lunedì 31 gennaio 2011

27 giugno 2008 - Il Card. Ruini lascia il Vicariato di Roma

Importante tornata di nomine nella Curia Romana. Dopo 17 anni il Cardinale Camillo Ruini ha rassegnato le dimissioni – per raggiunti limiti di età - dagli incarichi di Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma e di Arciprete della Papale Arcibasilica Lateranense. Il Papa ha nominato successore del Cardinale Ruini il Cardinale Agostino Vallini, finora Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Al Cardinale Vallini succede invece Mons. Raymond Leo Burke, fino ad oggi Arcivescovo di Saint Louis.

24 giugno 2008 - Il Papa spiega il senso del timore di Dio

Nel corso dell’Angelus il Papa ha affrontato la questione del timore di Dio. Questo comportamento – ha spiegato Benedetto XVI – ‘coincide con la fede in Lui, con il sacro rispetto per la sua autorità sulla vita e sul mondo. Essere senza timor di Dio equivale a mettersi al suo posto, a sentirsi padroni del bene e del male, della vita e della morte’. Secondo il Pontefice ‘chi teme Dio avverte in sé la sicurezza che ha il bambino in braccio a sua madre: chi teme Dio è tranquillo anche in mezzo alle tempeste, perché Dio, come Gesù ci ha rivelato, è Padre pieno di misericordia e di bontà. Chi lo ama non ha paura’.

19 giugno 2008 - Il Papa riceve il Presidente del Congo

Il Papa ha incontrato oggi in Vaticano il Presidente della Repubblica Democratica del Congo Joseph Kabila Kabange. ‘Al centro dei colloqui – fa sapere la Sala Stampa della Santa Sede - è stata la situazione politica e sociale del Paese, con particolare riferimento alle province orientali del Nord Kivu e Sud Kivu. A questo riguardo è stata ribadita la priorità del rispetto dei diritti umani per porre fine alle sofferenze della popolazione civile e costruire una società più giusta e solidale. Non è mancato un accenno all’aspetto regionale della questione, auspicando che la prossima entrata in vigore del Patto sulla sicurezza, la stabilità e lo sviluppo nella Regione dei Grandi Laghi segni una svolta decisiva nella promozione della pace e del bene di tutti i suoi abitanti’.

19 giugno 2008 - Il Papa: 'Pace e stabilità per il Medio Oriente'

Auspico ‘che il Libano sappia rispondere con coraggio alla sua vocazione di essere, per il Medio Oriente e per il mondo intero, un segno della possibilità effettiva di una coesistenza pacifica e costruttiva fra gli uomini’. E’ il nuovo appello lanciato dal Papa in occasione, questa volta, nel corso dell’udienza all’Assemblea della Riunione delle Opere per l’Aiuto alle Chiese Orientali. Benedetto XVI si è poi appellato ai governi del Medio Oriente affinchè si adoperino per la ‘pace e la stabilità sociale nel rispetto dei diritti fondamentali della persona, compresa una reale libertà religiosa. E’ la pace, del resto, l’unica via per affrontare anche il grave problema dei profughi e dei rifugiati, e per fermare l’emigrazione, specialmente cristiana, che ferisce pesantemente le Chiese Orientali’.

17 giugno 2008 - Cambio della guardia all'Accademia per la Vita

Benedetto XVI ha accettato le dimissioni per raggiunti limiti di età di Mons. Elio Sgreccia dall’incarico di Presidente della Pontificia Accademia per la Vita. Il Papa ha chiamato a succedergli Mons. Salvatore Fisichella, Rettore della Pontificia Università Lateranense, finora Ausiliare della Diocesi di Roma.

16 giugno 2008 - Il Papa: 'Cancellare il debito dei Paesi poveri'

Ricevendo in udienza il nuovo Ambasciatore del Camerun, Benedetto XVI ha auspicato che ‘le Istituzioni internazionali, con le quali le Autorità nazionali lavorano in vista di accordi aventi come obiettivo una riduzione o una cancellazione del debito e una ripartizione più equa delle ricchezze, permettano alla sua cara nazione di trovare un nuovo slancio economico e sociale, per il bene di tutti i suoi abitanti e per dare ai giovani una speranza nuova in un futuro migliore’. Il Papa ha poi parlato dell’AIDS assicurando la piena disponibilità della Chiesa a mettere a disposizione ‘tutti i mezzi di cui dispone per offrire un'educazione adeguata su questi temi’.

15 giugno 2008 - Il Papa: 'Preghiera è alimento della fede'

‘Cristo, al quale avete consacrato la vita, è con voi! In Lui noi tutti crediamo, a Lui solo affidiamo la nostra vita, Lui vogliamo annunciare al mondo. Cristo, che è la Via , la Verità e la Vita sia il tema del nostro pensare, l’argomento del nostro parlare, il motivo del nostro vivere’. Con queste parole il Papa ha esortato i sacerdoti nel corso dell’incontro con il clero a Brindisi. La preghiera sia l’alimento della fede, ha aggiunto Benedetto XVI chiedendo ai sacerdoti di essere ‘modelli di preghiera, diventate maestri di preghiera. Le vostre giornate siano scandite dai tempi dell’orazione, durante i quali, sul modello di Gesù, vi intrattenete in un colloquio rigenerante con il Padre. So che non è facile mantenersi fedeli a questi quotidiani appuntamenti con il Signore, soprattutto oggi che il ritmo della vita si è fatto frenetico e le occupazioni assorbono in misura sempre maggiore. Dobbiamo tuttavia convincerci: il momento della preghiera è il più importante nella vita del sacerdote’.

15 giugno 2008 - Il Papa: 'Compassione cristiana è solidarietà e condivisione'

Celebrando la messa alla Banchina di Sant’Apollinare a Brindisi, il Papa ha ricordato ai fedeli convenuti che la Chiesa 'è chiamata e inviata a instaurare il Regno della vita e a scacciare il dominio della morte, perché trionfi nel mondo la vita di Dio. Trionfi Dio che è Amore'. Secondo Benedetto XVI 'quest’opera di Cristo è sempre silenziosa, non è spettacolare; proprio nell’umiltà dell’essere Chiesa, del vivere ogni giorno il Vangelo, cresce il grande albero della vera vita'. Il Pontefice ha infine spiegato che 'la compassione cristiana non ha niente a che vedere col pietismo, con l’assistenzialismo. Piuttosto, è sinonimo di solidarietà e di condivisione, ed è animata dalla speranza'.

14 giugno 2008 - Il Papa ai giovani: 'Date vita a una società giusta'

Giunto a Brindisi, il Papa ha incontrato i giovani ai quali ha ricordato l'importanza del valore della vita e della famiglia 'esposta oggi al convergente attacco di numerose forze che cercano di indebolirla'. 'Quanto è necessario ed urgente - ha aggiunto Benedetto XVI - che tutte le persone di buona volontà si impegnino a salvaguardare la famiglia, solida base su cui costruire la vita dell’intera società!'. Il Pontefice ha poi ricordato le difficoltà vissute da molti giovani del meridione, su tutte la disoccupazione.
'Allo stesso modo - ha aggiunto - so che la vostra giovinezza è insidiata dal
richiamo di facili guadagni, dalla tentazione di rifugiarsi in paradisi artificiali o di lasciarsi attrarre da forme distorte di soddisfazione materiale. Non lasciatevi irretire dalle insidie del male! Ricercate piuttosto un’esistenza ricca di valori, per dare vita ad una società più giusta e più aperta al futuro. Mettete a frutto i doni di cui Dio vi ha dotato con la giovinezza: la forza, l’intelligenza, il coraggio, l’entusiasmo e la voglia di vivere'. 'E’ a partire da questo bagaglio, contando sempre sul sostegno divino - ha concluso Papa Ratzinger - che potete alimentare in voi e attorno a voi la speranza. Dipende da voi e dal vostro cuore far sì che il progresso si tramuti in un bene maggiore per tutti. E la via del bene – voi lo sapete - ha un nome: si chiama amore'.

14 giugno 2008 - Il Papa: 'Il bene porta frutti nel lungo periodo'

Visita pastorale di due giorni di Benedetto XVI in Puglia. Il primo appuntamento pubblico è stato la celebrazione della messa presso il Santuario di Santa Maria de finibus terrae di Santa Maria di Leuca. Qui il Papa ha osservato che 'i confini geografici, culturali, etnici, addirittura i confini religiosi sono per la Chiesa un invito all’evangelizzazione nella prospettiva della comunione delle diversità'. 'La Chiesa - ha ricordato il Pontefice - è nata a Pentecoste, è nata universale e la sua vocazione è parlare tutte le lingue del mondo. La Chiesa esiste per essere una benedizione a beneficio di tutti i popoli della terra'. Si è testimoni efficaci - ha specificato Papa Ratzinger - proporziolamente all'intensità dell'amore. 'A nulla vale proiettarsi fino ai confini della terra - ha ricordato il Papa - se prima non
ci si vuole bene e non ci si aiuta gli uni gli altri all’interno della comunità
cristiana. Il bene vince e, se a volte può apparire sconfitto dalla sopraffazione e dalla furbizia, in realtà continua ad operare nel silenzio e nella discrezione portando frutti nel lungo periodo'.

13 giugno 2008 - Il Papa riceve George W. Bush

A poco meno di due mesi dall'incontro alla Casa Bianca, Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano il presidente degli Stati Uniti George W. Bush. 'Nel cordiale colloquio - ga sapere la Sala Stampa della Santa Sede - si è parlato dei principali temi di politica internazionale: le relazioni fra gli Stati Uniti d’America e l’Europa, il Medio Oriente e l’impegno per la pace nella Terra Santa, la globalizzazione, la crisi alimentare ed il commercio internazionale, l’attuazione degli obiettivi del Millennio'.

9 giugno 2008 - Il Papa: 'L'amore redime l'uomo'

Aprendo il convegno della Diocesi di Roma sul tema: "Gesù è risorto: educare alla speranza nella preghiera, nell’azione, nella sofferenza", Benedetto XVI ha osservato che 'sarebbe insensato negare o minimizzare l’enorme contributo delle scienze e tecnologie alla trasformazione del mondo e delle nostre concrete condizioni di vita, ma sarebbe altrettanto miope ignorare che i loro progressi mettono nelle mani dell’uomo anche abissali possibilità di male e che, in ogni caso, non sonole scienze e le tecnologie a poter dare un senso alla nostra vita e a poterci insegnare a distinguere il bene dal male'. Pertanto, secondo il Papa, 'non è la scienza ma l’amore a redimere l’uomo e questo vale anche nell’ambito terreno e intramondano'. La società odierna - ha aggiunto il Pontefice - tende ad escludere Dio, ma quando 'è lasciato da parte nessuna delle cose che veramente ci premono può trovare una stabile collocazione, tutte le nostre grandi e piccole speranze poggiano sul vuoto. Per educare alla speranza è dunque anzitutto necessario aprire a Dio il nostro cuore, la nostra intelligenza e tutta la nostra vita, per essere così, in mezzo ai nostri fratelli, suoi credibili testimoni'. Infine Papa Benedetto ha parlato del rapporto con la sofferenza in cui 'si determina la misura della nostra umanità. Alla fede cristiana spetta questo merito storico, di aver suscitato nell’uomo, in maniera nuova e a una profondità nuova, la capacità di condividere anche interiormente la sofferenza dell’altro, che così non è più solo nella sua sofferenza, e anche di soffrire per amore del bene, della verità e della giustizia'.

7 giugno 2008 - Il Papa: 'La fede non è una teoria'

'La modernità non è un semplice fenomeno culturale, storicamente datato; essa in realtà implica una nuova progettualità, una più esatta comprensione della natura dell’uomo'. Lo ha detto Benedetto XVI ricevendo in udienza i partecipanti al VI Simposio Europeo dei Docenti Universitari. 'La fede cristiana - ha rilevato il Papa - non può essere rinchiusa nel mondo astratto delle teorie, ma deve essere calata in un’esperienza storica concreta che raggiunga l’uomo nella verità più profonda della sua esistenza'. Secondo il Pontefice infine 'il nuovo dialogo tra fede e ragione, oggi richiesto, non può avvenire nei termini e nei modi in cui si è svolto in passato. Esso, se non vuole ridursi a sterile esercizio intellettuale, deve partire dall’attuale situazione concreta dell’uomo, e su di essa sviluppare una riflessione che ne raccolga la verità ontologico-metafisica'.

domenica 30 gennaio 2011

7 giugno 2008 - Il Card. Antonelli Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia

Il Cardinale Ennio Antonelli, finora Arcivescovo di Firenze, è il nuovo Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia. La nomina è stata firmata da Benedetto XVI che ha così colmato il vuoto lasciato al vertice del dicastero dopo la morte, nell’aprile scorso, del Cardinale colombiano Alfonso Lopez Trujillo.

7 giugno 2008 - Il Papa: 'La Chiesa è pervasa dall'amore'

‘È l'amore di Cristo che esorta la Chiesa a raggiungere ogni essere umano senza distinzione, oltre i confini della Chiesa visibile. La fonte della missione della Chiesa è l'amore divino. Questo amore è rivelato in Cristo e reso presente dall'azione dello Spirito Santo. Tutte le attività della Chiesa sono pervase dall'amore’. Così il Papa nel corso dell’udienza alla Plenaria del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. Secondo Benedetto XVI il dialogo tra le fedi ‘offre opportunità di esprimere gli ideali più elevati di ogni tradizione religiosa. Assistere i malati, recare soccorso alle vittime dei disastri naturali o della violenza, prendersi cura degli anziani e dei poveri: queste sono alcune delle aree in cui le persone di differenti religioni collaborano’. ‘Incoraggio – ha concluso il Pontefice - quanti sono ispirati dall'insegnamento delle loro religioni ad aiutare i membri sofferenti della società’.

6 giugno 2008 - Il Papa riceve Silvio Berlusconi

Benedetto XVI ha ricevuto il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana Silvio Berlusconi. Nel darne notizia la Sala Stampa Vaticana ha riferito che ‘nel corso dei cordiali colloqui sono stati affrontati temi che riguardano la situazione italiana e il contributo della Chiesa cattolica alla vita del Paese. Vi è stato, infine, un esame di aspetti dell’attuale quadro internazionale, come la situazione in Medio Oriente e le prospettive di sviluppo spirituale, etico e sociale del continente europeo’. ‘Le due Parti – conclude la nota della Santa Sede - hanno ribadito la volontà di continuare la costruttiva collaborazione a livello bilaterale e nel contesto della comunità internazionale’.

3 giugno 2008 - Il Papa: 'Fame e malnutrizione inaccettabili'

In un messaggio alla Conferenza della FAO sulla sicurezza alimentare mondiale Benedetto XVI ha osservato che ‘la crescente globalizzazione dei mercati non sempre favorisce la disponibilità di alimenti ed i sistemi produttivi sono spesso condizionati da limiti strutturali, nonché da politiche protezionistiche e da fenomeni speculativi che relegano intere popolazioni ai margini dei processi di sviluppo. Alla luce di tale situazione, occorre ribadire con forza che la fame e la malnutrizione sono inaccettabili in un mondo che, in realtà, dispone di livelli di produzione, di risorse e di conoscenze sufficienti per mettere fine a tali drammi ed alle loro conseguenze’. Ricordando che ‘ogni persona ha diritto alla vita’ il Papa ha invitato a ‘promuovere l’effettiva attuazione di tale diritto’ aiutando ‘le popolazioni che soffrono per la mancanza di cibo a divenire gradualmente capaci di soddisfare le proprie esigenze di un’alimentazione sufficiente e sana’. La causa principale della fame si combatte – ha aggiunto il Pontefice – con ‘la tutela della persona’ sradicando cioè ‘quella chiusura dell'essere umano nei confronti dei propri simili che dissolve la solidarietà, giustifica i modelli di vita consumistici e disgrega il tessuto sociale, preservando, se non addirittura approfondendo, il solco di ingiusti equilibri e trascurando le più profonde esigenze del bene’.

31 maggio 2008 - Il Papa: 'L'interesse economico non sia mai esclusivo'

‘Al centro di ogni programmazione economica occorre che ci sia sempre la persona, creata a immagine di Dio e da Lui voluta per custodire ed amministrare le immense risorse del creato. Solo una condivisa cultura della partecipazione responsabile e attiva può permettere ad ogni essere umano di sentirsi non fruitore o passivo testimone, ma attivo collaboratore nel processo di sviluppo mondiale’. Lo ha detto il Papa incontrando la Fondazione Centesimus Annus - Pro Pontifice. Secondo Benedetto XVI ‘l’interesse economico e commerciale non deve mai divenire esclusivo, perché verrebbe a mortificare di fatto la dignità umana. La grande sfida oggi è globalizzare non solo gli interessi economici e commerciali, ma anche le attese di solidarietà, nel rispetto e nella valorizzazione dell’apporto di ogni componente della società’.

31 maggio 2008 - Il Papa: 'Combattere il dramma della fame'

Ricevendo l’Ambasciatore del Guatemala il Papa è tornato a parlare del dramma della fame chiedendo al mondo di ‘porre rimedio alla denutrizione di numerosi bambini’. ‘Il diritto all'alimentazione – ha spiegato Benedetto XVI - risponde principalmente a una motivazione etica che spinge a condividere i beni materiali quale segno dell'amore di cui tutti abbiamo bisogno’. ‘L’obiettivo di sradicare la fame e, allo stesso tempo, di poter contare su un'alimentazione sana e sufficiente – ha aggiunto - richiede anche metodi e azioni specifici che consentano uno sfruttamento delle risorse che rispetti il patrimonio del creato’. Il diritto all’alimentazione – ha ancora osservato il Pontefice – ‘è intrinsecamente vincolato alla tutela e alla difesa della vita umana, roccia salda e inviolabile su cui si fonda tutto l'edificio dei diritti umani. Non sarà mai, quindi, sufficiente lo sforzo che occorre compiere per assistere le madri, soprattutto quelle che si trovano in gravi difficoltà, in modo che possano mettere al mondo la propria prole con dignità, evitando così l'ingiustificabile ricorso all'aborto. In tal senso, salvaguardare la vita umana, in particolare quella del nascituro, la cui innocenza e vulnerabilità sono maggiori, è un compito sempre attuale’.

29 maggio 2008 - Il Papa: 'Anche in Italia c'è emergenza educativa'

‘In Italia è fortemente avvertita quella che possiamo definire una vera e propria emergenza educativa. Quando, infatti, in una società e in una cultura segnate da un relativismo pervasivo e non di rado aggressivo, sembrano venir meno le certezze basilari, i valori e le speranze che danno un senso alla vita, si diffonde facilmente, tra i genitori come tra gli insegnanti, la tentazione di rinunciare al proprio compito, e ancor prima il rischio di non comprendere più quale sia il proprio ruolo e la propria missione’. E’ l’allarme lanciato dal Papa incontrando i Membri dell’Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana. Per arginare l’emergenza occorre – secondo Benedetto XVI – ‘dare un più spiccato profilo di evangelizzazione alle molte forme e occasioni di incontro e di presenza che tuttora abbiamo con il mondo giovanile’. Anche ‘l’Italia – ha osservato il Pontefice - ha bisogno di uscire da un periodo difficile, nel quale è sembrato affievolirsi il dinamismo economico e sociale, è diminuita la fiducia nel futuro ed è cresciuto invece il senso di insicurezza per le condizioni di povertà di tante famiglie, con la conseguente tendenza di ciascuno a rinchiudersi nel proprio particolare’. Dopo aver apprezzato il mutato clima politico, Papa Benedetto ha incoraggiato ‘incoraggiare l'affermarsi di una cultura favorevole, e non ostile, alla famiglia e alla vita’ invitando le istituzioni ad ‘una politica coerente ed organica che riconosca alla famiglia quel ruolo centrale che essa svolge nella società, in particolare per la generazione ed educazione dei figli: di una tale politica l'Italia ha grande e urgente bisogno. Forte e costante deve essere ugualmente il nostro impegno per la dignità e la tutela della vita umana in ogni momento e condizione, dal concepimento e dalla fase embrionale alle situazioni di malattia e di sofferenza e fino alla morte naturale’.

29 maggio 2008 - Dal Papa monito ai Paesi ricchi

Ricevendo in udienza i nuovi Ambasciatori presso la Santa Sede il Papa ha ricordato che ‘la misura principale in materia politica è la ricerca della giustizia, affinché vengano sempre rispettati la dignità e i diritti di ogni essere umano e tutti gli abitanti di un Paese possano prendere parte alla ricchezza nazionale’. Benedetto XVI poi lanciato un monito ai Paesi ricchi che ‘non possono appropriarsi, solo per loro, di ciò che proviene da altre terre. È un dovere di giustizia e di solidarietà che la comunità internazionale sia vigile sulla distribuzione delle risorse, con un'attenzione per le condizioni propizie allo sviluppo dei Paesi che ne hanno più bisogno’.

25 maggio 2008 - Il Papa ricorda i cattolici cinesi

Al termine dell’Angelus il Papa ha salutato i cinesi convenuti in piazza San Pietro in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina. Dopo aver ricordato quanti hanno perso la vita nel terribile sisma che ha sconvolto la Cina giorni fa, Benedetto XVI ha invocato la protezione della Madonna su quanti nonostante le difficoltà ‘continuano a credere, a sperare, ad amare, affinché mai temano di parlare di Gesù al mondo e del mondo a Gesù, rimanendo sempre testimoni credibili del suo amore e mantenendosi uniti alla roccia di Pietro su cui è costruita la Chiesa’.

23 maggio 2008 - Il Papa: 'Il valore della comunicazione risiede nella veridicità'

‘Un comunicatore può tentare di informare, educare, intrattenere, convincere, confortare, ma il valore finale di qualsiasi comunicazione risiede nella sua veridicità’. Lo ha ricordato il Papa ai partecipanti all’Incontro promosso dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. Secondo Benedetto XVI ‘sarebbe una tragedia per il futuro dell'umanità se i nuovi strumenti di comunicazione, che permettono di condividere la conoscenza e l'informazione in modo più rapido ed efficace, non fossero accessibili a quanti già sono emarginati economicamente e socialmente, o se contribuissero solo ad accrescere la distanza che separa queste persone dalle nuove reti che si stanno sviluppando al servizio della socializzazione umana, dell'informazione e dell'apprendimento’. Tuttavia – ha concluso il Pontefice – ‘sarebbe parimenti grave se la tendenza globalizzante nel mondo delle comunicazioni indebolisse o eliminasse i costumi tradizionali e le culture locali, in modo particolare quelle che sono riuscite a rafforzare i valori familiari e sociali, l'amore, la solidarietà e il rispetto della vita’.

22 maggio 2008 - Il Papa: 'Eucarestia forza liberatrice'

Come ogni anno nella Solennità il Papa ha presieduto la Messa e la Processione Eucaristica in Via Merulana. ‘L’Eucarestia – ha osservato Benedetto XVI - non può mai essere un fatto privato, riservato a persone che si sono scelte per affinità o amicizia. L’Eucarestia è un culto pubblico. Anche qui, stasera, non abbiamo scelto noi con chi incontrarci, siamo venuti e ci troviamo gli uni accanto agli altri, accomunati dalla fede e chiamati a diventare un unico corpo condividendo l’unico Pane che è Cristo. Siamo uniti al di là delle nostre differenze di nazionalità, di professione, di ceto sociale, di idee politiche: ci apriamo gli uni agli altri per diventare una cosa sola a partire da Lui’. Secondo il Papa questa processione insegna che ‘l’Eucarestia ci vuole liberare da ogni abbattimento e sconforto, ci vuole far rialzare, perché possiamo riprendere il cammino con la forza che Dio ci dà mediante Gesù Cristo’. Il Pontefice ha infine osservato che nella Eucarestia ‘Dio non ci lascia soli nel cammino, ma si pone al nostro fianco e ci indica la direzione. In effetti, non basta andare avanti, bisogna vedere verso dove si va! Non basta il progresso, se non ci sono dei criteri di riferimento. Anzi, se si corre fuori strada, si rischia di finire in un precipizio, o comunque di allontanarsi più rapidamente dalla meta. Dio ci ha creati liberi, ma non ci ha lasciati soli: si è fatto Lui stesso via ed è venuto a camminare insieme con noi, perché la nostra libertà abbia anche il criterio per discernere la strada giusta e percorrerla’.

18 maggio 2008 - Il Papa: 'Coltivare una fede pensata'

Benedetto XVI ha concluso la visita in Liguria con la messa in Piazza della Vittoria a Genova. ‘L’uomo non si realizza in un’autonomia assoluta, illudendosi di essere Dio – ha ammonito - ma riconoscendosi quale figlio, creatura aperta, protesa verso Dio e verso i fratelli, nei cui volti ritrova l’immagine del Padre comune. Si vede bene che questa concezione di Dio e dell’uomo sta alla base di un corrispondente modello di comunità umana, e quindi di società’. Prima di concludere il Pontefice si è rivolto agli adulti e ai giovani. ‘Coltivate una fede pensata – è stato l’invito di Papa Ratzinger - capace di dialogare in profondità con tutti, con i fratelli non cattolici, con i non cristiani e i non credenti. Portate avanti la vostra generosa condivisione con i poveri e i deboli, secondo l’originaria prassi della Chiesa, attingendo sempre ispirazione e forza dall’Eucaristia, sorgente perenne della carità’.

18 maggio 2008 - Il Papa: 'Educazione è sfida più attuale'

Incontrando i religiosi a Genova il Papa ha rivolto loro un invito ad avere fiducia. ‘I tempi nostri – ha detto Benedetto XVI - non sono quelli di Dio e della sua Provvidenza. È necessario pregare e crescere nella santità personale e comunitaria. Il Signore provvede. Vi prego di non considerarvi mai come se foste al tramonto della vita: Cristo è l’alba perenne, la nostra luce. Vi prego di continuare nelle vostre opere’. Il Pontefice ha poi raccomandato di prestare attenzione all’educazione dei giovani. ‘Sapete – ha ricordato - che la sfida educativa è quella più urgente, perché senza un’autentica educazione dell’uomo non si va lontano. E voi tutti, pur in modi diversi, avete una storica esperienza educativa. Dobbiamo aiutare i genitori nel loro straordinario e difficile compito educativo’.

18 maggio 2008 - Il Papa ai giovani: 'Non distruggete il vostro futuro'

Come in ogni visita pastorale il Papa ha voluto incontrare anche a Genova i giovani. A loro ha spiegato che ‘è importante scegliere bene, non distruggere il futuro. E la prima scelta fondamentale deve essere Dio, e nella luce di questa scelta, che ci offre allo stesso tempo una compagnia nel cammino, una compagnia affidabile che non mi lascia mai, nella luce di questa scelta si trovano i criteri per le altre scelte necessarie’. Benedetto XVI ha invitato i giovani ad andare ovunque ad annunciare ‘Cristo Signore, speranza del mondo. Quanto più l’uomo si allontana da Dio, la sua Sorgente, tanto più smarrisce se stesso, la convivenza umana diventa difficile, e la società si sfalda. State uniti tra voi, aiutatevi a vivere e a crescere nella fede e nella vita cristiana, per poter essere testimoni arditi del Signore. State uniti, ma non rinchiusi. Siate umili, ma non pavidi. Siate semplici, ma non ingenui. Siate pensosi, ma non complicati. Entrate in dialogo con tutti, ma siate voi stessi’.

18 maggio 2008 - Il Papa: 'Dio non ci abbandona mai'

‘Irraggiare il bene attraverso l’amorevole cura dei piccoli ammalati è dunque lo scopo di questo vostro Ospedale’. E’ l’auspicio espresso dal Papa nel corso della visita all’Istituto Gaslini di Genova. ‘Per affrontare efficacemente il futuro – ha aggiunto Benedetto XVI - è indispensabile che la speranza sia sostenuta da una visione più alta della vita, che permetta allo scienziato, al medico, al professionista, all’assistente, ai genitori stessi di impegnare tutte le loro capacità, senza risparmiare sforzi per ottenere i migliori risultati che la scienza e la tecnica possono oggi offrire, sul piano della prevenzione e della cura’. Il Pontefice ha poi ricordato che ‘la vera speranza affidabile è solo Dio, che in Gesù Cristo e nel suo Vangelo ha spalancato sul futuro la porta oscura del tempo’. Infine un pensiero ai piccoli ricoverati. ‘Mi rivolgo a voi, carissimi bambini – ha detto Benedetto XVI - per ripetervi che il Papa vi vuole bene. Accanto a voi vedo i vostri familiari, che condividono con voi momenti di trepidazione e di speranza. Siatene tutti certi: Dio non ci abbandona mai. Restate uniti a Lui e non perderete mai la serenità, nemmeno nei momenti più bui e complessi’.

17 maggio 2008 - Il Papa: 'Seguire Cristo è andare controcorrente'

E’ iniziata con la Messa in Piazza del Popolo a Savona la due giorni di Benedetto XVI in Liguria. Nell’omelia il Papa ha spiegato che la misericordia ‘è sinonimo di amore, di grazia. E’ qui tutta l’essenza del cristianesimo, perché è l’essenza di Dio stesso. Dio è Uno in quanto è tutto e solo Amore, ma proprio essendo Amore è apertura, accoglienza, dialogo; e nella sua relazione con noi, uomini peccatori, è misericordia, compassione, grazia, perdono. Dio ha creato tutto per l’esistenza e la sua volontà è sempre e soltanto vita’. Ricordando la Solennità della Santissima Trinità il Pontefice ha ribadito il valore della preghiera in ogni ambito, poi rivolgendosi ai giovani li ha esortati a mettere ‘la giovinezza al servizio di Dio e dei fratelli. Seguire Cristo comporta sempre il coraggio di andare controcorrente. Ne vale però la pena: questa è la via della vera realizzazione personale e quindi della vera felicità. Con Cristo si sperimenta infatti che c’è più gioia nel dare che nel ricevere’.

17 maggio 2008 - Il Papa: 'La missione è un dovere'

‘La missione è un compito e un dovere di tutte le Chiese, che come vasi comunicanti condividono persone e risorse per realizzarla’. Così il Papa nel corso dell’udienza al Consiglio Superiore delle Pontificie Opere Missionarie. E’ ancora necessario evangelizzare l'umanità – ha aggiunto Benedetto XVI – ‘la missione è un dovere, cui bisogna rispondere: guai a me se non evangelizzo’. ‘E’ l’amore – ha concluso il Pontefice - che ci deve spingere ad annunciare con franchezza e coraggio a tutti gli uomini la verità che salva. Un amore che si deve irradiare dovunque e raggiungere il cuore di ogni uomo. Gli uomini infatti attendono Cristo’.

16 maggio 2008 - Il Papa: 'Matrimonio bene insostituibile'

‘La verità del matrimonio e della famiglia affonda le sue radici nella verità dell’uomo ed ha trovato attuazione nella storia della salvezza’. Lo ha ribadito il Papa incontrando i partecipanti al Forum delle Associazioni Familiari e alla Federazione Europea delle Associazioni Familiari Cattoliche. Il matrimonio tra un uomo e una donna – ha aggiunto Benedetto XVI - ‘che costituisce la famiglia, rappresenta un insostituibile bene per l’intera società, da non confondere né equiparare ad altri tipi di unione’. Il Pontefice ha infine invitato tutti ad ‘unire le forze per sostenere, con ogni mezzo possibile, le famiglie dal punto di vista sociale ed economico, giuridico e spirituale’.

15 maggio 2008 - Il Papa: 'Difendere sempre la famiglia'

Nel corso dell’udienza alla Plenaria del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, Benedetto XVI ha ribadito che ‘non bisogna dimenticare che la famiglia, anche quella migrante e itinerante, costituisce la cellula originaria della società, da non distruggere, ma da difendere con coraggio e pazienza. Essa rappresenta la comunità nella quale fin dall’infanzia si è formati ad adorare e amare Dio, apprendendo la grammatica dei valori umani e morali e imparando a fare buon uso della libertà nella verità. Purtroppo in non poche situazioni questo avviene con difficoltà, specialmente nel caso di chi è investito dal fenomeno della mobilità umana’. Tale fenomeno, ha concluso il Papa, rappresenta oggi ‘una frontiera importante per la nuova evangelizzazione’.

12 maggio 2008 - Dal Papa nuovo no all'aborto

Un nuovo no all’aborto è giunto dal Papa nel corso dell’udienza al Movimento per la Vita. ‘L’aver permesso di ricorrere all’interruzione della gravidanza – ha detto Benedetto XVI - non solo non ha risolto i problemi che affliggono molte donne e non pochi nuclei familiari, ma ha aperto una ulteriore ferita nelle nostre società, già purtroppo gravate da profonde sofferenze’. Il Pontefice ha invitato ad ‘unire gli sforzi perché le diverse Istituzioni pongano di nuovo al centro della loro azione la difesa della vita umana e l’attenzione prioritaria alla famiglia, nel cui alveo la vita nasce e si sviluppa. Occorre aiutare con ogni strumento legislativo la famiglia per facilitare la sua formazione e la sua opera educativa, nel non facile contesto sociale odierno’.

12 maggio 2008 - Il Papa: 'Trovare una soluzione al conflitto israelopalestinese'

Ricevendo il nuovo Ambasciatore israeliano il Papa ha ribadito che ‘la Santa Sede spera che giunga presto un tempo di maggiore letizia, quando una pace giusta risolverà il conflitto con i palestinesi’. Dopo aver apprezzato il dialogo tra cristiani ed ebrei, Benedetto XVI ha espresso ‘preoccupazione per l'allarmante declino della popolazione cristiana nei Paesi del Medio Oriente, incluso Israele, a causa dell'emigrazione. Di certo, i cristiani non sono gli unici a risentire degli effetti dell'insicurezza e della violenza che sono conseguenze dei vari conflitti nella regione, ma, per molti aspetti, sono ora particolarmente vulnerabili’. Venendo poi alla questione israelo-palestinese il Pontefice ha osservato che ‘la Santa Sede riconosce la legittima necessità di sicurezza e di autodifesa di Israele e condanna fortemente tutte le forme di antisemitismo. Sostiene anche che tutti i popoli hanno il diritto di ricevere uguali opportunità di prosperare. Proprio per questo, esorto con urgenza il suo governo a compiere ogni sforzo per alleviare le difficoltà sofferte dalla comunità palestinese, permettendole la libertà necessaria per svolgere le sue legittime attività, incluso il raggiungere i luoghi di culto affinché possa godere di pace e sicurezza maggiori’.

11 maggio 2008 - Il Papa: 'Il Libano ritrovi il dialogo'

Nel corso del Regina Coeli il Papa ha lanciato un ennesimo appello per la pace in Libano. E’ doveroso – ha detto Benedetto XVI – ‘esortare i libanesi ad abbandonare ogni logica di contrapposizione aggressiva, che porterebbe il loro caro Paese verso l'irreparabile’. Solo il dialogo e il compromesso – ha aggiunto – ‘sono l’unica via che può restituire al Libano le sue istituzioni e alla popolazione la sicurezza necessaria per una vita quotidiana dignitosa e ricca di speranza nel domani’.

11 maggio 2008 - Il Papa:'La Chiesa sia segno di pace'

Celebrando la messa in occasione della Pentecoste Benedetto XVI ha ricordato che con la discesa dello Spirito Santo ‘la Chiesa viene costituita non da una volontà umana, ma dalla forza dello Spirito di Dio. E subito appare come questo Spirito dia vita ad una comunità che è al tempo stesso una e universale. Solo infatti lo Spirito Santo, che crea unità nell’amore e nella reciproca accettazione delle diversità, può liberare l’umanità dalla costante tentazione di una volontà di potenza terrena che vuole tutto dominare e uniformare’. La Chiesa dunque, ha concluso il Papa, deve ‘essere costituzionalmente segno e strumento della pace di Dio per tutti i popoli. La Chiesa realizza il suo servizio alla pace di Cristo soprattutto nell’ordinaria presenza e azione in mezzo agli uomini, con la predicazione del Vangelo e con i segni di amore e di misericordia che la accompagnano’.

10 maggio 2008 - Il Papa: 'La vita umana è sacra'

‘La vita è sempre un dono inestimabile; ogni volta che si assiste al suo sorgere percepiamo la potenza dell’azione creatrice di Dio che si fida dell’uomo e in questo modo lo chiama a costruire il futuro con la forza della speranza’. Così il Papa ricevendo i partecipanti al Congresso internazionale promosso dalla Pontificia Università Lateranense, nel 40° Anniversario dell’Enciclica Humanae vitae. Oggi tuttavia ha osservato Benedetto XVI – ‘la vita umana rischia di perdere il suo valore. Se l’esercizio della sessualità si trasforma in una droga che vuole assoggettare il partner ai propri desideri e interessi, senza rispettare i tempi della persona amata, allora ciò che si deve difendere non è più solo il vero concetto dell’amore, ma in primo luogo la dignità della persona stessa. Come credenti non potremmo mai permettere che il dominio della tecnica abbia ad inficiare la qualità dell’amore e la sacralità della vita’. Il Pontefice ha dunque ribadito che ‘la legge naturale, che è alla base del riconoscimento della vera uguaglianza tra le persone e i popoli, merita di essere riconosciuta come la fonte a cui ispirare anche il rapporto tra gli sposi nella loro responsabilità nel generare nuovi figli. La trasmissione della vita è iscritta nella natura e le sue leggi permangono come norma non scritta a cui tutti devono richiamarsi’. Non è libertà – ha ammonito il Papa – ‘fornire false illusioni nell’ambito dell’amore o ingannare sulle genuine responsabilità che si è chiamati ad assumere con l’esercizio della propria sessualità’. ‘La libertà – ha concluso Benedetto XVI - deve coniugarsi con la verità e la responsabilità con la forza della dedizione all’altro anche con il sacrificio; senza queste componenti non cresce la comunità degli uomini e il rischio di rinchiudersi in un cerchio di egoismo asfissiante rimane sempre in agguato’.

10 maggio 2008 - Il Papa: 'La famiglia è una sfida per la Chiesa'

‘La prima realtà che purtroppo fa le spese della diffusa secolarizzazione è la famiglia’. Lo ha denunciato il Papa ricevendo i Vescovi ungheresi in Visita ad Limina. ‘Ne sono sintomi – ha osservato Benedetto XVI - la notevole diminuzione del numero dei matrimoni e l’impressionante aumento dei divorzi, molto spesso anche precoci. Si moltiplicano le cosiddette coppie di fatto’. Il Pontefice ha poi apprezzato il no al ‘pubblico riconoscimento delle unioni omosessuali, perché contrario non solo all’insegnamento della Chiesa ma alla stessa Costituzione Ungherese’. Tutto ciò – ha concluso Papa Ratzinger – insieme ‘alla carenza di sussidi per le famiglie numerose, ha portato ad un drastico calo delle nascite, reso ancor più drammatico dalla diffusa pratica dell’aborto. Naturalmente la crisi della famiglia costituisce un’enorme sfida per la Chiesa. Sono in questione la fedeltà coniugale e, più in generale, i valori su cui si fonda la società. E’ evidente perciò che, dopo la famiglia, a risentire di questa difficoltà sono i giovani’.

sabato 29 gennaio 2011

9 maggio 2008 - Il Papa: 'Lo Spirito Santo dona l'unità della Chiesa'

Nel corso di una celebrazione con Karekin II, Patriarca Supremo e Catholicos di tutti gli Armeni, Benedetto XVI ha ricordato che ‘è lo Spirito Santo che dona l'unità della Chiesa. Il cammino verso il ripristino della comunione piena e visibile fra tutti i cristiani può sembrare lungo e arduo. Bisogna ancora fare molto per sanare le profonde e dolorose divisioni che sfigurano il Corpo di Cristo. Lo Spirito Santo, tuttavia, continua a guidare la Chiesa in modi sorprendenti e spesso inattesi’. ‘Adoperarsi per l'unità dei cristiani – ha concluso il Papa - è un atto di fiducia obbediente nell'opera dello Spirito Santo, che conduce la Chiesa alla piena realizzazione del disegno del Padre, conformemente alla volontà di Cristo’.

8 maggio 2008 - Il Papa: 'L'unità è un obbligo urgente'

Ricevendo i pellegrini del Patriarcato Greco-Melkita ,Benedetto XVI ha nuovamente esortato ad impegnarsi ‘per la ricerca dell'unità di tutti i discepoli di Cristo’. Ciò – ha aggiunto – ‘è un obbligo urgente, che scaturisce dal desiderio ardente del Signore stesso. Dobbiamo dunque fare tutto il possibile per abbattere i muri di divisione e di diffidenza che ci impediscono di realizzarlo. Non possiamo però perdere di vista che la ricerca dell'unità è un compito che concerne non solo una Chiesa particolare, ma l'intera Chiesa, nel rispetto della sua stessa natura’. Riferendosi poi al Medio Oriente il Papa ha osservato che lì ‘la Chiesa deve affrontare situazioni in cui la politica svolge un ruolo che non è indifferente alla sua vita. È dunque importante che mantenga contatti con le Autorità politiche, le istituzioni e i vari partiti. Non spetta però al clero impegnarsi nella vita politica. Resta una questione dei laici. La Chiesa deve tuttavia proporre a tutti la luce del Vangelo, affinché tutti s'impegnino a servire il bene comune e la giustizia prevalga sempre, di modo che il cammino della pace si possa infine aprire dinanzi ai popoli di questa amata regione’.

7 maggio 2008 - Il Papa: 'Superare le divisioni per ottenere l'unità'

All’odierna Udienza Generale ha presenziato anche Karekin II, Patriarca Supremo e Catholicos di tutti gli Armeni. Benedetto XVI ha avuto così modo di ricordare che ‘questi giorni di immediata preparazione alla Solennità di Pentecoste ci stimolano a ravvivare la speranza nell’aiuto dello Spirito Santo per avanzare sulla strada dell’ecumenismo. Noi abbiamo la certezza che il Signore Gesù non ci abbandona mai nella ricerca dell’unità, poiché il suo Spirito è instancabilmente all’opera per sostenere i nostri sforzi tesi a superare ogni divisione e a ricucire ogni lacerazione nel vivo tessuto della Chiesa’. Sul fronte ecumenico il Papa ha poi rilevato che ‘pur di fronte alle difficoltà e alle divisioni, i cristiani non possono rassegnarsi né cedere allo scoraggiamento. Questo chiede a noi il Signore: perseverare nella preghiera per mantenere viva la fiamma della fede, della carità e della speranza, a cui si alimenta l’anelito verso la piena unità’. ‘Rendiamo grazie al Signore – ha concluso il Pontefice - per i traguardi raggiunti nel dialogo ecumenico grazie all’azione dello Spirito Santo; restiamo docili all’ascolto della sua voce, affinché i nostri cuori, ricolmi di speranza, percorrano senza sosta il cammino che conduce alla piena comunione di tutti i discepoli di Cristo’.

4 maggio 2008 - Il Papa: 'I cattolici servano il bene comune'

L’Italia ‘ha sempre potuto contare su uomini e donne formati nella vostra Associazione, disposti a servire disinteressatamente la causa del bene comune, per l’edificazione di un giusto ordine della società e dello Stato’. Lo ha detto il Papa incontrando in piazza San Pietro l’Azione Cattolica Italiana. Di fronte alla emergenza educativa – ha esortato Benedetto XVI – ‘sappiate essere annunciatori instancabili ed educatori preparati e generosi; in una Chiesa chiamata a prove anche molto esigenti di fedeltà e tentata di adattamento, siate testimoni coraggiosi e profeti di radicalità evangelica; in una Chiesa che quotidianamente si confronta con la mentalità relativistica, edonistica e consumistica, sappiate allargare gli spazi della razionalità nel segno di una fede amica dell’intelligenza, sia nell’ambito di una cultura popolare e diffusa, sia in quello di una ricerca più elaborata e riflessa; in una Chiesa che chiama all’eroismo della santità, rispondete senza timore, sempre confidando nella misericordia di Dio’.

3 maggio 2008 - Il Papa: 'Dignità umana è valore intrinseco della persona'

‘La dignità umana è un valore intrinseco della persona creata a immagine e somiglianza di Dio e redenta in Cristo. L'insieme delle condizioni sociali che permettono alle persone di realizzarsi collettivamente e individualmente, è il bene comune. La solidarietà è la virtù che permette alla famiglia umana di condividere in pienezza il tesoro dei beni materiali e spirituali e la sussidiarietà è il coordinamento delle attività della società a sostegno della vita interna delle comunità locali’. Così Benedetto XVI nel corso dell’udienza alla Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. ‘La solidarietà autentica, sebbene cominci con il riconoscimento del pari valore dell'altro, si compie solo – ha concluso il Papa - quando metto volontariamente la mia vita al servizio dell'altro’.

2 maggio 2008 - Il Papa: 'Difendere la famiglia'

‘Formulo voti affinché la Chiesa a Cuba, conformemente alle sue legittime aspirazioni, possa avere un normale accesso ai mezzi di comunicazione sociale’. Lo ha detto il Papa ai Vescovi cubani ricevuti in Visita ad Limina. Benedetto XVI ha poi detto di condividere la preoccupazione per la famiglia ‘minacciata nella sua stabilità dal divorzio e dalle sue conseguenze, dalla pratica dell'aborto o dalle difficoltà economiche, come pure dalle separazioni familiari a causa dell'emigrazione o per altri motivi. Vi incoraggio a intensificare i vostri sforzi affinché tutti, e soprattutto i giovani, comprendano meglio e si sentano sempre più attratti dalla bellezza degli autentici valori del matrimonio e della famiglia’.

30 aprile 2008 - Il Papa ripercorre il viaggio negli USA

L’odierna Udienza Generale è stata dedicata dal Papa al Viaggio Apostolico negli Stati Uniti. Tra i punti salienti Benedetto XVI ha indicato lo scandalo della pedofilia. ‘Pensando alla dolorosa vicenda degli abusi sessuali su minori commessi da ministri ordinati – ha spiegato il Papa - ho voluto esprimere ai Vescovi la mia vicinanza, incoraggiandoli nell’impegno di fasciare le ferite e di rafforzare i rapporti con i loro sacerdoti’. E sulla visita all’ONU il Pontefice ha ribadito che ‘come la pace, anche il rispetto dei diritti umani è radicato nella giustizia, vale a dire in un ordine etico valido per tutti i tempi e per tutti i popoli, riassumibile nella celebre massima non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te, o, espressa in forma positiva con le parole di Gesù: Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro’. ‘Su questa base, che costituisce l’apporto tipico della Santa Sede all’Organizzazione delle Nazioni Unite – ha concluso Papa Benedetto - ho rinnovato, e anche oggi rinnovo, il fattivo impegno della Chiesa Cattolica per contribuire al rafforzamento di relazioni internazionali improntate ai principi di responsabilità e di solidarietà’.

27 aprile 2008 - Dal Papa un appello per l'Africa

Nel corso del Regina Coeli il Papa ha voluto esprimere la sua preoccupazione per la situazione di alcuni Paesi africani. ‘In Somalia – ha denunciato Benedetto XVI - aspri scontri armati rendono sempre più drammatica la situazione umanitaria di quella cara popolazione, da troppi anni oppressa sotto il peso della brutalità e della miseria. Il Darfur, nonostante qualche momentaneo spiraglio, rimane una tragedia senza fine per centinaia di migliaia di persone indifese e abbandonate a sé stesse’. ‘Infine il Burundi. Di fronte al rischio di una nuova guerra civile – è stato l’appello del Papa - invito tutte le parti in causa a riprendere senza indugio la via del dialogo e della riconciliazione. Confido che le Autorità politiche locali, i responsabili della comunità internazionale e ogni persona di buona volontà non tralasceranno sforzi per far cessare la violenza e onorare gli impegni presi, in modo da porre solide fondamenta alla pace e allo sviluppo’.

27 aprile 2008 - Il Papa: 'Il sacerdote trasmetta la gioia di Cristo'

Il Papa ha proceduto stamane, nella Basilica di San Pietro, all’ordinazione presbiterale di 29 diaconi. La vostra missione – ha detto Benedetto XVI ai neosacerdoti - è recare il Vangelo a tutti, perché tutti sperimentino la gioia di Cristo e ci sia gioia in ogni città’. ‘Per essere collaboratori della gioia degli altri, in un mondo spesso triste e negativo – ha aggiunto il Pontefice - bisogna che il fuoco del Vangelo arda dentro di voi, che abiti in voi la gioia del Signore. Allora solo potrete essere messaggeri e moltiplicatori di questa gioia recandola a tutti, specialmente a quanti sono tristi e sfiduciati’.

24 aprile 2008 - Il Papa incontra il Presidente Napolitano

In occasione del terzo anniversario di Pontificato di Benedetto XVI il Presidente della Repubblica Italiana Napolitano ha offerto un concerto in onore del Papa. In precedenza il Capo dello Stato e il Pontefice – fa sapere la Sala Stampa Vaticana – si sono incontrati affrontando ‘i grandi temi della situazione del mondo di oggi, con particolare riferimento al recente discorso tenuto dal Santo Padre all’Assemblea generale delle Nazioni Unite: la dignità della persona umana, i fondamenti dei diritti dell’uomo e l’impegno della comunità internazionale per la loro protezione e promozione; il dialogo fra la ragione e la fede al servizio della crescita integrale della persona e dello sviluppo armonico della comunità umana; il dialogo fra le grandi religioni e il loro contributo per la pace nel mondo. Il Presidente della Repubblica ha espresso al Santo Padre, anche a nome del popolo italiano, i suoi auguri più vivi in occasione del terzo anniversario del pontificato e del recente genetliaco. Per parte sua, il Santo Padre ha rinnovato l’espressione dei suoi sentimenti di affetto e di attenta partecipazione alle vicende dell’amato popolo italiano, assicurando il suo costante pensiero e la sua preghiera’.

24 aprile 2008 - Il Papa: 'La fiamma del Vangelo non si spegne'

‘Le vicende travagliate del secolo scorso non hanno spento la fiamma del Vangelo che, nel corso delle generazioni, ha trovato nel Caucaso un terreno fertile, pur non essendo mancate contrapposizioni violente, sia interne sia provenienti dall’esterno, che hanno causato molte vittime, tra le quali la Chiesa annovera non pochi martiri della fede’. Così il Papa ricevendo in udienza i Vescovi del Caucaso Meridionale. Benedetto XVI ha poi auspicato che ‘a seguito del dialogo in corso tra cattolici ed ortodossi, cresca quella fraternità che deve caratterizzare le relazioni tra Chiese rispettose l’una dell’altra, nonostante le differenze ancora esistenti’.

20 aprile 2008 - Il Papa saluta gli Stati Uniti

Congedandosi dagli Stati Uniti Benedetto XVI ha ringraziato ancora una volta l’ONU ‘per tutto ciò che è riuscito a compiere per difendere e promuovere i diritti fondamentali di ogni uomo, donna e bambino in ogni parte del mondo, ed incoraggio tutti gli uomini di buona volontà a continuare ad adoperarsi senza stancarsi per promuovere la giusta e pacifica coesistenza tra i popoli e le nazioni’. Prima di lasciare il suolo americano il Papa ha ricordato la visita a Ground Zero. ‘Continuerò a pregare – ha assicurato - per coloro che perirono e per tutti coloro che soffrono per le conseguenze della tragedia che vi ebbe luogo nel 2001. Prego per tutti negli Stati Uniti, e in verità in tutto il mondo, affinché il futuro porti maggiore fraternità e solidarietà, un accresciuto reciproco rispetto e una rinnovata fiducia e confidenza il Dio, nostro Padre che è nei cieli’.

20 aprile 2008 - Il Papa prega a Ground Zero

Benedetto XVI ha compiuto una visita storica raggiungendo Ground Zero, il luogo dove l’11 settembre 2001 si consumò il tragico attentato contro le Torri Gemelle. Il Papa ha pregato intensamente davanti al memoriale consegnando un’intenzione veramente intensa. ‘Dio della pace, porta la Tua pace nel nostro mondo violento – ha scritto il Pontefice - pace nei cuori di tutti gli uomini e le donne e pace tra le Nazioni della terra. Volgi verso il Tuo cammino di amore coloro che hanno il cuore e la mente consumati dall’odio. Confortaci e consolaci, rafforzaci nella speranza e concedici la saggezza e il coraggio di lavorare instancabilmente per un mondo in cui pace e amore autentici regnino tra le Nazioni e nei cuori di tutti’.

20 aprile 2008 - Il Papa negli USA: 'Cristo libertà infinita'

Celebrando la messa allo Yankee Stadium di New York Benedetto XVI ha spiegato che ‘la vera libertà fiorisce quando ci allontaniamo dal giogo del peccato, che annebbia le nostre percezioni e indebolisce la nostra determinazione, e vede la fonte della nostra felicità definitiva in Cristo, che è amore infinito, libertà infinita, vita senza fine’. La libertà autentica – ha continuato il Papa – ‘è un dono gratuito di Dio, il frutto della conversione alla sua verità, quella verità che ci rende liberi’. ‘Quando ci poniamo nel pensiero di Cristo – ha aggiunto il Pontefice - ci si aprono nuovi orizzonti! Alla luce della fede, dentro la comunione della Chiesa, troviamo anche l’ispirazione e la forza per diventare lievito del Vangelo in questo mondo. Diveniamo luce del mondo, sale della terra, a cui è affidato l’apostolato di conformare le nostre vite ed il mondo in cui viviamo sempre più pienamente al piano salvifico di Dio’.