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giovedì 6 gennaio 2011

22 dicembre 2006 - Il Papa ripercorre il 2006

'L'anno che volge al termine rimane nella nostra memoria con la profonda impronta degli orrori della guerra svoltasi nei pressi della Terra Santa come anche in generale del pericolo di uno scontro tra culture e religioni. Il problema delle vie verso la pace è così diventato una sfida di primaria importanza per tutti coloro che si preoccupano dell'uomo'. E' la preoccupazione espressa da Benedetto XVI che ha ricevuto stamane la Curia Romana per la presentazione degli auguri natalizi. Il Papa ha ripercorso l'anno della Chiesa, parlando anche dei viaggi apostolici. Il pellegrinaggio in Polonia - ha spiegato -'è stato per me un intimo dovere di gratitudine per tutto ciò che Giovanni Paolo II ha donato a me personalmente e soprattutto alla Chiesa e al mondo'. Poi un riferimento alla visita ad Auschwitz-Birkenau dove si è tentato 'di cancellare il popolo di Israele, di vanificare così anche l’elezione da parte di Dio, di bandire Dio stesso dalla storia'. Parlando del viaggio a Valencia per il Forum delle Famiglie il Pontefice ha voluto ringraziare i 'tanti coniugi che anche oggi, nella nostra Europa, dicono sì al figlio e accettano le fatiche che questo comporta: i problemi sociali e finanziari, come anche le preoccupazioni e fatiche giorno dopo giorno; la dedizione necessaria per aprire ai figli la strada verso il futuro'. Ribadito poi il no della Chiesa alle coppie di fatto etero ed omosessuali. La tappa in Germania è stata poi occasione per parlare di Dio e del sacerdozio. Per quanto riguardo il celebato, Benedetto XVI ha ricordato che questo 'deve essere una testimonianza di fede: la fede in Dio diventa concreta in quella forma di vita che solo a partire da Dio ha un senso. Poggiare la vita su di Lui, rinunciando al matrimonio ed alla famiglia, significa che io accolgo e sperimento Dio come realtà e perciò posso portarlo agli uomini'. Infine la Turchia e il dialogo con l'Islam. 'Noi cristiani - ha osservato Papa Ratzinger - ci sentiamo solidali con tutti coloro che, proprio in base alla loro convinzione religiosa di musulmani, s'impegnano contro la violenza e per la sinergia tra fede e ragione, tra religione e libertà'.

martedì 6 luglio 2010

28 maggio 2006 - Il Papa tedesco visita Auschwitz

L'ultima tappa del Viaggio Apostolico in Polonia di Benedetto XVI è forse il momento più toccante: la visita del Papa tedesco al campo di sterminio nazista di Auschwitz. 'Prendere la parola in questo luogo di orrore, di accumulo di crimini contro Dio e contro l'uomo che non ha confronti nella storia - ha esordito un emozionato Papa Benedetto - è quasi impossibile ed è particolarmente difficile e opprimente per un cristiano, per un Papa che proviene dalla Germania. In un luogo come questo vengono meno le parole, in fondo può restare soltanto uno sbigottito silenzio – un silenzio che è un interiore grido verso Dio: Perché, Signore, hai taciuto?'. Il Papa non ha nascosto le responsabilità della Germania e ha avuto parole di fuoco nei confronti di Hitler e del nazismo. 'Io sono oggi qui - ha spiegato Papa Ratzinger - come figlio del popolo tedesco: Non potevo non venire qui. Dovevo venire. Era ed è un dovere di fronte alla verità e al diritto di quanti hanno sofferto, un dovere davanti a Dio, di essere qui come successore di Giovanni Paolo II e come figlio del popolo tedesco figlio di quel popolo sul quale un gruppo di criminali raggiunse il potere mediante promesse bugiarde, in nome di prospettive di grandezza, di ricupero dell'onore della nazione e della sua rilevanza, con previsioni di benessere e anche con la forza del terrore e dell'intimidazione, cosicché il nostro popolo poté essere usato ed abusato come strumento della loro smania di distruzione e di dominio'. Da Auschwitz l'umanità - ha auspicato Benedetto XVI - sappia trarre la giusta lezione. 'Il luogo in cui ci troviamo è un luogo della memoria, è il luogo della Shoah. Il passato non è mai soltanto passato. Esso riguarda noi e ci indica le vie da non prendere e quelle da prendere. Dietro queste lapidi - ha concluso - si cela il destino di innumerevoli esseri umani. Essi scuotono la nostra memoria, scuotono il nostro cuore. Non vogliono provocare in noi l'odio: ci dimostrano anzi quanto sia terribile l'opera dell'odio. Vogliono portare la ragione a riconoscere il male come male e a rifiutarlo; vogliono suscitare in noi il coraggio del bene, della resistenza contro il male'. Lasciato il campo di Auschwitz, Benedetto XVI si è trasferito all'aeroporto di Varsavia per imbarcarsi sul volo che lo ha riportato in Italia.

martedì 26 gennaio 2010

14 agosto 2005 - Il Papa ricorda i martiri di Auschwitz

Prendendo spunto dalle ricorrenze liturgiche di questi giorni, Benedetto XVI ha evidenziato nel corso dell'Angelus di oggi alcuni 'fulgidi esempi di eroismo evangelico'. In particolare l'attenzione del Papa si è concentrata su due santi martiri, uccisi nei lagher nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. 'Abbiamo ricordato - ha detto il Pontefice - una martire del nostro tempo, santa Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein, compatrona d’Europa, morta in campo di concentramento'. 'Proprio oggi - ha aggiunto Papa Benedetto - la liturgia ci presenta un martire della carità, che suggellò la sua testimonianza di amore a Cristo nel bunker della fame di Auschwitz: san Massimiliano Maria Kolbe, immolatosi volontariamente al posto di un padre di famiglia'.