
‘Tutti possono entrare nella vita, ma per tutti la porta è stretta. Non ci sono privilegiati. Il passaggio alla vita eterna è aperto a tutti, ma è stretto perché è esigente, richiede impegno, abnegazione, mortificazione del proprio egoismo’. Lo ha ricordato il Papa ai fedeli radunatisi a Castel Gandolfo per la recita dell’Angelus. ‘La salvezza, che Gesù ha operato con la sua morte e risurrezione, è universale. Egli – ha concluso Benedetto XVI - è l’unico Redentore e invita tutti al banchetto della vita immortale. Ma ad un’unica e uguale condizione: quella di sforzarsi di seguirlo ed imitarlo, prendendo su di sé, come Lui ha fatto, la propria croce e dedicando la vita al servizio dei fratelli’.
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