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domenica 6 febbraio 2011

22 dicembre 2008 - Il Papa: 'Le GMG segno della gioia'

In occasione dell’udienza alla Curia Romana per gli auguri natalizi il Papa ha ripercorso l’anno che va concludendosi concentrando l’attenzione sulla Giornata Mondiale della Gioventù si Sydney ‘una grande festa della fede, che ha riunito più di 200.000 giovani da tutte le parti del mondo e li ha avvicinati non solo esternamente – nel senso geografico – ma, grazie alla condivisione della gioia di essere cristiani, li ha anche avvicinati interiormente’. Queste manifestazioni spesso – ha osservato Benedetto XVI - sono viste ‘come una variante della moderna cultura giovanile, come una specie di festival rock modificato in senso ecclesiale con il Papa quale star’. In realtà – ha ribattuto il Pontefice – le GMG ‘hanno lo scopo di suscitare tali amicizie e di far sorgere in questo modo nel mondo luoghi di vita nella fede, che sono insieme luoghi di speranza e di carità vissuta’. Tutte le GMG – ha aggiunto Papa Ratzinger – sono segnate dalla gioia che ‘è il dono nel quale tutti gli altri doni sono riassunti. Essa è l’espressione della felicità, dell’essere in armonia con se stessi, ciò che può derivare solo dall’essere in armonia con Dio e con la sua creazione. Fa parte della natura della gioia l’irradiarsi, il doversi comunicare. Lo spirito missionario della Chiesa non è altro che l’impulso di comunicare la gioia che ci è stata donata’.

martedì 1 febbraio 2011

10 agosto 2008 - Dal Papa appello per la Georgia

Secondo Angelus a Bressanone per Benedetto XVI che ha ricordato la recente Giornata Mondiale della Gioventù. ‘Quei giovani – ha detto il Papa - sono stati un segno di gioia autentica, a tratti chiassosa ma sempre pacifica e positiva. Malgrado fossero tanti, non hanno causato disordini né recato alcun danno. Per essere allegri non hanno avuto bisogno di ricorrere a modi sguaiati e violenti, all’alcool e a sostanze stupefacenti. C’era in essi la gioia di incontrarsi e di scoprire insieme un mondo nuovo’. Il Pontefice ha poi confrontato quei giovani con i loro coetanei che ‘che, in cerca di false evasioni, consumano esperienze degradanti che sfociano non di rado in sconvolgenti tragedie? E’ questo un tipico prodotto dell’attuale cosiddetta società del benessere che, per colmare un vuoto interiore e la noia che lo accompagna, induce a tentare esperienze nuove, più emozionanti, più estreme. Anche le vacanze rischiano così di dissiparsi in un vano inseguire miraggi di piacere. Ma in questo modo lo spirito non riposa, il cuore non prova gioia e non trova pace, anzi, finisce per essere ancora più stanco e triste di prima’. Questa riflessione – ha spiegato Papa Ratzinger – ‘vale per noi tutti: la persona umana si rigenera veramente solo nel rapporto con Dio’. Benedetto XVI ha poi espresso preoccupazione per la situazione in Georgia. ‘E’ mio vivo auspicio – è stato il suo appello - che cessino immediatamente le azioni militari e che ci si astenga, anche in nome della comune eredità cristiana, da ulteriori confronti e ritorsioni violente, che possono degenerare in un conflitto di ancor più vasta portata; si riprenda, invece, risolutamente il cammino del negoziato e del dialogo rispettoso e costruttivo, evitando così ulteriori, laceranti sofferenze a quelle care popolazioni’. Il Papa ha chiesto l’impegno della Comunità internazionale ‘per sostenere e promuovere iniziative volte a raggiungere una soluzione pacifica e duratura, in favore di una convivenza aperta e rispettosa’.

20 luglio 2008 - GMG, il Papa: 'La vita va accolta e non distrutta'

Benedetto XVI ha presieduto la messa con i giovani all’Ippodromo di Randwick, ultima tappa ufficiale della Giornata Mondiale della Gioventù di Sydney. Parlando dello Spirito Santo, tema della GMG, il Papa ha spiegato che la sua forza ‘non cessa mai di riempire di vita la Chiesa! Attraverso la grazia dei Sacramenti della Chiesa, questa forza fluisce anche nel nostro intimo, come un fiume sotterraneo che nutre lo spirito e ci attira sempre più vicino alla fonte della nostra vera vita, che è Cristo’. Il Pontefice ha poi invitato i giovani a lasciarsi pervadere dall’amore di Dio che ‘può effondere la sua forza solo quando gli permettiamo di cambiarci dal di dentro. Noi dobbiamo permettergli di penetrare nella dura crosta della nostra indifferenza, della nostra stanchezza spirituale, del nostro cieco conformismo allo spirito di questo nostro tempo. Solo allora possiamo permettergli di accendere la nostra immaginazione e plasmare i nostri desideri più profondi. Ecco perché la preghiera è così importante’. Infine l’invito ai giovani ‘a contribuire all’edificazione di un mondo in cui la vita sia accolta, rispettata e curata amorevolmente, non respinta o temuta come una minaccia e perciò distrutta. Una nuova era in cui l’amore non sia avido ed egoista, ma puro, fedele e sinceramente libero, aperto agli altri, rispettoso della loro dignità, un amore che promuova il loro bene e irradi gioia e bellezza. Una nuova era nella quale la speranza ci liberi dalla superficialità, dall’apatia e dall’egoismo che mortificano le nostre anime e avvelenano i rapporti umani’. ‘Cari giovani amici – ha concluso Papa Ratzinger - il Signore vi sta chiedendo di essere profeti di questa nuova era, messaggeri del suo amore, capaci di attrarre la gente verso il Padre e di costruire un futuro di speranza per tutta l’umanità’.

19 luglio 2008 - GMG, il Papa ai giovani: 'Sappiate ascoltare'

Benedetto XVI ha presieduto davanti a centinaia di miglia la Veglia all’Ippodromo di Randwick, culmine della Giornata Mondiale della Gioventù. Aprendo il suo articolato discorso Benedetto XVI ha messo in guardia circa il relativismo che ‘per sua natura non riesce a vedere l’intero quadro. Ignora quegli stessi principi che ci rendono capaci di vivere e di crescere nell’unità, nell’ordine e nell’armonia’. ‘Siate vigilanti! Sappiate ascoltare! – è stato l’appello del Papa - attraverso le dissonanze e le divisioni del mondo, potete voi udire la voce concorde dell’umanità? Dal bimbo derelitto di un campo nel Darfur ad un adolescente turbato, ad un genitore in ansia in una qualsiasi periferia, o forse proprio ora dalle profondità del vostro cuore, emerge il medesimo grido umano che anela ad un riconoscimento, ad un’appartenenza, all’unità. Chi soddisfa questo desiderio umano essenziale ad essere uno, ad essere immerso nella comunione, ad essere edificato, ad essere guidato alla verità? Lo Spirito Santo! Questo è il suo ruolo: portare a compimento l’opera di Cristo. Arricchiti dei doni dello Spirito, voi avrete la forza di andare oltre le visioni parziali, la vuota utopia, la precarietà fugace, per offrire la coerenza e la certezza della testimonianza cristiana!’. Il Pontefice si è infine soffermato sul senso della vita che ‘non è semplicemente accumulare, ed è ben più che avere successo. Essere veramente vivi è essere trasformati dal di dentro, essere aperti alla forza dell’amore di Dio. Accogliendo la potenza dello Spirito Santo, anche voi potete trasformare le vostre famiglie, le comunità, le nazioni. Liberate questi doni! Fate sì che sapienza, intelletto, fortezza, scienza e pietà siano i segni della vostra grandezza!’.

19 luglio 2008 - GMG, il Papa: 'Pedofili siano portati davanti alla giustizia'

‘Nel nome della libertà ed autonomia umane, il nome di Dio viene oltrepassato in silenzio, la religione è ridotta a devozione personale e la fede viene scansata nella pubblica piazza. Talvolta una simile mentalità, così totalmente opposta all’essenza del Vangelo, può persino offuscare la nostra stessa comprensione della Chiesa e della sua missione’. E’ il grido d’allarme del Papa lanciato nell’omelia pronunciata nella messa celebrata nella Cattedrale di St. Mary a Sydney con i sacerdoti, religiosi e seminaristi. Benedetto XVI ha poi parlato dello scandalo pedofilia. Riconosco – ha ammesso il Pontefice – ‘la vergogna che tutti abbiamo sentito a seguito degli abusi sessuali sui minori da parte di alcuni sacerdoti e religiosi in questa Nazione. Davvero, sono profondamente dispiaciuto per il dolore e la sofferenza che le vittime hanno sopportato e le assicuro che, come loro Pastore, io pure condivido la loro sofferenza. Questi misfatti, che costituiscono un così grave tradimento della fiducia, devono essere condannati in modo inequivocabile. Essi hanno causato grande dolore ed hanno danneggiato la testimonianza della Chiesa’. Papa Ratzinger ha chiesto a tutti ‘di sostenere e assistere i Vescovi e di collaborare con loro per combattere questo male. Le vittime devono ricevere compassione e cura e i responsabili di questi mali devono essere portati davanti alla giustizia. E’ una priorità urgente quella di promuovere un ambiente più sicuro e più sano, specialmente per i giovani. In questi giorni, contrassegnati dalla celebrazione della Giornata Mondiale della Gioventù, siamo richiamati a riflettere su quale prezioso tesoro ci sia stato affidato nei nostri giovani, e quale grande parte della missione della Chiesa in questo Paese sia stata dedicata alla loro educazione e alla loro cura’.

18 luglio 2008 - GMG, il Papa: 'Scegliete la vita!'

‘I beni materiali, in sé, sono cose buone. Non sopravviveremmo a lungo senza denaro, abiti e un’abitazione. Per vivere abbiamo bisogno di cibo. Ma, se siamo ingordi, se rifiutiamo di condividere quanto abbiamo con l’affamato e con il povero, allora noi trasformiamo questi beni in una falsa divinità’. Così il Papa incontrando a Sydney un gruppo di ragazzi in difficoltà. Amare – ha spiegato Benedetto XVI – non è possedere l’altro. Spesso – ha aggiunto – ‘la scelta di abusare di droghe o alcool, di entrare in attività criminali può apparire come una via di uscita da una situazione di difficoltà o di confusione’. ‘Voi adesso – ha proseguito il Pontefice - sapete che, invece di portare la vita, ha portato la morte. Prendo atto volentieri del coraggio dimostrato nello scegliere di ritornare sulla via della vita, proprio come il giovane della parabola. Avete accettato l’aiuto: dagli amici o dai familiari, da quanti hanno grandemente a cuore il vostro benessere e la vostra felicità’. Adesso, ha concluso Papa Benedetto, ‘con la forza dello Spirito Santo, scegliete la vita e scegliete l’amore, e siate testimoni davanti al mondo della gioia che ne scaturisce’.

18 luglio 2008 - GMG, il Papa: 'I credenti operino per la pace'

‘In un mondo minacciato da sinistre e indiscriminate forme di violenza, la voce concorde di quanti hanno spirito religioso stimola le nazioni e le comunità a risolvere i conflitti con strumenti pacifici nel pieno rispetto della dignità umana’. Lo ha detto il Papa nel corso dell’incontro interreligioso nella Cattedrale di St. Mary, a Sydney. ‘Le religioni – ha spiegato Benedetto XVI - insegnano alla gente che l’autentico servizio richiede sacrificio e autodisciplina, che a loro volta si devono coltivare attraverso l’abnegazione, la temperanza e l’uso moderato dei beni naturali. In tal modo, uomini e donne sono portati a considerare l’ambiente come una cosa meravigliosa da ammirare e rispettare piuttosto che come una cosa utile semplicemente da consumare’.

18 luglio 2008 - GMG, il Papa: 'Promuovere i valori cristiani'

Anche la Giornata Mondiale della Gioventù di Sydney ha il suo momento ecumenico. Nella Cattedrale di St. Mary il Papa ha ribadito che ‘il cammino dell’ecumenismo mira in definitiva ad una comune celebrazione dell’Eucaristia che Cristo ha affidato ai suoi Apostoli come il Sacramento per eccellenza dell’unità della Chiesa. Anche se vi sono ancora ostacoli da superare, noi possiamo essere sicuri che un giorno una comune Eucaristia non farà che sottolineare la nostra decisione di amarci e servirci gli uni gli altri a imitazione del nostro Signore’. Benedetto XVI ha poi invitato a ‘promuovere i valori cristiani’ senza ‘trascurare di proclamarne la fonte dando comune testimonianza a Gesù Cristo Signore. È Lui che ha affidato la missione agli apostoli, è Lui del quale i profeti hanno parlato, ed è Lui che noi offriamo al mondo’.

17 luglio 2008 - GMG, il Papa: 'La vita non è casuale'

Con un discorso a 360 gradi Benedetto XVI ha salutato i giovani sul molo di Barangaroo, a Sydney. Il Papa ha innanzi tutto messo in guardia dal ‘veleno che minaccia di corrodere ciò che è buono’ come ‘l’abuso di alcool e di droghe, l’esaltazione della violenza e il degrado sessuale, presentati spesso dalla televisione e da internet come divertimento’. Il Pontefice ha poi puntato il dito contro il ‘relativismo’ che ‘dando valore in pratica indiscriminatamente a tutto, ha reso l’esperienza importante più di tutto. In realtà, le esperienze, staccate da ogni considerazione di ciò che è buono o vero, possono condurre non ad una genuina libertà, bensì ad una confusione morale o intellettuale, ad un indebolimento dei principi, alla perdita dell’autostima e persino alla disperazione’. Ai giovani Benedetto XVI ha ricordato che ‘la vita non è governata dalla sorte, non è casuale’. ‘La vostra personale esistenza è ricerca del vero, del bene e del bello. Proprio per tale fine compiamo le nostre scelte, esercitiamo la nostra libertà e in questo, cioè nella verità, nel bene e nel bello, troviamo felicità e gioia. Non lasciatevi ingannare da quanti vedono in voi semplicemente dei consumatori in un mercato di possibilità indifferenziate, dove la scelta in se stessa diviene il bene, la novità si contrabbanda come bellezza, l’esperienza soggettiva soppianta la verità’. ‘Cristo – ha ribadito il Papa - offre di più! Anzi, offre tutto! Solo lui, che è la Verità, può essere la Via e pertanto anche la Vita’. Poi un monito a chi pretende di lasciare Dio ‘in panchina’. La fede non deve essere esclusa dalla vita pubblica. ‘Il secolarismo – ha denunciato Papa Ratzinger - impone una visione globale. Se Dio è irrilevante nella vita pubblica, allora la società potrà essere plasmata secondo un’immagine priva di Dio. Ma quando Dio viene eclissato, la nostra capacità di riconoscere l’ordine naturale, lo scopo e il bene comincia a svanire’. Ogni uomo – ha concluso Benedetto XVI – anela ‘ad una visione della vita dove regni l’amore, dove i doni siano condivisi, dove si edifichi l’unità, dove la libertà trovi il proprio significato nella verità, e dove l’identità sia trovata in una comunione rispettosa. Questa è opera dello Spirito Santo! Questa è la speranza offerta dal Vangelo di Gesù Cristo!’.

17 luglio 2008 - Il Papa: 'La GMG mi riempie di fiducia'

Dopo alcuni giorni di riposo il Papa è stato accolto a Sydney con la cerimonia ufficiale di benvenuto. ‘I giovani – ha detto Benedetto XVI nel discorso inaugurale - anelano di ascoltare la parola di Dio e di imparare di più sulla loro fede cristiana. Sono desiderosi di prendere parte ad un evento che pone in evidenza i grandi ideali che li ispirano, e tornano alle loro case colmi di speranza, rinnovati nella decisione di costruire un mondo migliore. Per me è una gioia essere con loro. La Giornata Mondiale della Gioventù mi riempie di fiducia per il futuro della Chiesa e per il futuro del nostro mondo’. ’I giovani oggi – ha spiegato il Pontefice - sono di fronte ad una sconcertante varietà di scelte di vita, così che per essi talvolta è arduo sapere come meglio orientare il loro idealismo e la loro energia’. ‘È lo Spirito – ha concluso Papa Benedetto - che dona la saggezza per discernere il cammino giusto ed il coraggio per percorrerlo’.

12 luglio 2008 - Il Papa torna a condannare la pedofilia

In viaggio per Sydney dove parteciperà alla Giornata Mondiale della Gioventù, Benedetto XVI ha incontrato sul volo papale i giornalisti. Questa manifestazione – ha spiegato il Papa – ‘crea una storia, si creano amicizie, si creano nuove ispirazioni: così la GMG continua. Mi sembra questo molto importante: non vedere soltanto questi tre-quattro giorni, ma vedere tutto il cammino che precede e quello che segue. In questo senso, mi sembra, la GMG – almeno per il prossimo nostro futuro – è una formula valida che ci prepara a capire che da diversi punti di vista e da diverse parti della terra andiamo avanti verso Cristo e verso la comunione’. Dopo aver ribadito il suo ottimismo per un rilancio della fede in Occidente, il Pontefice ha condannato senza mezzi termini la pedofilia nel clero. ‘Esistono cose che sono sempre cattive – ha ammonito Papa Ratzinger - e la pedofilia è sempre cattiva. Faremo tutto il possibile per chiarire qual è l'insegnamento della Chiesa e per aiutare nell'educazione, nella preparazione al sacerdozio, nell'informazione e faremo tutto il possibile per guarire e riconciliare le vittime. Penso che questo sia il senso fondamentale del chiedere scusa. Penso che sia meglio e più importante il contenuto della formula e penso che il contenuto debba spiegare in cosa il nostro comportamento è stato carente, che cosa dobbiamo fare in questo momento, in che modo prevenire e come guarire e riconciliare’.

6 luglio 2008 - Il Papa: 'Il G8 guardi ai Paesi poveri'

Il Papa ha parlato all'Angelus della imminente Giornata Mondiale della Gioventù. Questa manifestazione - ha osservato Benedetto XVI - 'si preannuncia come una rinnovata Pentecoste: sono certo che da ogni angolo della terra i cattolici si uniranno a me e ai giovani raccolti, come in un Cenacolo, a Sydney invocando intensamente lo Spirito Santo, affinché inondi i cuori di luce interiore, di amore per Dio e per i fratelli, di coraggiosa iniziativa nell’introdurre l’eterno messaggio di Gesù nella varietà delle lingue e delle culture'. Il Pontefice ha poi ricordato l'apertura del G8 in Giappone. 'In questi giorni - ha detto Papa Benedetto - si sono alzate numerose voci per chiedere che si realizzino gli impegni assunti nei precedenti appuntamenti del G8 e si adottino coraggiosamente tutte le misure necessarie per vincere i flagelli della povertà estrema, della fame, delle malattie, dell’analfabetismo, che colpiscono ancora tanta parte dell’umanità'. 'Mi unisco anch’io - ha aggiunto il Papa - a questo pressante appello alla solidarietà! Mi rivolgo quindi ai partecipanti all’incontro di Hokkaido-Toyako, affinché al centro delle loro deliberazioni mettano i bisogni delle popolazioni più deboli e più povere, la cui vulnerabilità è oggi accresciuta a causa delle speculazioni e delle turbolenze finanziarie e dei loro effetti perversi sui prezzi degli alimenti e dell’energia. Auspico che generosità e lungimiranza aiutino a prendere decisioni atte a rilanciare un equo processo di sviluppo integrale, a salvaguardia della dignità umana'.

sabato 6 febbraio 2010

22 dicembre 2005 - Il Papa ripercorre il 2005 della Chiesa

Nella consueta udienza per la presentazione degli auguri natalizi alla Curia Romana è occasione per Benedetto XVI di tracciare il bilancio del 2005 che va concludendosi. Il primo pensiero del Papa va al suo predecessore, Giovanni Paolo II. L'attenzione si sposta successivamente al grande raduno dei giovani a Colonia. Il Pontefice lo ricorda con parole cariche d'affetto. 'La Giornata Mondiale della Gioventù - racconta Papa Benedetto - è rimasta nella memoria di tutti coloro che erano presenti come un grande dono. Oltre un milione di giovani si radunarono nella Città di Colonia, situata sul fiume Reno, e nelle città vicine per ascoltare insieme la Parola di Dio, per pregare insieme, per ricevere i sacramenti della Riconciliazione e dell'Eucaristia, per cantare e festeggiare insieme, per gioire dell’esistenza e per adorare e ricevere il Signore eucaristico durante i grandi incontri del sabato sera e della domenica. Durante tutti quei giorni regnava semplicemente la gioia. A prescindere dai servizi d'ordine, la polizia non ebbe niente da fare – il Signore aveva radunato la sua famiglia, superando sensibilmente ogni frontiera e barriera e, nella grande comunione tra di noi, ci aveva fatto sperimentare la sua presenza'. Il 2005 coincide con il quarantesimo anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II e, ovviamente, questo avvenimento non sfugge all'attenzione del Pontefice che si pone alcune domande. 'Qual è stato il risultato del Concilio? È stato recepito nel modo giusto? Che cosa, nella recezione del Concilio, è stato buono, che cosa insufficiente o sbagliato? Che cosa resta ancora da fare? Nessuno può negare che, in vaste parti della Chiesa, la recezione del Concilio si è svolta in modo piuttosto difficile'. Ma il Concilio ha lasciato alla Chiesa l'impegno 'di esprimere in modo nuovo una determinata verità esige una nuova riflessione su di essa e un nuovo rapporto vitale con essa; è chiaro pure che la nuova parola può maturare soltanto se nasce da una comprensione consapevole della verità espressa e che, d’altra parte, la riflessione sulla fede esige anche che si viva questa fede'. Infine Papa Benedetto ricorda la sua elezione, ancora una volta con l'emozione del primo giorno, al soglio pontificio. 'Devo forse ancora far memoria di quel 19 aprile di quest'anno, in cui il Collegio Cardinalizio, con mio non piccolo spavento, mi ha eletto a successore di Papa Giovanni Paolo II, a successore di san Pietro sulla cattedra del Vescovo di Roma? Un tale compito stava del tutto fuori di ciò che avrei mai potuto immaginare come mia vocazione. Così, fu soltanto con un grande atto di fiducia in Dio che potei dire nell'obbedienza il mio "sì" a questa scelta. Come allora, così chiedo anche oggi a tutti Voi la preghiera, sulla cui forza e sostegno io conto. Al contempo desidero ringraziare di cuore in quest'ora tutti coloro che mi hanno accolto e mi accolgono tuttora con tanta fiducia, bontà e comprensione, accompagnandomi giorno per giorno con la loro preghiera'.

mercoledì 27 gennaio 2010

24 agosto 2005 - GMG, il Papa traccia il bilancio

L'Udienza Generale di quest'oggi è l'occasione per il Papa di fare un bilancio della Giornata Mondiale della Gioventu'. E Benedetto XVI non nasconde la propria soddisfazione. Dopo aver ricordato tutte le tappe di questo pellegrinaggio tedesco, il Pontefice ha osservato come 'dal cuore della vecchia Europa, che nel secolo scorso, purtroppo, ha conosciuto orrendi conflitti e regimi disumani, i giovani hanno rilanciato all’umanità del nostro tempo il messaggio della speranza che non delude, perché fondata sulla Parola di Dio fattasi carne in Gesù Cristo, morto e risorto per la nostra salvezza'. Concludendo il suo intervento il Papa non ha nascosto di confidare 'che, grazie alla forza dello Spirito Santo e all’aiuto materno della Vergine Maria, potremo assistere ad una primavera di speranza in Germania, in Europa e nel mondo intero'.

martedì 26 gennaio 2010

21 agosto 2005 - GMG, il Papa lascia la Germania

Si è conclusa la prima Giornata Mondiale della Gioventu' del Pontificato di Benedetto XVI. E per il Papa è il momento dei saluti. All'aeroporto di Colonia il Pontefice si accomiata dal suo Paese e nel farlo ricorda come 'noi tutti siamo consapevoli del male derivato dalla nostra patria nel Novecento, e lo riconosciamo con vergogna e dolore. Ma in questi giorni, grazie a Dio, si è mostrato largamente che esisteva ed esiste anche l’altra Germania – un Paese di singolari risorse umane, culturali e spirituali'. Tra i tanti ringraziamenti, uno è particolare. 'Un grazie speciale - dice Papa Ratzinger - indirizzo con affetto ai giovani tedeschi, che in vario modo si sono resi disponibili per l’accoglienza dei loro coetanei e con loro hanno condiviso momenti di fede che possiamo qualificare memorabili'.

21 agosto 2005 - Il Papa: 'La Chiesa tedesca guardi al futuro'

Conclusi gli incontri con i giovani, Benedetto XVI si rivolge - prima di partire per Roma - alla Conferenza Episcopale Tedesca. In Germania, ammette il Papa, la Chiesa ha problemi ma 'nonostante tutte le cose discutibili che possono esserci, esiste veramente una Chiesa viva, una Chiesa che possiede molti aspetti positivi, nella quale così tante persone sono pronte a impegnarsi per la propria fede e a impiegare il loro tempo libero, anche a donare denaro e qualcosa dei loro averi, semplicemente per contribuirvi con la propria esistenza'. Il Papa sottolinea ciò che non va. 'Sappiamo - spiega - che secolarismo e scristianizzazione progrediscono, che il relativismo cresce, che l'influsso dell'etica e della morale cattoliche diminuisce sempre più. Non poche persone abbandonano la Chiesa, o se vi rimangono, accettano soltanto una parte dell'insegnamento cattolico, scegliendo solo alcuni aspetti del cristianesimo. Preoccupante rimane la situazione religiosa nell'Est, dove, come sappiamo, la maggioranza della popolazione non è battezzata e non ha alcun contatto con la Chiesa e, spesso, non conosce affatto né Cristo né la Chiesa'. Ai Vescovi il Pontefice lancia una 'sfida': 'Riconosciamo - dice - in queste realtà altrettante sfide'. Infine un invito, la Chiesa tedesca guardi al futuro. 'Vogliamo essere una Chiesa aperta al futuro, ricca di promesse per le nuove generazioni. Non si tratta di un giovanilismo, che in fondo è ridicolo, ma di una autentica giovinezza che fluisce dalla fonte dell'eternità, che è sempre nuova, che deriva dalla trasparenza di Cristo nella sua Chiesa'.

21 agosto 2005 - GMG, il Papa: 'No alla religione fai da te'

La Giornata Mondiale della Gioventu' giunge al suo culmine con la messa presieduta da Benedetto XVI alla spianata di Marienfeld. Ai ragazzi il Papa assegna, o meglio rammenta, una missione. 'Chi ha scoperto Cristo - dice - deve portare altri verso di Lui. Una grande gioia non si può tenere per sé. Bisogna trasmetterla'. Nel mondo di oggi, aggiunge il Pontefice, assistiamo a 'una strana dimenticanza di Dio. Sembra che tutto vada ugualmente anche senza di Lui. Ma al tempo stesso esiste anche un sentimento di frustrazione, di insoddisfazione di tutto e di tutti. Vien fatto di esclamare: Non è possibile che questa sia la vita! Davvero no'. Ma il Papa, con grande realismo, mette in guardia i giovani da quello che chiama 'boom religioso'. 'Non voglio screditare tutto ciò che c’è in questo contesto. Può esserci anche la gioia sincera della scoperta. Ma, per dire il vero - argomenta Benedetto XVI - non di rado la religione diventa quasi un prodotto di consumo. Si sceglie quello che piace, e certuni sanno anche trarne un profitto. Ma la religione cercata alla maniera del fai da te alla fin fine non ci aiuta. È comoda, ma nell’ora della crisi ci abbandona a noi stessi. Aiutate gli uomini a scoprire la vera stella che ci indica la strada: Gesù Cristo! Cerchiamo noi stessi di conoscerlo sempre meglio per poter in modo convincente guidare anche gli altri verso di Lui'.

20 agosto 2005 - GMG, il Papa: 'La vera rivoluzione viene da Dio'

La Giornata Mondiale della Gioventu' entra nel vivo con la veglia presieduta dal Papa alla spianata di Marienfeld. Alle centinaia di migliaia di giovani presenti Benedetto XVI ha spiegato come 'solo da Dio viene la vera rivoluzione, il cambiamento decisivo del mondo'. 'Non sono le ideologie che salvano il mondo - ha aggiunto Papa Benedetto - ma soltanto il volgersi al Dio vivente, che è il nostro creatore, il garante della nostra libertà, il garante di ciò che è veramente buono e vero. La rivoluzione vera consiste unicamente nel volgersi senza riserve a Dio che è la misura di ciò che è giusto e allo stesso tempo è l’amore eterno'. Il Pontefice ha ricordato poi come 'sono molti coloro che parlano di Dio; nel nome di Dio si predica anche l’odio e si esercita la violenza. Perciò è importante scoprire il vero volto di Dio'. 'Non costruiamo un Dio privato - ha sottolineato ancora il Papa - non ci costruiamo un Gesù privato, ma crediamo e ci prostriamo davanti a quel Gesù che ci viene mostrato dalle Sacre Scritture e che nella grande processione dei fedeli chiamata Chiesa si rivela vivente'. In conclusione una annotazione che puo' sembrare curiosa, ma che curiosa non è. 'In fondo - ha ammesso Benedetto XVI - è consolante il fatto che esista la zizzania nella Chiesa. Così, con tutti i nostri difetti possiamo tuttavia sperare di trovarci ancora nella sequela di Gesù, che ha chiamato proprio i peccatori. La Chiesa è come una famiglia umana, ma è anche allo stesso tempo la grande famiglia di Dio, mediante la quale Egli forma uno spazio di comunione e di unità attraverso tutti i continenti, le culture e le nazioni. Perciò siamo lieti di appartenere a questa grande famiglia che vediamo qui; siamo lieti di avere fratelli e amici in tutto il mondo. Lo sperimentiamo proprio qui a Colonia quanto sia bello appartenere ad una famiglia vasta come il mondo'.

19 agosto 2005 - GMG, il Papa incontra i seminaristi

Il 'tour' tedesco di Benedetto XVI prosegue con l'incontro con i seminaristi di Colonia. A loro il Papa ricorda l'importanza della formazione al ministero presbiterale. 'Il suo scopo più profondo - sottolinea il Pontefice - è di far conoscere intimamente quel Dio che in Gesù Cristo ci ha mostrato il suo volto. Per questo è necessario uno studio approfondito della Sacra Scrittura come anche della fede e della vita della Chiesa, nella quale la Scrittura permane come parola vivente. Tutto ciò deve collegarsi con le domande della nostra ragione e quindi con il contesto della vita umana di oggi'. 'Questo studio, a volte, può sembrare faticoso, ma esso - ricorda Papa Benedetto - costituisce una parte insostituibile del nostro incontro con Cristo e della nostra chiamata ad annunciarlo'. Ai seminaristi Benedetto XVI rivolge un appello. 'Ricordatevi sempre le parole di Gesù: Rimanete nel mio amore. Se rimarrete vicino a Cristo, con Cristo e in Cristo - conclude il Pontefice - porterete molto frutto, come Egli ha promesso'.

18 agosto 2005 - GMG, il Papa ai giovani: 'Aprite le porte a Cristo'

Il primo incontro della GMG tra il Papa ed i giovani si svolge su un battello in navigazione sul Reno. Ai giovani Benedetto XVI ripete l'appello lanciato concludendo l'omelia pronunciata nel corso della Messa di inizio Pontificato. 'A tutti vorrei dire con insistenza: spalancate il vostro cuore a Dio, lasciatevi sorprendere da Cristo! Concedetegli il diritto di parlarvi durante questi giorni! Aprite le porte della vostra libertà al suo amore misericordioso! Esponete le vostre gioie e le vostre pene a Cristo, lasciando che Egli illumini con la sua luce la vostra mente e tocchi con la sua grazia il vostro cuore. In questi giorni benedetti di condivisione e di gioia, fate l’esperienza liberatrice della Chiesa come luogo della misericordia e della tenerezza di Dio verso gli uomini. Nella Chiesa e mediante la Chiesa raggiungerete Cristo che vi aspetta'. 'Cristo - ripete oggi il Successore di Pietro -nulla toglie di quanto avete in voi di bello e di grande, ma porta tutto a perfezione per la gloria di Dio, la felicità degli uomini, la salvezza del mondo'.