comunione, per renderla completa, per recare comune testimonianza all’amore del Padre, che invia il Figlio affinché il mondo conosca il suo amore per noi’. I ‘cristiani di Terra Santa – ha aggiunto Benedetto XVI – educhino ‘una nuova generazione di Cristiani ben formati ed impegnati, solleciti nel desiderio di contribuire generosamente alla vita religiosa e civile di questa città unica e santa. La priorità fondamentale di ogni leader cristiano è di nutrire la fede degli individui e delle famiglie affidati alle sue premure pastorali’.

25 aprile 2009 - Il Papa: 'Dare alla fede piena cittadinanza'

‘Con la piena e riconosciuta dignità scolastica del vostro insegnamento, voi contribuite, da una parte, a dare un’anima alla scuola e, dall’altra, ad assicurare alla fede cristiana piena cittadinanza nei luoghi dell’educazione e della cultura in generale’. Lo ha detto il Papa ricevendo una delegazione di insegnati di Religione Cattolica. Benedetto XVI ha poi affermato che ‘la dimensione religiosa rende l’uomo più uomo’. ‘Possa il vostro insegnamento – ha concluso il Pontefice - essere sempre capace di aprire i vostri studenti a questa dimensione di libertà e di pieno apprezzamento dell’uomo redento da Cristo così come è nel progetto di Dio, esprimendo così, nei confronti di tanti ragazzi e delle loro famiglie, una vera carità intellettuale’.

domenica 6 febbraio 2011

31 dicembre 2008 - Il Papa: 'Sobrietà contro la crisi'

Come ogni fine d’anno il Papa ha presieduto la celebrazione dei Vespri e cantato il Te Deum di Ringraziamento. Nell’omelia Benedetto XVI ha affrontato ancora una volta il tema dell’emergenza educativa suggerendo la crescita della ‘sinergia fra le famiglie, la scuola e le parrocchie per una evangelizzazione profonda e per una coraggiosa promozione umana, capaci di comunicare a quanti più è possibile la ricchezza che scaturisce dall’incontro con Cristo’. Il Pontefice ha poi ricordato la crisi sociale ed economica che ‘chiede a tutti più sobrietà e solidarietà per venire in aiuto specialmente delle persone e delle famiglie in più serie difficoltà’. Papa Benedetto ha infine invitato tutti a non avere paura poiché ‘la nostra grande speranza di credenti è la vita eterna nella comunione di Cristo e di tutta la famiglia di Dio. Questa grande speranza ci dà la forza di affrontare e di superare le difficoltà della vita in questo mondo’.

sabato 5 febbraio 2011

4 ottobre 2008 - Il Papa: 'La Chiesa vuole solo servire l'uomo'

Nel giorno di San Francesco Patrono d’Italia Benedetto XVI ha reso visita al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano al Quirinale. ‘La Chiesa – ha detto il Papa - continua a proporre a tutti il messaggio di salvezza del Vangelo e si impegna a contribuire all’edificazione di una società fondata sulla verità e la libertà, sul rispetto della vita e della dignità umana, sulla giustizia e sulla solidarietà sociale. Dunque la Chiesa non si propone mire di potere, né pretende privilegi o aspira a posizioni di vantaggio economico e sociale. Suo solo scopo è servire l’uomo, ispirandosi, come norma suprema di condotta, alle parole e all’esempio di Gesù Cristo’. Anche in questa sede il Pontefice ha espresso la sua preoccupazione per l’emergenza educativa. ‘La formazione dei giovani è pertanto – ha ribadito Papa Ratzinger - impresa nella quale anche la Chiesa si sente coinvolta, insieme con la famiglia e la scuola. Essa infatti è ben consapevole dell’importanza che l’educazione riveste nell’apprendimento della libertà autentica, presupposto necessario per un positivo servizio al bene comune. Solo un serio impegno educativo permetterà di costruire una società solidale, realmente animata dal senso della legalità’.

venerdì 4 febbraio 2011

12 settembre 2008 - Il Papa in Francia: 'La religione ha una funzione insostituibile'

Accolto dal presidente Sarkozy, Benedetto XVI ha iniziato il Viaggio Apostolico in Francia incontrando le Autorità dello Stato nel Palazzo dell’Eliseo a Parigi. 'Le radici della Francia - come quelle dell’Europa – sono cristiane', ha detto il Papa che poi si è soffermato sul significato della laicità. 'E’ fondamentale - ha spiegato il Pontefice - da una parte, insistere sulla distinzione tra l’ambito politico e quello religioso al fine di tutelare sia la libertà religiosa dei cittadini che la responsabilità dello Stato verso di essi e, dall’altra parte, prendere una più chiara coscienza della funzione insostituibile della religione per la formazione delle coscienze e del contributo che essa può apportare, insieme ad altre istanze, alla creazione di un consenso etico di fondo nella società'. Il pensiero di Papa Ratzinger è andato poi ai giovani definiti la sua 'preoccupazione più grande'. 'Alcuni di loro - ha osservato - faticano a trovare un orientamento che loro convenga o soffrono di una perdita di
riferimenti nella loro famiglia. Altri ancora sperimentano i limiti di un
comunitarismo religioso condizionante. Messi a volte ai margini e spesso
abbandonati a se stessi, sono fragili e devono affrontare da soli una realtà
che li supera'. Per rispondere a tutto ciò - ha proposto il Papa - 'è necessario offrire loro un solido quadro educativo e incoraggiarli a rispettare e ad aiutare gli altri, così che arrivino serenamente all’età matura'.

giovedì 3 febbraio 2011

7 settembre 2008 - Il Papa ai giovani: 'L'amore vero non si improvvisa'

Benedetto XVI ha concluso la sua visita a Cagliari incontrando i giovani. ‘Non ignoro – è stata l’assicurazione del Papa - le difficoltà e i problemi che incontrate. Penso, ad esempio – e abbiamo sentito di questo - penso alla piaga della disoccupazione e della precarietà del lavoro, che mettono a rischio i vostri progetti; penso all’emigrazione, all’esodo delle forze più fresche ed intraprendenti, con il connesso sradicamento dall’ambiente, che talvolta comporta danni psicologici e morali, prima ancora che sociali’. Il Pontefice ha esortato i giovani a non essere superficiali ‘consegnando così la vita ad esperienze che suscitano soddisfazioni immediate, ma sono in se stesse precarie e fallaci. Cresce la tendenza all’individualismo, e quando ci si concentra solo su se stessi si diventa inevitabilmente fragili; viene meno la pazienza dell’ascolto, fase indispensabile per capire l’altro e lavorare insieme’. Papa Benedetto ha poi ribadito la sacralità della famiglia, invitando a difenderla. ‘Amatela – ha esortato - per una scelta matura e consapevole: amate la vostra famiglia di origine e preparatevi ad amare anche quella che con l’aiuto di Dio voi stessi formerete. Preparatevi, perché l’amore vero non si improvvisa. L’amore è fatto, oltre che di sentimento, di responsabilità, di costanza, e anche di senso del dovere’. Infine il Papa è tornato a parlare dell’emergenza educativa e per affrontarla sono necessari – ha concluso – ‘genitori e formatori capaci di condividere quanto di buono e di vero essi hanno sperimentato e approfondito in prima persona. Richiede giovani interiormente aperti, curiosi di imparare e di riportare tutto alle originarie esigenze ed evidenze del cuore. Siate davvero liberi, ossia appassionati della verità’.

domenica 30 gennaio 2011

29 maggio 2008 - Il Papa: 'Anche in Italia c'è emergenza educativa'

‘In Italia è fortemente avvertita quella che possiamo definire una vera e propria emergenza educativa. Quando, infatti, in una società e in una cultura segnate da un relativismo pervasivo e non di rado aggressivo, sembrano venir meno le certezze basilari, i valori e le speranze che danno un senso alla vita, si diffonde facilmente, tra i genitori come tra gli insegnanti, la tentazione di rinunciare al proprio compito, e ancor prima il rischio di non comprendere più quale sia il proprio ruolo e la propria missione’. E’ l’allarme lanciato dal Papa incontrando i Membri dell’Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana. Per arginare l’emergenza occorre – secondo Benedetto XVI – ‘dare un più spiccato profilo di evangelizzazione alle molte forme e occasioni di incontro e di presenza che tuttora abbiamo con il mondo giovanile’. Anche ‘l’Italia – ha osservato il Pontefice - ha bisogno di uscire da un periodo difficile, nel quale è sembrato affievolirsi il dinamismo economico e sociale, è diminuita la fiducia nel futuro ed è cresciuto invece il senso di insicurezza per le condizioni di povertà di tante famiglie, con la conseguente tendenza di ciascuno a rinchiudersi nel proprio particolare’. Dopo aver apprezzato il mutato clima politico, Papa Benedetto ha incoraggiato ‘incoraggiare l'affermarsi di una cultura favorevole, e non ostile, alla famiglia e alla vita’ invitando le istituzioni ad ‘una politica coerente ed organica che riconosca alla famiglia quel ruolo centrale che essa svolge nella società, in particolare per la generazione ed educazione dei figli: di una tale politica l'Italia ha grande e urgente bisogno. Forte e costante deve essere ugualmente il nostro impegno per la dignità e la tutela della vita umana in ogni momento e condizione, dal concepimento e dalla fase embrionale alle situazioni di malattia e di sofferenza e fino alla morte naturale’.

18 maggio 2008 - Il Papa: 'Educazione è sfida più attuale'

Incontrando i religiosi a Genova il Papa ha rivolto loro un invito ad avere fiducia. ‘I tempi nostri – ha detto Benedetto XVI - non sono quelli di Dio e della sua Provvidenza. È necessario pregare e crescere nella santità personale e comunitaria. Il Signore provvede. Vi prego di non considerarvi mai come se foste al tramonto della vita: Cristo è l’alba perenne, la nostra luce. Vi prego di continuare nelle vostre opere’. Il Pontefice ha poi raccomandato di prestare attenzione all’educazione dei giovani. ‘Sapete – ha ricordato - che la sfida educativa è quella più urgente, perché senza un’autentica educazione dell’uomo non si va lontano. E voi tutti, pur in modi diversi, avete una storica esperienza educativa. Dobbiamo aiutare i genitori nel loro straordinario e difficile compito educativo’.

sabato 29 gennaio 2011

4 maggio 2008 - Il Papa: 'I cattolici servano il bene comune'

L’Italia ‘ha sempre potuto contare su uomini e donne formati nella vostra Associazione, disposti a servire disinteressatamente la causa del bene comune, per l’edificazione di un giusto ordine della società e dello Stato’. Lo ha detto il Papa incontrando in piazza San Pietro l’Azione Cattolica Italiana. Di fronte alla emergenza educativa – ha esortato Benedetto XVI – ‘sappiate essere annunciatori instancabili ed educatori preparati e generosi; in una Chiesa chiamata a prove anche molto esigenti di fedeltà e tentata di adattamento, siate testimoni coraggiosi e profeti di radicalità evangelica; in una Chiesa che quotidianamente si confronta con la mentalità relativistica, edonistica e consumistica, sappiate allargare gli spazi della razionalità nel segno di una fede amica dell’intelligenza, sia nell’ambito di una cultura popolare e diffusa, sia in quello di una ricerca più elaborata e riflessa; in una Chiesa che chiama all’eroismo della santità, rispondete senza timore, sempre confidando nella misericordia di Dio’.

mercoledì 26 gennaio 2011

31 marzo 2008 - Il Papa: 'Impegnarsi nella cura delle famiglie'

Nel corso dell’udienza al Capitolo Generale della Società Salesiana il Papa ha denunciato che ‘il processo di secolarizzazione, che avanza nella cultura contemporanea, non risparmia purtroppo nemmeno le comunità di vita consacrata’. ‘Occorre per questo – ha esortato - vigilare su forme e stili di vita che rischiano di rendere debole la testimonianza evangelica, inefficace l’azione pastorale e fragile la risposta vocazionale’. L’emergenza educativa – ha aggiunto Benedetto XVI – si manifesta soprattutto nel ‘senso di scoraggiamento che prende molti educatori, in particolare genitori ed insegnanti, di fronte alle difficoltà che presenta oggi il loro compito’. ‘La predilezione e l’impegno a favore dei giovani – ha concluso il Pontefice - devono tradursi in un pari impegno per il coinvolgimento e la formazione delle famiglie. La vostra pastorale giovanile quindi deve aprirsi decisamente alla pastorale familiare. Curare le famiglie non è sottrarre forze al lavoro per i giovani, anzi è renderlo più duraturo e più efficace’.

lunedì 24 gennaio 2011

23 febbraio 2008 - Il Papa: 'Affrontare l'emergenza educativa'

Benedetto XVI ha consegnato oggi alla Diocesi di Roma la Lettera sul compito urgente dell'educazione. 'Troppe incertezze e troppi dubbi - denuncia il Papa - circolano nella nostra società e nella nostra cultura, troppe immagini distorte sono veicolate dai mezzi di comunicazione sociale. Diventa difficile, così, proporre alle nuove generazioni qualcosa di valido e di certo, delle regole di comportamento e degli obiettivi per i quali meriti spendere la propria vita'. Il Pontefice si rivolge in primis ai genitori chiedendogli 'di rimanere saldi, per sempre, nell'amore reciproco: è questo il primo e grande dono di cui hanno bisogno i figli, per crescere sereni, acquisire fiducia in se stessi e fiducia nella vita e imparare così ad essere a loro volta capaci di amore autentico e generoso. Il bene che volete ai figli deve poi dare lo stile e il coraggio del vero educatore, con una coerente testimonianza di vita ed anche con la fermezza necessaria per temprare il carattere delle nuove generazioni, aiutandole a distinguere con chiarezza il bene dal male ed a costruirsi a loro volta delle solide regole di vita, che le sostengano nelle prove future'. Papa Ratzinger parla poi ai docenti il cui compito 'non può limitarsi a fornire delle nozioni e delle informazioni, lasciando da parte la grande domanda riguardo alla verità, soprattutto a quella verità che può essere di guida nella vita. Siete infatti, a pieno titolo, degli educatori: a voi, in stretta sintonia con i genitori, è affidata la nobile arte della formazione della persona'. Benedetto XVI conclude parlando ai giovani ricordando loro che sono essi stessi ad essere gli artefici della propria crescita morale, culturale e spirituale. 'Sta a voi, dunque, accogliere liberamente nel cuore, nell’intelligenza e nella vita il patrimonio di verità, di bontà e di bellezza che si è formato attraverso i secoli e che ha in Gesù Cristo la sua pietra
angolare. Egli illumina dal di dentro la nostra intelligenza, Egli orienta al bene la nostra libertà, che spesso avvertiamo fragile e incostante, Egli è la vera speranza e il fondamento solido della nostra vita. Di Lui, anzitutto, ci possiamo fidare'.

venerdì 21 gennaio 2011

13 gennaio 2008 - Il Papa: 'Educare i bambini alla fede'

Benedetto XVI ha amministrato il Battesimo ad alcuni neonati nella Cappella Sistina. Spiegando il mistero di questo Sacramento il Papa ha rilevato che ‘Dio ha voluto salvarci andando lui stesso fino in fondo all’abisso della morte, perché ogni uomo, anche chi è caduto tanto in basso da non vedere più il cielo, possa trovare la mano di Dio a cui aggrapparsi e risalire dalle tenebre a rivedere la luce per la quale egli è fatto’. Ai genitori il Pontefice ha chiesto di educare i figli secondo il dettame della Chiesa. ‘Mentre offrite loro ciò che è necessario alla crescita e alla salute – ha detto il Papa - voi, aiutati dai padrini, siete impegnati a sviluppare in essi la fede, la speranza e la carità, le virtù teologali che sono proprie della vita nuova ad essi donata nel sacramento del Battesimo. Assicurerete ciò con la vostra presenza, con il vostro affetto; l’assicurerete prima di tutto e soprattutto con la preghiera, presentandoli quotidianamente a Dio, affidandoli a Lui in ogni stagione della loro esistenza’.

31 dicembre 2007 - Il Papa: 'Arginare l'emergenza educativa'

Celebrando i primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e cantando il Te Deum di ringraziamento il Papa ha voluto parlare soprattutto di Roma, la sua diocesi. ‘Soccorri, Signore, con la tua misericordia – ha pregato Benedetto XVI - gli abitanti della nostra Città, nella quale, come altrove, gravi carenze e povertà pesano sulla vita delle persone e delle famiglie, impedendo di guardare al futuro con fiducia; non pochi, soprattutto giovani, sono attratti da una falsa esaltazione o, meglio, profanazione del corpo e dalla banalizzazione della sessualità; come enumerare poi le molteplici sfide che, legate al consumismo e al secolarismo, interpellano i credenti e gli uomini di buona volontà? Per dire tutto in una parola, anche a Roma si avverte quel deficit di speranza e di fiducia nella vita che costituisce il male "oscuro" della moderna società occidentale’. Il Papa ha poi voluto ribadire la sua preoccupazione per l’emergenza educativa. Si percepisce – ha detto Benedetto XVI – la difficoltà ‘nel trasmettere alla nuove generazioni i valori-base dell’esistenza e di un retto comportamento’. Pertanto – ha concluso – ‘cerchiamo di far fronte a tale emergenza, anzitutto nell’ambito della famiglia, ed è senz’altro confortante constatare che il lavoro intrapreso in questi ultimi anni dalle parrocchie, dai movimenti e dalle associazioni per la pastorale familiare continua a svilupparsi e a portare i suoi frutti’.

giovedì 20 gennaio 2011

13 dicembre 2007 - Il Papa: 'Educare i giovani necessità primordiale'

Ricevendo alcuni nuovi Ambasciatori presso la Santa Sede, Benedetto XVI ha potuto ricordare che la funzione dei diplomatici ‘è particolarmente importante nel mondo attuale, per mostrare che, in tutte le situazioni della vita internazionale, il dialogo deve primeggiare sulla violenza e il desiderio di pace e di fraternità deve prevalere sui contrasti e sull'individualismo, i quali conducono solo a tensioni e a rancori che non contribuiscono a costruire società riconciliate’. In questo tempo – ha aggiunto il Papa – ‘un'attenzione del tutto particolare deve essere rivolta alle giovani generazioni, mostrando loro che sono la prima ricchezza di un paese: la loro educazione è una necessità primordiale’. Oltre alla formazione tecnica e scientifica, ha concluso il Pontefice, ‘occorre privilegiare un'educazione ai valori umani e morali, che permetterà a ogni giovane di conquistare fiducia in se stesso, di sperare nel futuro, di preoccuparsi dei propri fratelli e sorelle in umanità e di voler prendere parte alla crescita della nazione, con un senso sempre più acuto dell'altro’.

lunedì 17 gennaio 2011

9 settembre 2007 - Il Papa in Austria: 'Coniugare fede e ragione'

'Perché oggi una chiamata al sacerdozio o allo stato religioso possa essere sostenuta fedelmente lungo tutta la vita, occorre una formazione che integri fede e ragione, cuore e mente, vita e pensiero'. Lo ha ribadito il Papa giunto in visita all’Abbazia di Heiligenkreuz. 'Una vita al seguito di Cristo - ha ricordato Benedetto XVI - ha bisogno dell’integrazione dell’intera personalità. Dove si trascura la dimensione intellettuale, nasce troppo facilmente una forma di pia infatuazione che vive quasi esclusivamente di emozioni e di stati d’animo che non possono essere sostenuti per tutta la vita'. Per contro - ha aggiunto il Pontefice - 'dove si trascura la dimensione spirituale, si crea un razionalismo rarefatto che sulla base della sua freddezza e del suo distacco non può mai sfociare in una donazione entusiasta di sé a Dio. Non si può fondare una vita al seguito di Cristo su tali unilateralità; con le mezze misure si resterebbe personalmente insoddisfatti e, di conseguenza, forse anche spiritualmente sterili'. 'Ogni chiamata alla vita religiosa o al sacerdozio - ha concluso - è un tesoro così prezioso che i responsabili devono fare tutto il possibile per trovare le vie di formazione adatte per promuovere insieme fides et ratio – la fede e la ragione, il cuore e la mente'.

venerdì 14 gennaio 2011

11 giugno 2007 - Il Papa: 'C'è una emergenza educativa'

'Educare alla fede, alla sequela e alla testimonianza vuol dire aiutare i nostri fratelli, o meglio aiutarci scambievolmente, ad entrare in un rapporto vivo con Cristo e con il Padre. È questo, fin dall’inizio, il compito fondamentale della Chiesa'. Così Benedetto XVI inaugurando il convegno sull'educazione della Diocesi di Roma. Educare alla fede oggi non è un'impresa facile, ha ricordato il Papa. 'Oggi ogni opera di educazione sembra diventare sempre più ardua e precaria. Si parla perciò di una grande emergenza educativa, della crescente difficoltà che s’incontra nel trasmettere alle nuove generazioni i valori-base dell’esistenza e di un retto comportamento, difficoltà che coinvolge sia la scuola sia la famiglia'. Dal Pontefice un nuovo affondo contro il relativismo, definito 'una sorta di dogma'. Ai giovani - ha ancora detto Papa Benedetto - dobbiamo porre 'senza timori la proposta della fede a confronto con la ragione del nostro tempo'. Le difficoltà che si incontrano nell'opera educativa - ha concluso Benedetto XVI - sono provocate 'da quei messaggi e da quel clima diffuso che vengono veicolati dai grandi mezzi di comunicazione e che si ispirano ad una mentalità e cultura caratterizzate dal relativismo, dal consumismo e da una falsa e distruttiva esaltazione, o meglio profanazione, del corpo e della sessualità'.

sabato 8 gennaio 2011

24 gennaio 2007 - Media, monito del Papa

Il rapporto tra i bambini e i media è il tema centrale ¬del Messaggio del Papa per la 41a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Secondo Benedetto XVI ‘educare i bambini ad essere selettivi nell’uso dei media è responsabilità dei genitori, della Chiesa e della scuola’. Occorre aiutare i più piccoli a ‘sviluppare la propria opinione, la prudenza e la capacità di discernimento’ ponendoli ‘di fronte a quello che è esteticamente e moralmente eccellente’. L’educazione ai media – sostiene il Pontefice – ‘richiede formazione nell’esercizio della libertà. Si tratta di una responsabilità impegnativa. Troppo spesso la libertà è presentata come un’instancabile ricerca del piacere o di nuove esperienze. Questa è una condanna, non una liberazione! La vera libertà non condannerebbe mai un individuo - soprattutto un bambino - all’insaziabile ricerca della novità’. Papa Benedetto ribadisce la contrarietà della Chiesa a quei programmi ‘che in nome del divertimento esaltano la violenza, riflettono comportamenti anti-sociali o volgarizzano la sessualità umana, è perversione, ancor di più quando questi programmi sono rivolti a bambini e adolescenti’. Ai responsabili dell’industria dei media Benedetto XVI rivolge un appello ‘affinché formino ed incoraggino i produttori a salvaguardare il bene comune, a sostenere la verità, a proteggere la dignità umana individuale e a promuovere il rispetto per le necessità della famiglia’.

domenica 12 settembre 2010

19 ottobre 2006 - La Chiesa e l'Italia, il Papa fa il punto

Benedetto XVI ha visitato oggi Verona in occasione del 4° Convegno Nazionale della Chiesa Italiana. Il Papa, nel suo lungo ed articolato discorso, ha sottolineato come questa assise rappresenti ‘una nuova tappa del cammino di attuazione del Vaticano II, un cammino proteso all’evangelizzazione, per mantenere viva e salda la fede nel popolo italiano; una tenace testimonianza, dunque, di amore per l’Italia e di operosa sollecitudine per il bene dei suoi figli’. Ma il Pontefice ha subito messo in guardia dalla ‘nuova ondata di illuminismo e di laicismo, per la quale sarebbe razionalmente valido soltanto ciò che è sperimentabile e calcolabile, mentre sul piano della prassi la libertà individuale viene eretta a valore fondamentale al quale tutti gli altri dovrebbero sottostare’. In tal modo – ha sostenuto Papa Benedetto – ‘Dio rimane escluso dalla cultura e dalla vita pubblica, e la fede in Lui diventa più difficile, anche perché viviamo in un mondo che si presenta quasi sempre come opera nostra, nel quale, per così dire, Dio non compare più direttamente, sembra divenuto superfluo, anzi estraneo’. Nonostante ciò in Italia – ha rilevato ancora Benedetto XVI – la Chiesa è ‘molto viva’ e ‘conserva una presenza capillare in mezzo alla gente di ogni età e condizione. Le tradizioni cristiane sono spesso ancora radicate e continuano a produrre frutti, mentre è in atto un grande sforzo di evangelizzazione e catechesi, rivolto in particolare alle nuove generazioni, ma ormai sempre più anche alle famiglie’. Perché il messaggio cristiano sia accolto con efficacia è necessaria una educazione capace di ‘risvegliare il coraggio delle decisioni definitive, che oggi vengono considerate un vincolo che mortifica la nostra libertà, ma in realtà sono indispensabili per crescere e raggiungere qualcosa di grande nella vita’. I no pronunciati dalla Chiesa – ha ancora spiegato il Papa - sono rivolti ’a forme deboli e deviate di amore e alle contraffazioni della libertà, come anche alla riduzione della ragione soltanto a ciò che è calcolabile e manipolabile. In verità, questi no sono piuttosto dei sì all’amore autentico’. Il rapporto tra la Chiesa e l’Italia passa anche attraverso la politica. E il Pontefice non si tira indietro al confronto specificando che essa non è ‘un agente politico’. La Chiesa invita piuttosto i ‘cristiani laici italiani a dedicarsi con generosità e con coraggio, illuminati dalla fede e dal magistero della Chiesa e animati dalla carità di Cristo’. In politica tuttavia – ha concluso Benedetto XVI – ‘occorre anche fronteggiare il rischio di scelte politiche e legislative che contraddicano fondamentali valori e principi antropologici ed etici radicati nella natura dell’essere umano, in particolare riguardo alla tutela della vita umana in tutte le sue fasi, dal concepimento alla morte naturale, e alla promozione della famiglia fondata sul matrimonio, evitando di introdurre nell’ordinamento pubblico altre forme di unione che contribuirebbero a destabilizzarla, oscurando il suo carattere peculiare e il suo insostituibile ruolo sociale’.

giovedì 26 agosto 2010

23 settembre 2006 - Il Papa riceve i Vescovi del Ciad

Incontrando i Vescovi della Conferenza Episcopale del Ciad in Visita ad Limina il Papa ha affrontato numerose questioni valide per la Chiesa africana e dell’intero pianeta. In primis l’attenzione di Benedetto XVI si è concentrata su matrimonio e famiglia. ‘È fondamentale – ha ricordato - mostrare come l'istituzione del matrimonio contribuisca al vero sviluppo delle persone e della società, e permetta di assicurare la dignità, l'uguaglianza e l'autentica libertà dell'uomo e della donna, come anche la crescita umana e spirituale dei figli’. Un altro tema caro al Papa è il mondo dei giovani la cui ‘seria formazione favorirà un rinnovamento della pastorale familiare e contribuirà a superare le difficoltà di ordine sociale, culturale o economico che, per molti fedeli, sono ostacoli al matrimonio cristiano’. Evitare scontri e violenze tra i vari gruppi che compongono il Ciad sarà possibile secondo il Pontefice attraverso ‘il riconoscimento della dignità di ognuno, dell'identità di ogni gruppo umano e religioso, e della sua libertà di praticare la propria religione’. Tutto ciò – ha concluso – ‘fa parte dei valori comuni di pace e di giustizia che devono essere promossi da tutti e nei quali i responsabili della società civile hanno un ruolo importante da svolgere’.

16 settembre 2006 - Il Papa: 'Europa ha radici cristiane'

L’udienza concessa all’ Ambasciatore di Slovenia in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali offre la possibilità al Papa di ribadire la correlazione che intercorre tra l’Europa ed il Cristianesimo. ‘Il popolo sloveno – ha spiegato Benedetto XVI - ha il diritto di affermare e far valere l’anima cristiana che ne ha plasmato l’identità e lo ha inscritto nel contesto di quell’Europa le cui radici più profonde traggono vigore dalla semente evangelica operante nel continente da quasi due millenni’. Ma, secondo il Pontefice, è necessario ribadire ai giovani l’importanza dei valori cristiani. ‘Il compito di fronte al quale si trovano i responsabili di oggi – ha sostenuto Papa Benedetto - è di individuare i metodi opportuni per coinvolgere le nuove generazioni nella conoscenza e nell’apprezzamento dei valori del passato, rendendole capaci di portare nel millennio appena iniziato il ricco patrimonio ereditato’. Non farlo – ha concluso il Papa sarebbe un errore poiché dalle ‘radici storiche’ ‘ fluisce la linfa necessaria per assicurare alla Nazione nuove stagioni feconde di frutti. In tal senso, la questione dell’istruzione dei giovani anche in merito ai valori religiosi condivisi dalla maggioranza della popolazione non va elusa’.